Sott'olio al botulino, 24enne ricoverata d'urgenza a Napoli: è in fin di vita

Domenica 12 Novembre 2017 di Ettore Mautone
Un caso di botulismo al Cotugno: è in rianimazione, intubata e in prognosi riservata, una giovane ragazza, 24 anni, di Santa Maria Capua Vetere, giunta giovedì scorso al pronto soccorso del polo infettivologico in trasferimento dalla Medicina d'urgenza dell'ospedale Santa Maria Delle Grazie di Pozzuoli dove era giunta in prima battuta. A scatenare la grave intossicazione il veleno prodotto dal batterio Clostridium botulinum che probabilmente aveva contaminato una conserva fatta in casa (zucca sott'olio), consumata dalla ragazza diverse ore prima della manifestazione dei primi segni clinici. Anche il fidanzato della giovane aveva assaggiato la specialità alimentare ma non ha avuto problemi probabilmente grazie alla modica quantità assaggiata.

La difficoltà a ingoiare, a parlare e respirare e la generalizzata caduta del tono muscolate e anche delle palpebre (ptosi palpebrale) hanno fatto subito pensare a un'intossicazione da botulino. I sanitari di Pozzuoli che ne hanno pertanto disposto l'immediato trasferimento al Cotugno. Qui sono state poi attuate le procedure di emergenza per reperire il siero antibotulinico. Tramite l'allerta della Prefettura, scattato alle 14 di giovedì scorso, il farmaco salvavita dispensato dall'Istituto superiore di Sanità, è giunto nell'arco di poche ore al presidio partenopeo e somministrato alle 18 dello stesso giorno alla paziente. Le condizioni della ragazza sono stabili ma ancora critiche. Non è ancora possibile sciogliere la prognosi.


Tutti i campioni ematici e i tamponi effettuati, tesi a identificare il botulino (compresa la conserva incriminata) sono stati consegnati all'Istituto superiore di Sanità a cui spetta effettuare le analisi di laboratorio.

Ogni anno in Campania si registrano uno o due casi di intossicazione da botulino ma da diversi anni non si registrava un caso così grave. Il botulino è un batterio anaerobico presente soprattutto nel terreno e può contaminare gli alimenti, in particolare le conserve prive di ossigeno. L'ingestione provoca un'intossicazione severa caratterizzata da un quadro clinico specifico. Dopo un periodo d'incubazione (12-48 ore e fino a 8 giorni) compaiono nausea, vomito, diarrea e forti dolori muscolari. Seguono importanti problemi neurologici, alterazioni visive, pupille fisse, paralisi muscolare progressiva dal capo verso le braccia e elevata mortalità per paralisi respiratoria. Le possibilità di sopravvivenza aumentano in funzione dell'immediatezza dei soccorsi e se viene somministrata l'antitossina nelle prime ore dalla comparsa dei sintomi.