Napoli, il tesoro degli Incurabili cade a pezzi: traslocati i pazienti, via la storica Farmacia

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di Paolo Barbuto

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Una riunione è stata già convocata per martedì mattina, sul tavolo un unico, determinante tema, il salvataggio degli antichi vasi esposti nella Farmacia degli Incurabili che pure è coinvolta nel lento collasso della struttura ospedaliera.

Al tavolo i vertici della Asl, il professor Rispoli che è responsabile dei beni artistici dell'Asl e soprattutto la soprintendenza che dovrà dare suggerimenti operativi e supporto per le delicatissime operazioni di confezionamento e trasporto di quei vasi, opere d'arte per le quali non si può correre il rischio di danneggiamento. Con la soprintendenza si discuterà anche del destino delle tele custodite nella chiesa di Santa Maria del Popolo che si trova all'interno dell'ospedale, nella quale due settimane fa si verificò il crollo del pavimento alle spalle dell'altare.
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Domenica 7 Aprile 2019, 08:00 - Ultimo aggiornamento: 07-04-2019 15:28
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4 di 4 commenti presenti
2019-04-07 13:24:48
Un ospedale "incurabile" come la città. In tutto il mondo per visitare una farmacia storica del genere si dovrebbe pagare un biglietto di 20 euro. Noi la mandiamo in rovina.
2019-04-07 13:20:42
ma c'è qualcosa in questa città che non ci dobbiamo vergognare perché ormai da decenni abbiamo amministratori incapaci (di qualsiasi colore politico) e che pensano solo ai propri tornaconti ?
2019-04-07 13:11:05
Scusate se rubo un altro poco di spazio , dimenticavo i costi-benefici dei 5 stelle perchè senza costi - benefici nessuna opera può essere ne discussa ne appaltata e mi dispiace degli Incurabili caduto proprio sotto il governo dei costi-benefici.
2019-04-07 10:52:43
12 febbraio 1816 data storica "Un incendio distrusse il San Carlo: 300 giorni dopo divenne il più bello d’Europa " Col decreto reale del 22 febbraio 1816 Ferdinando I formò una commissione atta alla sovrintendenza dei lavori di ricostruzione che vennero ultimati con una rapidità ed un’efficienza sbalorditive grazie anche alla sapiente guida dello stesso Nicolini. A meno di un anno esatto di distanza, il re poté nuovamente entrare nel San Carlo rinnovato e capace, come l’araba fenice, di rinascere dalle proprie ceneri: era il 12 gennaio del 1817. La nuova inaugurazione abbagliò tutta la scena intellettuale europea, tanto che il celebre scrittore Stendhal ebbe a scrivere: “Non c’è nulla, in tutta Europa, che non dico si avvicini a questo teatro ma ne dia la più pallida idea. Questa sala, ricostruita in trecento giorni, è un colpo di Stato. Essa garantisce al re, meglio della legge più perfetta, il favore popolare… Chi volesse farsi lapidare, non avrebbe che da trovarvi un difetto. Appena parlate di Ferdinando, vi dicono: ‘ha ricostruito il San Carlo!’”. Tra 10 anni il mattino pubblichera' che ancora si è riunita la commissione per decidere quale commissione dovra' decidere dove trovare i fondi per la ricostruzione e a quale cordata affidare i lavori e nel frattempo la natura avra' fatto ulteriori danni ma di questi ulteriori danni ci sara' un altra commissione...........

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