«Solo 16 anni a Lino Sibillo, questa sarebbe giustizia?»

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di Giuseppe Crimaldi

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«Quando ti ammazzano un figlio è come se ti strappassero il cuore dal petto. Con la morte del nostro primogenito per noi è finito tutto. Campiamo e proviamo ad andare avanti solo perché ci sono altri tre ragazzi da mantenere e da far crescere. La giustizia? Io ci credo ancora, mia moglie non più: tra qualche giorno ci sarà la sentenza in Corte d'Assise per l'omicidio di Luigi. Ma se guardo al verdetto appena pronunciato in appello nei confronti di Lino Sibillo, uno degli artefici della faida di Forcella, allora mi cadono le braccia. Perché non si possono infliggere solo 16 anni a chi fu tra i promotori di quella mattanza».

Alle cinque della sera ci sono luoghi nei quali non arriva più la luce. Nemmeno a maggio inoltrato, quando il sole tramonta tardi; e neppure se abiti al secondo piano di un alloggio comunale nel cuore del centro storico. Due vani, bagno e cucina a due passi da via Carbonara: è qui - in trenta metri quadri - che continuano a vivere Vincenzo ed Enza Galletta, i genitori di Luigi, assassinato a soli 21 anni senza un perché; o meglio: massacrato col piombo di una calibro 9x21 dal «diavolo» in un caldo pomeriggio dell'estate del 2015, nel pieno della faida scatenata dalla «paranza dei bambini» di Forcella.
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Venerdì 18 Maggio 2018, 07:00 - Ultimo aggiornamento: 18-05-2018 11:42
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