Corteo anti-Salvini, de Magistris:
«Attacco ingiusto, questa storia puzza»

Corteo anti-Salvini, de Magistris: «Attacco ingiusto, questa storia puzza»
Lunedì 13 Marzo 2017, 11:29 - Ultimo agg. 14:10
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Una «operazione disonesta e intellettualmente deprecabile», un «attacco ingiusto, che fa male». Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, non ci sta a passare per l'unico colpevole degli scontri che si sono verificati in occasione della presenza di Salvini. «Abbiamo fatto tutto il possibile per evitare quello che è accaduto - Questa storiella inizia un pò a puzzare. Perchè scaricare tutto sulla città, su sindaco e manifestanti? Riduciamo tutto a quello che è stato, una pagina triste».

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Una ricostruzione precisa, del giorno degli scontri ma soprattutto delle ore che lo hanno preceduto. Il sindaco de Magistris ribadisce di «non essere mai stato dalla parte dei violenti, né oggi né mai». Ribadisce anche di avere «la coscienza apposto» e che «il fatto che «tutto va a individuare un colpevole fa forse comodo a qualcuno». Quello che è successo, forse si poteva evitare «se ci avessero ascoltati» e dice che anche che in tutta questa storia
«Napoli è parte lesa». Su tutto mette in chiaro che «tornando indietro, faremmo tutto quello che abbiamo fatto».

«Sia ben chiaro un punto, il sindaco e l'amministrazione non hanno mai vietato alcuna manifestazione a Salvini - premette a margine di un incontro al Comune - Quando ci fu il primo comitato per l'ordine e la sicurezza dissi subito che noi non potevamo consentire un luogo della disponibilità del Comune vale a dire la Mostra d'Oltremare, e a chi fa politica di odio verso i Sud del mondo, e a chi fa politica razzista e xenofoba. Avremmo fatto la stessa cosa anche se quel luogo ce lo avesse chiesto un colluso». Precisa che però: «Napoli non è solo Mostra d'oltremare. Il giorno prima dell'evento e degli scontri era stata individuata una sede alternativa, questo avrebbe alleggerito la forte tensione ma si è scelto, anzi si è imposto comunque la Mostra d'Oltremare». «Perché incaponirsi sulla
Mostra d'Oltremare e far prevalere il capriccio di Salvini di farlo lì?», sottolinea.

In piazza c'era anche la moglie del sindaco, Maria Teresa Dolce, che in un'intervista alla Stampa spiega: «I black bloc li avevo notati, ma non facevano parte del corteo che era assolutamente pacifico, composto da gente tranquilla, famiglie con figli sul passeggino, tamburi. C'era aria di festa, sembrava il carnevale di una settimana fa a Scampia. Le frange violente stavano a margine del corteo, noi non avevamo niente a che spartire con loro. Anzi eravamo sorpresi che fossero lì». 

«Manifestare è un diritto costituzionale. Eravamo animati da uno spirito pacifista e non potevamo tacere contro il razzismo di Salvini. Il suo odio per Napoli e per il Sud è cosa nota, un'ostentazione continua sulla quale non ritengo sia giusto soprassedere. Quelli che prima del corteo suggerivano di evitarlo, di 'fare attenzionè, facevano un'operazione subdola. Era un modo per violare un diritto sancito dalla Costituzione: una sorta di nuovo fascismo. Sfilare in corteo sabato pomeriggio è stato importante, è sempre importante perché altrimenti è come farsi relegare nelle riserve indiane. Basta guardare cosa succede anche lontano da Napoli, da Trump ai nuovi venti di destra xenofoba nel mondo». «Non voglio entrare nel merito dell'autorizzazione e delle questioni che vedono coinvolto mio marito», precisa. «Credo che Salvini avesse diritto a parlare a Napoli, ma forse sarebbe stata meglio un'altra sede, slegata dal Comune. Peccato che, alla fine, gli scontri abbiano giovato solo a lui. In definitiva si è fatto il gioco di Salvini, tutta pubblicità a suo favore».

Per il sindaco la sua presenza al corteo di protesta «non avrebbe cambiato nulla». Anzi. «Avevo capito che nel momento in cui andavo in piazza l'attenzione non era più la manifestazione popolare ma era il sindaco l'attrazione mediatica - spiega - siccome quella per me doveva essere una manifestazione popolare, non volevo con la mia presenza politica, mediatica creare ingombro. C'era qualcuno che stava costruendo il colpevole, mi era così evidente che ho ritenuto di non partecipare perché sapevo che ero io l'oggetto mediatico». «Non sarebbe cambiato nulla con la mia presenza, con i miei interventi istituzionali e di mediazione è cambiato molto nelle ore precedenti e se forse mi avessero ascoltato - avevo avuto l'impressione che le nostre posizioni erano condivise, mi era stato dato atto - non ci sarebbe stata tensione istituzionale. Quanto agli scontri, quelli nessuno li può prevedere», sottolinea. «Dove c'è il popolo c'è il sindaco, questo ho detto, fin quando è stata una manifestazione pacifica datemi del presente», aggiunge.

Ribadisce di stare con i centri sociali, «Salvini li chiama zecche, li vuole sgomberare, per quella che è la mia esperienza li ringrazio». «Il giorno prima della manifestazione con pratiche che loro usano, gli attivisti in maniera non violenta sono entrati alla mostra - aggiunge - In quel giorno si è messa in campo un'attività secondo noi molto importante, il sindaco ha fatto il mediatore sociale. Visto che eravamo preoccupati del clima, abbiano provato a fare attività di mediazione e ci siamo riusciti con un incontro in prefettura. In quella sede si è manifestata tutta la nostra tensione. Eravamo preoccupati che ci fosse un intervento militare che avesse portato allo sgombero. È stata proposta un'alternativa ma nulla».

Il Comune di Napoli valuterà di costituirsi parte civile per i danni che ci sono stati durante gli scontri di Napoli nel giorno della manifestazione di Matteo Salvini. «Dobbiamo vedere bene la ricostruzione dei fatti», spiega. «Napoli è parte lesa, sia chiaro - dice - come è chiaro che la nostra è stata una contestazione di tipo politico». «Salvini è un pericolo per la democrazia, fa apologia del razzismo e politicamente va contrastato. Non ho mai alzato il livello, è Salvini che ha alzato il livello e il sindaco non si gira dall'altra parte, anzi è orgoglioso che Napoli resiste a questa avanzata di tipo fascista che io non sottovaluterei - aggiunge - Prendo atto che Renzi, De Luca dicono 'viva Salvini, viva Salvini' ne prendo atto ma viva Salvini di che? Ne vogliamo fare un martire? Noi non lo vogliamo rendere un martire». «La nostra posizione in questi giorni è stata difficilissima - sottolinea - Non dico che l'amministrazione deve esser ringraziata ma è stato messo in campo tutto il possibile. Io sono profondamente uomo delle istituzioni e abbiamo fatto tutto all'insegna dell'onestà e con la presenza di testimoni, anche per le telefonate con i massimi livelli istituzionali«. «Anche in altre parti d'Italia ci sono stati scontri per le manifestazioni di Salvini. È lui che ha definito Napoli zavorra del Paese, ha detto che i napoletani puzzano, e 'Vesuvio pensaci tu', politiche razziste e xenofobe. La storia insegna che la politica non deve sottovalutare né sopravvalutare i fascismi e secondo noi le politiche di Salvini sono improntate a questo»
 

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