Napoli, l'autobus perde il portellone: «Costretti a viaggiare senza criteri di sicurezza»

di Attilio Iannuzzo

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Si stacca un pezzo di lamiera, stavolta all'interno del bus di linea 176 che percorre Portici-Ercolano. Una situazione che avrebbe potuto originare ben più gravi conseguenze, tanto per la sicurezza dell’esercizio, quanto per l’incolumità dell’operatore. I sindacati lamentano l’assenza di un chiaro piano industriale, la mancanza di adeguate risorse e il fallimento delle misure tese al risanamento e al raggiungimento dell’equilibrio gestionale e strutturale in termini economico-finanziari.

«Stiamo assistendo ad una lenta agonia verso il fallimento e la privatizzazione - dicono ad unisono le sigle sindacali di settore - come già più volte denunciato. Seppur necessario, ai fini del risultato atteso, nulla è stato finora fatto per potenziare l’attuale offerta di trasporto pubblico; migliorare le condizioni di viabilità, attuare un deciso contrasto all’evasione, eliminare privilegi, sacche parassitarie e il blocco di tutte le erogazioni salariali frutto di superminimi individuali». La richiesta di Usb, Orsa e Faisa Confail è quella di proseguire attraverso percorsi negoziali utili all’efficientamento aziendale, il riassetto industriale ed attraverso la difesa della natura pubblica, per consentire all’azienda di operare in un sistema regolato e scevro da condizionamenti.

Per i sindacati  «è necessario garantire ai cittadini servizi  più efficienti, sicuri, sostenibili e di qualità e, al tempo stesso, definire condizioni adeguate di tutela per il lavoro e parità di trattamento tra tutto il personale dell’Anm».
Martedì 18 Giugno 2019, 08:10
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