Napoli, lo storico cimitero delle 366 fosse rischia di essere «cancellato» da un nuovo palazzo

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di Paolo Barbuto

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Fu il vanto della Napoli settecentesca di Ferdinando IV, un cimitero destinato ai poveri, disegnato da Ferdinando Fuga, con una struttura ancora unica al mondo: 366 fosse, una per ogni giorno dell’anno, compresi quelli bisestili. Chi non aveva denaro per seppellire il proprio defunto si rivolgeva al re e otteneva spazio in quel luogo. Tutt’oggi vengono da ogni parte del mondo a visitare questo cimitero unico che si staglia a metà della collina da Poggioreale, altero e (ancora per poco) visibile a chi si avvicina dal basso.

Nel giro di qualche mese quella facciata monumentale non la vedrà più nessuno, nascosta dietro un palazzo bello e moderno che sta per sorgere giusto ai piedi dello storico cimitero: e non pensate che si tratti del blitz di un palazzinaro avventuriero perché qui parliamo di una costruzione totalmente in regola con i permessi.
 
 

L’ultimo, quello determinante, l’ha concesso Palazzo San Giacomo qualche settimana fa: «permesso di costruire per un intervento di nuova edificazione», sicché non troverete nulla d’irregolare, ogni formalità è stata sistemata, ecco perché le ruspe sono in attività e i lavori hanno già preso il via.

Il permesso a costruire, secondo la documentazione ufficiale consultabile presso il Comune di Napoli, è stato richiesto da un sacerdote, padre Luigi Buccarello, legale rappresentante dell’Ente Religioso della Provincia della Natività della Beata Vergine dell’Ordine della Santissima Trinità che possedeva un capannone industriale ai piedi del cimitero delle 366 fosse e che decise, quattro anni fa, di procedere all’abbattimento di quella struttura inutile per sostituirla con un palazzo. Il nuovo edificio, a giudicare dalla cartellonistica che circonda il cantiere, non sembra destinato ad opere caritatevoli: si tratta di case nuove ed eleganti da mettere in vendita con un ipotizzabile cospicuo rientro economico (anche questo totalmente lecito, chiariamoci, non esiste una legge del codice civile che vieta a un Ente Religioso di fare affari vendendo case).

Nel disegnino che campeggia sui cartelli attorno al cantiere, quello che vedete nella fotografia, viene riprodotto un edificio di tre piani più un basamento. Sappiate, invece, che nel permesso a costruire rilasciato dal Comune di Napoli, viene concessa la possibilità di far crescere un «corpo residenziale di sei livelli fuori terra, di un livello interrato destinato a parcheggio e di un altro corpo residenziale di un livello fuori terra più uno interrato destinato a deposito. Insomma, quella del disegnino sembra una miniatura rispetto alle possibilità concesse da Palazzo San Giacomo.

Adesso molti di voi si staranno chiedendo: ma quella zona non è sottoposta a vincolo? E non ci sono limitazioni a costruire nei pressi di un cimitero? La risposta a entrambe le domande è «sì».
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Domenica 25 Novembre 2018, 10:04 - Ultimo aggiornamento: 26 Novembre, 07:01
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1 di 1 commenti presenti
2018-11-25 13:27:49
meglio le case per i vivi, che le case per i morti.

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