Napoli, il bimbo morto cadendo dal balcone: «Un tonfo, poi quelle urla strazianti davanti al corpicino a terra»

Sabato 18 Settembre 2021 di Melina Chiapparino
Napoli, il bimbo morto cadendo dal balcone: «Un tonfo, poi quelle urla strazianti davanti al corpicino a terra»

«Abbiamo sentito le urla e ci siamo precipitati in strada». Lo hanno detto con la voce spezzata dal pianto nel raccontare quei minuti drammatici, i commercianti che si sono trovati a pochi passi dal luogo in cui il piccolo Samuele ha perso la vita. La maggior parte dei negozianti che affacciano sul marciapiede dove è precipitato il bimbo, su via Foria poco prima dell’incrocio con via Giuseppe Piazzi, non ha immediatamente realizzato di trovarsi di fronte al corpicino del piccolo. «Non potevamo credere ai nostri occhi, era una scena surreale – hanno spiegato - sono state le urla della mamma e degli altri familiari, a farci capire che era successo qualcosa di terribile». 

«Stavo lavorando e ho sentito un tonfo che proveniva dall’esterno ma non mi sono allarmato in quell’istante» spiega il farmacista che dista poco più di due metri dal punto in cui il bimbo ha perso la vita. «Sono state le urla che ho sentito subito dopo, a preoccuparmi e a spingermi ad uscire dal negozio» continua l’uomo, profondamente scioccato dall’accaduto. In pochi attimi, sul marciapiede dove il piccolo giaceva immobile, si sono riversate decine di persone e, altrettante hanno chiamato il 118 e la polizia per far arrivare i soccorsi. «Ho sentito delle urla disperate e istintivamente ho attraversato la strada per capire cosa fosse accaduto» ha raccontato Francesco, il proprietario dello storico chiosco vicino agli uffici del Giudice di pace. «Non potevo credere che Samuele fosse caduto dal balcone, è un bimbo sempre sorvegliato e seguito da due genitori molto attenti» ha continuato Francesco con le lacrime agli occhi. «Ci hanno detto che il piccolo si era arrampicato alla ringhiera del balcone, dove si trova una parete divisoria in ferro, perdendo l’equilibrio e precipitando - ha spiegato un gruppetto di amici di famiglia - la cosa strana è che il bimbo non usciva mai fuori al balcone, neanche per giocare». Nessuna delle persone, riversate sul marciapiede poco dopo la caduta, ha effettivamente visto cosa sia accaduto a Samuele ma chi ha vissuto quei momenti drammatici, ha sperato fino all’ultimo che il piccolo avesse perso i sensi o che fosse tramortito. 

 

«Giuseppe e Carmen sono una coppia di genitori affiatati e attenti, vivevano solo per Samuele e si sono sposati giovani e innamoratissimi» hanno raccontato ieri, gli amici del quartiere che si è mobilitato per la famiglia, dimostrando solidarietà e affetto con la presenza calorosa ma rispettosa in strada e in ospedale di centinaia di persone. «Siamo tutti sconvolti per quello che è accaduto e che è piombato addosso a una famiglia che era il ritratto della felicità - hanno aggiunto gli amici della coppia - ora siamo preoccupati per loro soprattutto perché aspettano un secondo figlio che nascerà tra poco più di un mese». La tragedia che ha travolto i genitori del piccolo, è stata altrettanto devastante per i suoi nonni paterni e la bisnonna che vivono nel palazzo a fianco a quello di Samuele. «Sono una famiglia di persone molto legate tra loro che si aiutano vicendevolmente anche nel crescere il piccolo e che hanno un gran senso del dovere» spiegano altri abitanti del quartiere dove la coppia è conosciuta per un negozio di abbigliamento da lavoro, gestito da altri parenti. «I genitori di Samuele appartengono a una famiglia perbene, di lavoratori e gente onesta amata da tutto il quartiere – concludono i conoscenti della coppia - lo ha dimostrato il fatto che centinaia di persone li hanno seguiti fino in ospedale e faremo il possibile per aiutarli». 

 

Ultimo aggiornamento: 18:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA