Napoli, la cricca della benzina low cost: 49 indagati, incastrati dalla denuncia della Q8

Martedì 9 Luglio 2019 di Viviana Lanza
Napoli, la cricca della benzina low cost: 49 indagati, incastrati dalla denuncia della Q8

Avevano creato un mercato parallelo sul quale mettevano in commercio carburanti sottratti di volta in volta ai rifornimenti dei distributori di Campania, Calabria e Lazio. Un giro d'affari milionario, che ha consentito di falsare le regole della libera concorrenza e evadere le imposte. Ci sono 49 indagati a cui la Procura di Napoli ha notificato nelle scorse ore gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari, preludio di una possibile richiesta di rinvio a giudizio.
 
Vuol dire che, trascorsi i venti giorni che la legge concede agli indagati per depositare memorie o chiedere interrogatori dopo la notifica degli avvisi, la Procura può chiedere il processo per i 49 indagati portando l'inchiesta al vaglio dei giudici. Ma torniamo all'indagine, alle sue conclusioni e al lavoro dei finanzieri del comando provinciale di Napoli che hanno svolto l'attività investigativa, intercettando i colloqui tra gli indagati e ricostruendo attraverso i loro spostamenti anche i loro affari illeciti.

Bastava una modifica al contalitri dell'autobotte o dell'erogatore e il gioco era fatto. A seconda del metodo utilizzato il gruppo riusciva a procurarsi una scorta propria di carburante da rivendere sottobanco a prezzi più bassi. Era comunque il momento del rifornimento quello nel quale gli indagati agivano. Quando si interveniva sul contalitri delle autobotti adibite al trasporto di prodotti petroliferi, su ogni carico consegnato il gruppo riusciva a fare la cresta, trattenendo una quantità che rimaneva sul fondo dell'autobotte senza che nessuno se ne accorgesse, senza lasciare tracce. Per esempio, su un carico di 50 litri il gruppo tratteneva per i suoi scopi 5 litri. Quando invece la modifica era sull'erogatore, si riusciva a caricare sui mezzi più carburante di quello conteggiato e la differenza andava sempre agli uomini del gruppo. Infine, tutte le quantità illegalmente accumulate venivano rivendute su un mercato parallelo, in nero, a distributori compiacenti. Sbaragliando la concorrenza e frodando il Fisco.

In totale sono stati sequestrati 6.246 litri di benzina, 8.682 litri di gasolio, 2.646 litri di olio lubrificante. Mentre sono venti le autocisterne taroccate scoperte. I sequestri hanno riguardato anche un distributore stradale e una colonnina artigianale, trentasei pistole erogatrici e contanti per oltre 10mila euro. Inoltre è stata stimata un'evasione di accisa per circa 800mila euro a fronte di carburante rubato per oltre un milione e 200mila euro.

Decine e decine gli episodi finiti al centro dell'inchiesta. I capi di imputazione contestati ai 49 indagati coprono un arco temporale che comprende il 2016 e fanno riferimento a ipotesi di associazione a delinquere, furto con destrezza, ricettazione e sottrazione al pagamento dell'accisa sui prodotti energetici. Una serie di accuse contestate a diverso titolo e che insieme valgono a tracciare il quadro dell'inchiesta e lo scenario in cui dovrà calarsi un eventuale processo.

Il carburante su cui il gruppo aveva allungato i suoi interessi illeciti era quello della Q8. La multinazionale, totalmente estranea ai fatti oggetto dell'indagine, è stata la prima ad accorgersi che qualcosa non andava in alcuni distributori della sua rete e ha segnalato le anomalie agli 007 delle fiamme gialle.

Ultimo aggiornamento: 10:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA