Camorra, pistole in regalo per il battesimo da killer: «Soldato del clan a 16 anni»

Venerdì 24 Settembre 2021 di Leandro Del Gaudio
Camorra, pistole in regalo per il battesimo da killer: «Soldato del clan a 16 anni»

Ha i pantaloni corti è un'arma in pugno. Si sbatte, lì tra vico Lungo nuovo Gelso e vico Tre re a Toledo ai Quartieri spagnoli.

Ha un solo obiettivo, a leggere le carte della Mobile: meritarsi quella pistola che stringe tra le mani. Già perché per il sedicenne inquadrato con la pistola (assieme ai suoi soci un po' più grandi, che hanno da poco raggiunto i 18 anni), la partita è tutta in quella manciata di secondi: sparare e uccidere, fare fuoco e sentire il ferro diventare caldo, rovente. Erano in quattro ed erano armati. Guardiamoli entrare in azione, alla luce delle indagini condotte dalla mobile del primo dirigente Alfredo Fabbrocini, che fanno leva anche sulle immagini che pubblichiamo in questa pagina: 16 giugno scorso, caldo estivo e voglia di vita tra i vicoli di Napoli, quando il sedicenne entra in azione. È accanto a Giuseppe Basile, di 24 anni, Francesco Cannola, di 23, e Carmine Nocerino, di 25 (per altro si era sposato pochi giorni prima), quando provano a uccidere il loro obiettivo. Una faida nota, raccontata ed esplorata dai giornali: puntavano ad uccidere uno della famiglia Valentinelli, ritenendolo responsabile dell'omicidio di Gennaro Verrano, consumato nel 2017. Lui, il più piccolo, ha solo 16 anni ma sembra il più determinato. Sa bene che nella grammatica del vicolo, quell'agguato dovrebbe essere una sorta di battesimo del fuoco. E non è un caso che è probabilmente sua la responsabilità maggiore di aver sbagliato bersaglio, tanto da ferire due passanti, due persone che rischiano di «morire per caso» (per usare l'espressione del pg napoletano Luigi Riello), parliamo di Enrico De Maio e Vittorio Vaccaro, rispettivamente scultore e operaio che lasciavano un cantiere del posto per fare ritorno a casa.

Finito in cella, il minorenne ha ripetuto il copione di sempre, senza offrire alcun particolare a proposito della provenienza dell'arma. Copione noto, a leggere le carte del pool anticamorra: da queste parti, si dice il peccato ma non il peccatore, davanti a un giudice si ammette la colpa e si chiede scusa (specie se sei minorenne e hai le spalle al muro), ma guai a fornire particolari su responsabilità di altri soggetti. Da chi è stato armato? Chi gli ha messo tra le mani quel ferro destinato a diventare rovente? Inutile battere su questi punti anche se su questa vicenda è facile immaginare che la 9per21 usata per uccidere il nemico giurato sia stata usata come una sorta di cavallo di Troia: l'arma in cambio dell'affiliazione - linea d'ombra criminale - sempre provando ad inseguire l'esempio di uno che da queste parti è diventato una sorta di mito distorto, un nome da pronunciare tra i denti, a mezza voce.

Video

Di chi stiamo parlando? A leggere le carte delle inchieste della Dda di Napoli, il modello da seguire e tale Checco Lecco, uno dei killer della paranza dei bambini, legatissimo a Emanuele Sibillo (ucciso anni fa durante la faida di Forcella), attualmente in cella per omicidio e armi. Una ossessione quella del ferro caldo, che va al di là degli interventi messi a segno da polizia e carabinieri, vista la straordinaria circolazione di ordigni e munizioni tra i vicoli di Montecalvario. Vanno ad allenarsi nelle cave abbandonate, escono di casa con le pistole in pugno, si calano nello struscio di Chiaia (prima tappa in piazza Trieste e Trento), sempre con quel ferro addosso. Pantaloncini corti modello pinocchietto, cappellini con visiera, pronti a fare fuoco. Sono la generazione delle stese, quelli che hanno imparato a usare le pistole sparando in aria o verso i balconi, per rimarcare il perimetro del proprio enclave criminale. Generazione stese, appunto, come l'amico di Checco Lecco che - pochi mesi fa - non ha avuto alcuna esitazione a fare fuoco tra i vicoli: un po' per uccidere e un po' per dimostrare a tutti che l'infanzia è finita, ormai la promozione è avvenuta sul campo.

Ultimo aggiornamento: 17:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA