Riapertura scuole, a Napoli doppi turni e caos: ​100 banchi per 690 allievi

Mercoledì 30 Settembre 2020 di Mariagiovanna Capone

Il problema principale per i dirigenti scolastici al momento è la mancanza di banchi monoposto, promessi dal commissario Domenico Arcuri, ma non si sa quando arriveranno. L’unica soluzione nelle scuole sono per ora doppi turni, orari ridotti e rotazione delle classi, ma ci sono anche ritardi nelle consegne delle tensostrutture e nei contratti di affitto per occupare spazi alternativi. «Ho solo un centinaio di monoposto che mi permettono di tenere lezioni in presenza. Dei 690 ordinati neanche l’ombra» sentenzia Giovanna Martano, dirigente dell’Iti Righi che nonostante abbia sistemato la scuola con tutte le misure di sicurezza possibili, tra cui il sanificatore che igienizza perfino le suole delle scarpe, ha aperto l’anno con doppi turni e orari ridotti (50 minuti) per le 38 classi distribuite nelle 11 aule disponibili. 
 

 

«Ogni classe frequenta la scuola solo tre giorni a settimana, il resto è didattica integrata, perché ho solo le aule al pianterreno, in quelle superiori ci sono ancora i lavori, ma in ogni caso non avrei banchi sufficienti». «Gli alunni sono felici di tornare a scuola, anche coi doppi turni e se escono alle 17.30». La dirigente Annarita Quagliarella dell’Istituto comprensivo Bovio-Colletta come gran parte delle scuole del primo ciclo ha i banchi ma non gli spazi. «Il Comune si è dato da fare per trovare una soluzione, ci sarebbe un edificio adatto ma le procedure di affitto procedono troppo lentamente, occorre un’accelerata se non vogliamo arrivare a Natale». Il proprietario ha risposto all’avviso pubblico del Comune ma dopo un mese «ancora non c’è stato il sopralluogo dell’Ufficio tecnico centrale. Poi bisognerà riattarlo ed eseguire il trasloco». Quagliarella ha anche richiesto una tensostruttura da allestire nel cortile: «Mi farebbe guadagnare almeno tre aule, ma non ho avuto risposta». Intanto, oggi sarà il primo giorno di scuola al 38° Circolo Didattico Quarati che pure aspetta cinque tensostrutture che allenterebbero i disagi. 

Un centinaio di studenti però non entrerà in classe, mentre i genitori saranno fuori a protestare contro le disposizioni della dirigente Maria Esposito che «ha preferito smembrare le classi invece di alternare turnazioni e Didattica digitale integrata. Abbiamo suggerito anche che i turni antimeridiani e pomeridiani interessino tutte le interclassi e non solo le quinte a tempo pieno, in modo da ridurre il disagio per le famiglie a una sola settimana ogni due mesi e mezzo. Non vediamo alternativa che non mandare i nostri figli a scuola per protesta».
 

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C’è molta rabbia invece da parte della dirigente dell’Istituto comprensivo Madonna Assunta, Rosa Cassese, che ieri è stata richiamata dai vigili per un assembramento davanti scuola dovuto a un disagio provocato dal Cral. «Da luglio - racconta - ho chiesto il ripristino del passaggio tra la sede principale e il plesso Fascio, per gestire in sicurezza i percorsi di entrata e uscita di 533 alunni (3-10 anni), 89 unità di personale, oltre che genitori degli alunni disabili e dai 39 genitori dei bimbi dell’Infanzia che, in assenza di questo ingresso posteriore, insisterebbero su un unico accesso». Si tratta di un cancello quasi sempre aperto per i servizi afferenti al Cral, ma ieri era chiuso «determinando un assembramento su via di Pozzuoli». Cassese ha inviato un esposto alla Procura e al commissariato di zona per un intervento celere «ritenendo prioritario il diritto degli allievi ad accedere all’Istituto scolastico attraverso una gestione corretta di ingressi e uscite».
 

Ultimo aggiornamento: 10:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA