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Trasporti in Campania, aumenta il prezzo dei biglietti: ​«Ma i servizi sono scadenti»

Sabato 30 Luglio 2022 di Gennaro Di Biase
Trasporti in Campania, aumenta il prezzo dei biglietti: «Ma i servizi sono scadenti»

Servizio peggiore, ma più costoso. Zoppicano vistosamente, quest’estate, i trasporti tra Napoli e provincia, e nello stesso tempo aumentano i biglietti. Tagli di corse, orari ridotti, ferie o boom di contagi del personale, soppressioni di bus, treni o stazioni intermedie, attese lunghissime alle fermate o in banchina: i disservizi degli ultimi mesi riguardano metro, bus, funicolari o Circum, e cioè Anm, Eav o Air Campania. E impattano sulla qualità della vita di turisti o pendolari. Eppure, la circolare del Consorzio Unico Campania - indirizzata ad «Abcd, Air Campania, Anm, Autolinee Lamanna, Busitalia Campania, Ciav, Cosat, Dav, Eav, Mansi, Sita Sud, Trenitalia e Trotta Bus» - parla chiaro: da dopodomani, primo agosto, scattano rincari per tutti i servizi di trasporto. 10 centesimi in più (da 1,10 euro a 1,20 euro) per la corsa semplice urbana Anm. Stesso aumento per le linee su ferro e suburbane di Trenitalia ed Eav (da 1,30 ad 1,40 euro) e per il biglietto orario Unico Campania Napoli e per gli spostamenti Na 1 da Comune a Comune (in entrambi i casi si passa da 1,60 a 1,70 euro, ma il ticket orario della Na1 salirà da 1,70 a 2,40 euro). Il servizio suburbano Na 2 aumenterà invece da 2,20 a 2,40 euro. 

Si tratta del primo aumento dal 2017, ma arriva in una fase difficile per la qualità dei servizi. Quanto ad Anm, si aspettano ancora i nuovi treni sulla linea 1 e i bus - anche a causa delle ferie, del ritorno della pandemia e del potenziamento degli alibus richiesto dal boom turistico - soffrono di «50 corse in meno al giorno - dice Adolfo Vallini dell’Usb - È inaccettabile, ora, un aumento dei costi. Anche tagli e soppressioni alla Circum sono sempre più frequenti, e Air Campania, con l’acquisizione delle linee Ctp, garantisce il 30% dei servizi promessi, con Marano e Giugliano isolate». Neppure per le linee Eav - alla Cumana è stato da poco organizzato un party privato - mancano le impasse: «Le linee più penalizzate della Circum sono la Napoli-Poggiomarino, Napoli-Sarno e Napoli Baiano - aggiunge Enzo Pinto, segretario provinciale Usb-Eav - In questo periodo, con le ferie che si aggiungono alla cronica assenza di personale e ai materiali vecchi su tante linee, i problemi sono molti. Le corse subiscono disagi anche verso Sorrento. La Napoli-Torre del Greco, per esempio, che abbraccia Ponticelli e via Argine, è soppressa per impossibilità di coprire i turni. Dovrebbe ripartire a settembre. In una settimana, mediamente, sulle sole linee vesuviane saltano 40 corse. Anche sulle linee flegree sussiste un problema di materiali, ma saltano meno corse. La Napoli-Benevento è chiusa da quasi 2 anni, e non si sa quando riprenderà». 

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Le proteste piovono, in queste ore, sui social soprattutto da parte dei comitati di pendolari (come quello della Circum). L’aumento, però, è una realtà. «Si tratta di una misura stabilita nel 2020 in funzione dei calcoli Istat sul carovita - spiega Nino Simeone, presidente della Commissione Mobilità in consiglio comunale - Il paradosso, però, sta nel fatto a Napoli e provincia, l’aumento arriva in una fase di criticità assoluta del servizio. Il trasporto pubblico va migliorato entro l’inizio delle scuole, che torneranno al 100% dall’avvento del Covid, o sarà il caos». «Questo aumento recupera a malapena l’inflazione degli ultimi anni - conclude Umberto De Gregorio, presidente Eav - E va sottolineato che gli aumenti non riguardano pendolari né abbonati. Eav incassa dallo Stato la stessa cifra da 10 anni: i nostri ricavi non aumenteranno, insomma. Trovo ingiusto che siano aumentati i costi per i privati, ma non i contributi statali. Solo di energia spendiamo 2,5 milioni al mese: nel pre-guerra spendevamo 1 milione ogni 30 giorni». 

Ultimo aggiornamento: 31 Luglio, 10:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA