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Sanità, le associazioni: «Malaburocrazia nei centri di riabilitazione, la Regione deve rimediare all'errore»

Giovedì 30 Giugno 2022
Sanità, le associazioni: «Malaburocrazia nei centri di riabilitazione, la Regione deve rimediare all'errore»

«I centri di riabilitazione, le strutture sociosanitarie e i presidi di fisioterapia in Campania sono bloccati dalla malaburocrazia». È quanto denunciano, in una nota, le associazioni Aisic, Anffas, Anpric, Aris, Confapi e Novacampania. «I servizi riabilitativi, sociosanitari e di fisioterapia accreditati della Campania» precisa la nota «sono stati i primi in Italia a ripristinare in maniera organica e strutturata i percorsi assistenziali, di sostegno e di cura a favore delle persone anziane e con disabilità e anche quando hanno dovuto adeguarsi all'ordinanza di chiusura del presidente De Luca, hanno regolarmente corrisposto gli stipendi ai dipendenti e consulenti, evitando di ricorrere alla cassa integrazione. Queste strutture, a distanza di più di un anno, si sono viste revocare il contributo regionale, ricevuto per aver riaperto in sicurezza, già a partire dal mese di aprile 2020 e per aver corrisposto in maniera continuativa gli stipendi a tutti gli operatori. In sostituzione, la regione Campania ha normato un'altra tipologia di contributo che, ad oggi, non è stato erogato».

«Addirittura» secondo le associazioni «ai presidi di fisiochinesiterapia, aderenti al decreto regionale, la regione non ha riconosciuto alcun contributo e non ha previsto nessuna misura compensativa, richiedendo la restituzione dell'intere somme legittimamente percepite a titolo di indennizzo». Le associazioni denunciano «la grave inadempienza delle Asl della regione Campania nel rispettare tutte le procedure previste dalla successiva regolamentazione intervenuta che di fatto blocca l'operatività finanziaria dei centri di riabilitazione, dei centri diurni sociosanitari e dei Presidi di Fisiokinesiterapia, con grave danno non solo in termini finanziari ma anche in termini fiscali, con ricadute sui bilanci aziendali».

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«Le associazioni di categoria della riabilitazione sociosanitaria e della fisiochinesiterapia» si conclude nel documento «pretendono la giusta considerazione e la massima attenzione per un comparto affidato completamente agli erogatori accreditati che garantiscono con gli 11.000 addetti ai lavori altamente formati e specializzati le cure riabilitative, sociosanitarie e fisioterapiche, necessarie ai cittadini della Campania» e chiedono un «intervento della regione per correggere una condizione di malaburocrazia che ha determinato l'ingessamento delle Asl a causa dell'alternarsi delle mutevoli disposizioni regionali».

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