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Napoli, deposito gas nel porto di Vigliena: la giunta Manfredi dice no all'impianto

Venerdì 5 Agosto 2022 di Alessandro Bottone
Napoli, deposito gas nel porto di Vigliena: la giunta Manfredi dice no all'impianto

Un altro no all'impianto Gnl nel porto di Napoli. Dopo la protesta dei comitati cittadini, la contrarietà dell'Autorità portuale e della Municipalità della zona orientale arriva il parere negativo di Palazzo San Giacomo. La giunta del Comune di Napoli guidata da Gaetano Manfredi si è espressa rispetto all'ipotesi di realizzazione dell'impianto di gas naturale liquefatto proposta dalle società Edison e Kuwait Petroleum Italia che, già da diversi mesi, hanno avviato la procedura di valutazione di impatto ambientale presso il ministero della transizione ecologica.

La delibera approvata con voti unanimi dalla giunta cittadina si fa forza sui pareri tecnici espressi dai competenti organi comunali che hanno esaminato la documentazione prodotta dalle due multinazionali del settore energetico in primavera così come richiesto dal ministero. Il servizio Pianificazione urbanistica generale e beni comuni del Comune - evidenziando il giudizio negativo espresso già lo scorso anno - insiste sul contrasto del progetto rispetto alla delocalizzazione degli impianti di approvvigionamento carburanti: «il Prg prevede che il nuovo piano portuale debba prevedere la dismissione di tutte le attrezzature e gli impianti riguardanti il traffico petrolifero per le quali si prevede una nuova localizzazione al di fuori del golfo di Napoli», si legge nella nota che, richiamando il documento di pianificazione strategica del porto, evidenzia come nella zona orientale di Napoli si prevede la «localizzazione di rinfuse solide e altre attività quali i servizi tecnico-nautici al posto degli attuali impianti al servizio dei depositi costieri». Dunque, per questo ufficio il deposito Gnl è in «contrasto con la vigente disciplina urbanistica». 

A esprimersi è anche il servizio Controlli ambientali e attuazione Paes dell’amministrazione comunale il quale evidenzia che la previsione di un parcheggio nell'area di sedime dell'ex centrale Tirreno Power e la realizzazione di un deposito di Gnl siano in contrasto «con la previsione di riqualificazione paesaggistica delle aree della ex centrale di Vigliena», dismessa da tempo e recentemente demolita, «valutando l'opportunità che le aree dismesse e l'antistante darsena non siano occupate da strutture a carattere industriale/commerciale». Sugli aspetti paesaggistici - vista la nuova norma in vigore - i tecnici evidenziano che «ogni valutazione necessita di legittimazione previa verifica ed attestazione dell'attuale sussistenza del vincolo a cura dei soggetti istituzionalmente competenti». Si analizza anche la questione sicurezza su cui insistono particolarmente residenti e realtà associative di Napoli Est: i tecnici comunali, rispetto alla pubblica incolumità, rinviano le valutazioni al Ministero e al comitato tecnico regionale. Inoltre, l'impianto insisterebbe in un'area che rientra nel sito di interesse nazionale Napoli Orientale dove «è stato eseguito il piano di indagini preliminari» che «non hanno rilevato superamenti della Csc nei suoli per la destinazione d'uso industriale commerciale e hanno rilevato superamenti delle Csc nelle acque di falda». 

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Il medesimo servizio comunale insiste sulla valutazione delle alternative progettuali: «Era stato chiesto di verificare una alternativa localizzativa al di fuori del Porto di Napoli», si legge nel parere. Inoltre, in risposta alle recenti analisi effettuate delle due multinazionali rispetto ai potenziali vantaggi per la realizzazione dell'impianto sostengono, i tecnici affermano: «Appare evidente che i benefici a larga scala dovuti dalla realizzazione dell'intervento comportano, di contro, impatti negativi su diversi fattori ambientali quasi esclusivamente all'interno del territorio del Comune di Napoli». 

 

Intanto anche residenti e associazioni hanno presentato le osservazioni. L'associazione Voce nel Deserto, Medicina Democratica Napoli, la consulta popolare per la salute della Città di Napoli ed Elena Coccia - insieme al comitato civico di San Giovanni a Teduccio - insistono, in particolare, sui rischi sanitari e sugli effetti sull’uomo scrivendo che «l’impianto Gnl, come fonte aggiuntiva di inquinamento, arrecherebbe un ulteriore danno ambientale ad un’area che necessita di una radicale bonifica e specialmente di un’azione di contrasto sanitario all’eccesso di mortalità per tutte le cause e tutti i tumori fra le donne e alla mortalità per malattie dell’apparato digerente e genitourinario per ambo i sessi». L'attenzione degli attivisti si concentra anche sull'impatto sul contesto urbano e paesaggistico evidenziano, ad esempio, la vicinanza di insediamenti abitativi e la prossimità con i laboratori del Teatro di San Carlo - posti nei locali dell'ex stabilimento Cirio di stradone Vigliena - e del Forte di Vigliena, bene monumentale abbandonato.

Ai pareri e alle osservazioni di enti locali e opinione pubblica - restano ancora pochi giorni al termine - potrebbero seguire presto le controdeduzioni da parte delle due società.

Ultimo aggiornamento: 6 Agosto, 09:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA