Napoli, i​l bistrot «Baroq» riapre dopo 4 mesi ma Dema jr è pronto all’uscita

Giovedì 14 Novembre 2019 di Valerio Esca

Chiuso da quattro mesi, Baroq, il locale che tra i soci vede Claudio de Magistris, fratello minore del sindaco, riaprirà a dicembre. Un nuovo format, che coinvolgerà anche altri soggetti, una nuova mostra espositiva, ma soprattutto con una novità. Dema jr - si vocifera - avrà un ruolo marginale nella gestione dell’art-bistrot, pare potrebbe addirittura uscire dalla società. «Lo farebbe a malincuore» raccontano persone vicine a de Magistris, che in questi giorni sta prendendo in seria considerazione l’ipotesi di lasciare, per motivi personali e probabilmente per evitare ulteriori polemiche dopo quelle che lo hanno coinvolto nei mesi scorsi. 

LA VICENDA
L’area davanti al locale, a piazza Vittoria, è stata oggetto di lavori di riqualificazione nel tratto compreso tra i due incroci di via Vannella Gaetani e via Arcoleo. In questo tratto, al civico 6, si trova appunto l’art-bistrot Baroq. Una decina di residenti e la Municipalità I (Chiaia-Posillipo-San Ferdinando), nei mesi scorsi, hanno avviato un braccio di ferro senza precedenti con il Comune, affinché si scongiurasse l’allargamento del marciapiede nel fazzoletto di strada dove appunto ricade anche il locale del fratello del sindaco. Dema jr è stato accusato di favoritismi, a causa della sua parentela, per ottenere il rilascio dei permessi. Circostanza che de Magistris ha sempre rispedito al mittente: «Si fa fatica a far passare che non è il mio progetto - ha sostenuto in un’intervista al Mattino rilasciata qualche mese fa - e che non riguardi un singolo locale commerciale, trattandosi di un tratto di piazza più ampio, presentato inoltre più di due anni fa da numerosi cittadini della zona. Tra l’altro non risulto neanche tra i proponenti. I lavori non si faranno soltanto davanti a Baroq ma su tutto il marciapiede, da via Gaetani a via Arcoleo». Intanto i permessi per i dehors, tavolini e gazebo da sistemare all’esterno, sono arrivati ad inizio mese: 120 giorni dopo la richiesta protocollata agli uffici di Palazzo San Giacomo (a seguito dell’ok della Sovrintendenza). In tutto, tra la presentazione del primo progetto e l’ultimo lasciapassare, ci sono voluti tre anni. 
 


L’ATTESA 
In questi mesi si è detto di tutto: che il locale fosse in vendita; che fosse stato già venduto per una cifra molto vicina al mezzo milione di euro; che fosse fallita la società. Un caso in cui non è stato rispettato il detto: “Vox populi, vox Dei”. Una lunga pausa di riflessione per i tre gestori di Baroq, tra i quali compaiono, oltre a Claudio de Magistris, il noto gallerista d’arte Dario Porcini e l’imprenditore Roberto Gargano, che alla fine porterà il bistrot a riaprire i battenti a metà dicembre. Un locale che nei primi mesi del 2019 ha visto un andamento altalenante. Non è riuscito ad ingranare come si sarebbe potuto immaginare dopo il boom iniziale. Un confronto con una fetta di mercato che evidentemente non ha colto nel segno delle grandi masse. 

LA RIAPERTURA
Si potrebbe ipotizzare una riapertura nello stesso giorno in cui fu inaugurato un anno fa: il 6 dicembre. Un modo, non solo per spegnere le candeline del primo anno, ma anche per spegnere le polemiche che hanno visto protagonista Baroq. Cambiamenti in termini di format, ma con la stessa impronta di dodici mesi fa: coniugando gastronomia e arte. Dopo le due mostre sul ’600 napoletano si sta organizzando una esposizione più ampia, di arte moderna. L’arte resterà dunque il concept di Baroq: il locale ha ospitato per 25 anni la galleria d’arte Porcini, che adesso si trova al primo piano dello stesso palazzo al civico 6 di piazza Vittoria. In sostanza, con (anche se non sarà presente come prima) o senza il fratello del sindaco, il bistrot dovrebbe riaprire i battenti tra poche settimane. De Magistris dovrebbe sciogliere le riserve con i suoi amici-soci nei prossimi giorni.

Ultimo aggiornamento: 15 Novembre, 10:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA