Napoli, tamponi a scrocco: “furbetti” al pronto soccorso per avere il test gratis

Martedì 4 Gennaio 2022 di Melina Chiapparino
Napoli, tamponi a scrocco: “furbetti” al pronto soccorso per avere il test gratis

A Napoli gli ospedali “scoppiano” di pazienti ma per qualcuno, l’accesso al pronto soccorso, è solo una scusa per sottoporsi al tampone per il Covid. La nuova trovata per evitare le lunghe file in farmacia e non spendere neanche un centesimo, è una vera e propria truffa che, nelle ultime settimane, si sta verificando con una certa frequenza tra le mura ospedaliere. 

Nel periodo di maggior affollamento sul fronte dei ricoveri, con l’impennata dei casi Covid e la necessità di potenziare le degenze per i contagiati dal virus, i pronto soccorso rischiano di essere intasati da finti ammalati che dopo aver saputo l’esito del test, fuggono via dalle strutture ospedaliere. In questo modo, i “truffatori da tampone” non solo commettono un’azione dannosa per il sistema sanitario ormai “rodato” sulla catena dei controlli rapidi nelle farmacie e, solo quando necessario, attraverso i test molecolari dell’Asl Napoli 1 ma occupano un posto in ospedale, senza averne il diritto. Anzi, chi “ruba” l’accesso al pronto soccorso per sottoporsi al tampone, in realtà, sottrae il diritto a chi realmente necessita di assistenza sanitaria e poco conta se, la permanenza del truffatore tra le mura ospedaliere sia da considerare relativamente breve. Che si tratti di 20 minuti oppure di un’ora, a seconda dell’affollamento e delle attese per effettuare il primo Triage e il test rapido, quel tempo resta un tempo indebitamente “rubato”.  

Il fenomeno dei “truffatori da tampone” è cominciato a cavallo del Natale quando, in alcuni presidi napoletani, si sono verificati episodi di assistenza “mordi e fuggi”. In pratica, il paziente che inizialmente lamenta problemi che possono andare da forti dolori in tutto il corpo a svariate tipologie di difficoltà respiratorie fino alla sensazione di svenimento e perdita di forze, subito dopo aver appreso l’esito del tampone rapido per il Covid, sparisce dalle mura ospedaliere. Il copione messo in atto dagli imbroglioni, è sempre lo stesso e gli “attori improvvisati” sono in aumento, convinti della loro furbizia nel risparmiarsi lunghe file in farmacia dove si registrano ancora attese per sottoporsi ai test rapidi. Negli ultimi giorni, episodi di questo tipo si sono verificati all’ospedale San Paolo, a Fuorigrotta e al Vecchio Pellegrini, alla Pignasecca, entrambi sotto pressione per l’impennata degli accessi e dei ricoveri. 

 

A denunciare «l’espediente per ottenere il tampone gratuito presso il pronto soccorso dell’ospedale dei Pellegrini» è stato Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi che ha depositato un’interrogazione scritta per richiedere l’intervento della direzione dell’Asl partenopea. Nella nota, depositata in Regione, viene sottolineata anche la necessità e l’importanza di accertare la frequenza di questa pratica e individuare i responsabili. «Mi è stato segnalato che non poche persone si recherebbero presso il Pronto soccorso dell’Ospedale dei Pellegrini lamentando sintomi gravi al fine di essere sottoposti al tampone necessario per l’accesso alle cure», si legge nella denuncia di Borrelli che prosegue descrivendo il piano messo in atto dai truffatori. «Conosciuto l’esito, tali soggetti si dileguerebbero, ottenendo grazie alla messa in scena un tampone gratuito», continua la nota che precisa come «la mancanza di un percorso obbligato tra l’effettuazione del tampone e la comunicazione dell’esito faciliterebbe la fuga». Il documento, infine, si conclude con la richiesta di «conoscere se tale segnalazione risponda al vero e, nel caso, quali provvedimenti siano stati adottati per reprime comportamenti scorretti ed illegali con l’individuazione e la denuncia dei responsabili». 

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La gravità di un’azione che non può certamente essere ridotta ad una “furbata” è al centro del documento protocollato da Borrelli che punta dritto a smascherare i truffatori. «Mi aspetto denunce di carattere penale con la collaborazione dell’Asl Napoli 1 perché queste situazioni danneggiano chi ha diritto all’assistenza e mettono a rischio il sistema sanitario», ha insistito il consigliere, apostrofando gli episodi come veri e propri «atti delinquenziali». Prima che possano di fatto, scattare gli accertamenti, laddove ritenuti necessari dalla direzione generale dell’Asl Napoli 1, già fonti interne alla macchina sanitaria partenopea hanno confermato episodi di “truffatori da tampone” nel pronto soccorso dell’ospedale San Paolo.

Ultimo aggiornamento: 5 Gennaio, 20:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA