Napoli. De Laurentiis, gelo sul San Paolo: «Stadio? Chiedete al sindaco. Se è contro il Napoli dica di essere interista»

Napoli. De Laurentiis, gelo sul San Paolo: «Stadio? Chiedete al sindaco. Se è contro il Napoli dica di essere interista»
di Oscar De Simone
Giovedì 15 Ottobre 2015, 16:30 - Ultimo agg. 19:21
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«Lo stadio? Chiedete al sindaco». Questa la risposta che il presidente del Napoli Calcio, Aurelio De Laurentiis, ha dato ai cronisti che gli hanno chiesto un parere sulla mancata approvazione della convenzione ponte per lo stadio San Paolo mentre entrava nell'Università Federico II per una tavola rotonda per la presentazione del libro del professore di storia economica presso la facoltà di economia Nicola De Ianni, dal titolo: “Il calcio italiano 1898-1981: economia e potere".

All'ingresso, giornalisti e tifosi hanno potuto ascoltare le prime dichiarazioni dell'ex presidente Corrado Ferlaino che ha parlato dello stadio San Paolo. «Lo stadio va restaurato e reso sicuro - ha detto - non servono più stadi da 80.000 persone ma funzionali e moderni per una squadra che punta in alto come il Napoli».

Commentando il flop dell'approvazione della convenzione ponte per lo stadio San Paolo, De Laurentiis ha aggiunto: «Non mi sembra che questa città dal punto di vista istituzionale stia dalla parte del Napoli.

Puoi stare anche contro De Laurentiis ma non puoi stare contro il Napoli, altrimenti devi dire non mi interessa niente, io sono interista». A proposito del flop in consiglio comunale, De Laurentiis ha sottolineato:«Non vado in consiglio se so che uno che mi serve per la maggioranza non va. Ma io voglio vedere fino a che punto a livello istituzionale mi seguirà o non mi seguirà».

«Alternative al San Paolo? Ma questo significa comunque giocare lì per tre anni per costruire una struttura altrove» ha detto De Laurentiis. Il presidente del Napoli ha ricordato, rispondendo al fatto che gli investimenti sono considerati esigui dall'amministrazione comunale che «stiamo parlando solo della fase uno, perché nella fase due ci sono 47.000 metri quadrati di esercizi commerciali con settemila metri quadrati di educazione alla vita sana». De Laurentiis ha contestato i «lacci e lacciuoli» a cui è sottoposto anche il sindaco di Napoli de Magistris, «perché è l'Italia che non funziona da quel punto di vista», sottolineando che «a Londra nessuno si è scandalizzato quando l'Arsenal ha fatto un investimento». De Laurentiis ha ricordato anche la situazione del bilancio societario che, «dopo due anni senza Champions League perdo cento milioni e quindi per la prima volta chiudo in rosso a fine anno tra i 12 e i 15 milioni. Fortunatamente ho una solidità finanziaria che me lo permette», spiegando anche di essere pronto a nuovi investimenti per il settore giovanile: «Ho già pronti dieci milioni di euro per i venti ettari che sto cercando tra Torre Annunziata, Pompei ed Ercolano per il settore giovanile. Penso a quei luoghi perché solo dicendo Pompei ed Ercolano ci conoscono già nel mondo. In più sto progettando un investimento nel calcio femminile degli Usa, dove già il Manchester City ha dovuto sborsare cento milioni per comprare una licenza e fare una squadra a New York».

«Il calcio è malato, la competizione reale esiste fino a un certo punto» ha proseguito il presidente. «La vicenda Infront? E allora la vicenda Fifa? E l'Uefa? Io - ha aggiunto - sono anni che denuncio queste cose, perché per dirla alla napoletana 'cca nisciuno è fesso' e certe cose uno le capisce».

«Devo ringraziare Castellacci e Conte che hanno capito che quel fastidio al ginocchio di Insigne poteva dare complicazioni più serie» ha chiosato De Laurentiis commentando il forfait di Insigne dal doppio impegno europeo della nazionale italiana. «Conte è un innovatore e a differenza di altri ct fa anche la fase dell'allenamento e quindi se uno è affaticato da una partita giocata 24 o 48 ore prima è a rischio, come infatti dimostrato dal fatto che Insigne quando è tornato a Napoli ha fatto terapie e palestra per alcuni giorni prima di aggregarsi al gruppo». In generale, sulle nazionali, De Laurentiis ha aggiunto: «Io non sono contro le convocazioni delle nazionali ma bisogna regolamentarlo, sia sul piano assicurativo che dei compensi».

In conclusione, il big match Napoli-Fiorentina. «Domenica sarà una bella partita, i giocatori saranno decisivi ma ancora di più saranno decisivi gli allenatori, per come la prepareranno». «Conosco Diego e Andrea Della Valle, siamo soci in alcune attività ma poi ognuno pensa a casa propria nel calcio. Mi fa però piacere che ci siano di fronte due squadre di due città estremamente importanti anche per l'immagine all'estero dell'Italia Napoli e Firenze. In questo momento sono contento perché Napoli calcisticamente gioisce».