Napoli, è caos Cardarelli: 423 giorni d'attesa per ricovero e intervento in ortopedia

Giovedì 21 Marzo 2019 di Maria Pirro
Napoli, è caos Cardarelli: 423 giorni d'attesa per ricovero e intervento in ortopedia

Il record è detenuto dalla prima ortopedia: per un intervento chirurgico al polso o alla mano, l'attesa è di 423 giorni, 59 i pazienti in lista. E, al Cardarelli, oltre un anno si aspetta anche per curare una patologia al piede o alla gamba: per l'esattezza, 417 giorni, 24 malati prenotati. Ancora: la diagnostica-terapeutica è rinviata di 314 giorni dalla richiesta, 45 quelle ricevute nell'ospedale più grande del Mezzogiorno, un punto di riferimento e di eccellenza. Il monitoraggio sui tempi per i ricoveri (aggiornati all'8 marzo) è della Cisl Fp, che vuole così accendere un faro sui disagi e caldeggiare soluzioni.
 
«Le sale operatorie vanno tenute aperte dodici ore al giorno, ma questo non accade a causa della carenza di personale in organico», denuncia Lorenzo Medici, segretario generale della Cisl Fp, che fa notare: «I cittadini campani sono due volte penalizzati: non ricevono un'assistenza tempestiva nel pubblico, e così sono spinti a rivolgersi ai privati, anche in intramoenia, pagando cioè gli stessi professionisti della struttura, oppure emigrano in altre regioni. In quest'ultimo caso la spesa è comunque a carico della Regione. A chi conviene questa situazione?». Annuisce il sindacalista Salvatore Siesto, che aggiunge: «Sono convinto che la nuova direzione strategica con il manager Anna Iervolino apporterà le giuste modifiche all'attuale organizzazione del lavoro, mettendo a disposizione uomini e mezzi».

In oculistica, ad esempio. Per un glaucoma occorre aspettare 278 giorni prima di entrare in sala operatoria, e si contano 60 prenotazioni. Invece, in seconda ortopedia le condropatie vengono affrontate in day hospital dopo 302 giorni, 65 i pazienti in lista. «E la chirurgia in questo ambito ha tempi di attesa fino a 282 giorni, e 43 richieste» certifica Siesto. Ancora, in oculistica, una patologia vitreo-retinica significa 271 giorni di attesa, 134 pazienti in lista. L'ago aspirato tiroideo si ha 231 giorni, 251 gli Sos; la chirurgia generale arriva a 211 giorni, con 101 pazienti in lista; una patologia post-frattura vuol dire 168 giorni di attesa, 8 le richieste registrate.

Di certo, a incidere è la grande affluenza in ospedale, dai 300 fino ai 500 accessi al pronto soccorso in 24 ore. Tutti interventi di emergenza. E. ogni inverno, con il picco influenzale, le barelle si moltiplicano. «Avere tutti i posti letto occupati - spiega il direttore sanitario Franco Paradiso - determina inevitabili rallentamenti nell'attività programmata», non solo nei ricoveri indicati. Il monitoraggio della Cisl Fp non può dirsi completo. Bastiricordare la vicenda dell'ammalato napoletano contattato dopo tre anni dall'urologia, un caso sollevato dall'associazione Assotutela e ripreso dal consigliere regionale del M5s Valeria Ciarambino. «Per gli interventi non urgenti in questo reparto come in endocrinologia e in dermatologia, i tempi possono essere lunghi per l'enorme richiesta di prestazioni», aggiunge Paradiso. La priorità viene data alle emergenze, soprattutto alle noeplasie, ma anche per la chirurgia plastica c'è da aspettare, addirittura anni: «Il Cardarelli è tra i pochi centri operativi», chiarisce il direttore sanitario, ricordando che l'ospedale «è anche una delle poche strutture che utilizza pienamente il decreto Balduzzi per accorciare le liste, complessivamente più brevi». Paradiso spiega che oltre un milione è già stato speso e altri 600mila euro sono stati stanziati proprio per finanziare la chirurgia eseguita dagli stessi medici ma fuori turno. «Stiamo lavorando tanto in questo ambito. Inoltre, prosegue la ristrutturazione dei locali con l'obiettivo di creare la stroke unit», conclude.

Ultimo aggiornamento: 09:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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