Napoli capitale del tutti contro tutti
e la città annaspa nella palude

di Gigi Di Fiore

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Una maledizione che blocca una città. Napoli vittima di conflitti infiniti, di duelli all'ultimo veto, di odi e rancori incrociati che inquinano molte sue istituzioni. Teatri, società di trasporti, stadio, sindacati, partiti, ordine degli avvocati alle prese con contrasti personali, che sembrano dimenticare l'interesse collettivo. Una maledizione. E lo scrisse anche il senatore Giuseppe Saredo nella sua relazione su Napoli del 1901, parlando di «vita pubblica dei napoletani vittime, come sono, di un esagerato individualismo».

TEATRI E STADIO
«Non facciamoci male da soli» ha ammonito Filippo Patroni Griffi, presidente del consiglio di amministrazione del teatro Mercadante, sulle difficoltà a trovare un successore al direttore artistico Luca De Fusco. In consiglio, chi deve decidere è diviso. «Ci sono logiche pro o contro questo, non sul futuro del teatro» ha osservato Patroni Griffi. Logiche che si abbattono come una scure anche sul glorioso teatro San Carlo, che assiste da tempo al duellare tra il governatore Vincenzo De Luca e il sindaco Luigi De Magistris. «Occorre la partecipazione piena di tutte le istituzioni per garantire stipendi e programmazione» ha tuonato De Luca, che si è presentato alla conferenza stampa sul cartellone del Teatro festival con un volantino pieno di cifre sul denaro che la Regione mette nel teatro che fu voluto da Carlo di Borbone. Se la Regione investe 48 milioni, il Comune 2 e 800mila euro. Eppure, il sindaco De Magistris ha annunciato: «Prenderemo il San Carlo dal demanio». Non si sa con quali soldi. Se si sposta lo sguardo sullo stadio San Paolo, la musica non cambia. Sono otto anni che Aurelio De Laurentiis, presidente del Calcio Napoli, e il sindaco con tutta la sua giunta si beccano. Un balletto che sa di soldi e poca empatia. Uno stadio da ristrutturare, con rapporti Comune-Napoli da ridiscutere. In ballo, diritti di sfruttamento e possibile vendita. Tutto e il contrario di tutto. «Il sindaco voleva vendermi lo stadio, ma non credo che con i tempi biblici della politica si riesca a discuterne» disse De Laurentiis. L'ultima polemica, sul colore dei seggiolini dello stadio da rifare, con l'assessore Ciro Borriello a punzecchiare il presidente sui suoi mancati acquisti di fuoriclasse e De Laurentiis a replicare: «Se sei di Barra, sei colluso con la camorra». Poi la chiosa del sindaco: «Sono parole che misurano la distanza siderale tra quest'uomo, il popolo napoletano e la città». E intanto il San Paolo piange.

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Domenica 17 Marzo 2019, 08:43 - Ultimo aggiornamento: 17-03-2019 11:57
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COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 15 commenti presenti
2019-03-17 18:51:01
C'E' UNA SIGNORA barese che spera nell'invasione dei leghisti nella sua puglia. Io invece più costruttivamente spero in un' invasione aliena nella mia Napoli.
2019-03-17 16:49:44
Napoli capitale del tutti contro De Magistris... purtroppo anche O' Matino lo attacca da 6 anni. E sta facendo di tutto per spianare la strada alle prossime comunali, a qualche scagnozzo di de luca.
2019-03-17 22:52:27
In verità è stato De Magistris e la sua sqaudra a mettersi contro tutti, e nessuno che ha vissuto la storia di Napoli in questi ultimi anni lo può negare.
2019-03-17 13:31:42
non ci sono parole, le ho esaurite.
2019-03-17 13:20:05
Da otto anni non fa che litigare con tutti. Un uomo ormai logorato dal proprio ego. Il peggior sindaco della storia di Napoli, un narratore di pizza, mare, sole e putipù. Un millantatore di meriti altrui.

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