Napoli, in difesa di san Gennaro il popolo scende in piazza alle ore 15

Sabato 5 Marzo 2016 di Pietro Treccagnoli

Per il popolo del santo, credente o miscredente, è tutto pronto. L'appuntamento è alle 15, davanti al Duomo: c'è il flash mob nato sul web, sotto il titolo «Giù le mani da san Gennaro». Dovrebbe, potrebbe e vorrebbe esserci pure Luigi de Magistris, sempre se non trattenuto da altri impegni. I numeri, tra partecipanti annunciati e interessati, superano i settemila. Mentre per la panolata allo stadio le adesioni sono già sedicimila. Cifre che hanno fatto impensierire le forze dell'ordine. Nelle ultime ore sono stati frenetici i contatti tra la Digos e gli organizzatori della mobilitazione spontanea, nata per impedire l'attuazione del decreto del ministro Alfano che, dopo 500 anni, intende snaturare la Deputazione, organismo laico che, per conto della città e del popolo napoletano, gestisce le reliquie e il tesoro del primo patrono della città.

La manifestazione, alla quale aderiranno numerosi movimenti identitari, di cittadinanza attiva e meridionalisti, oltre a una nutrita rappresentanza di portavoce parlamentari e regionali del Movimento 5 Stelle (è stata presentata anche un'interrogazione al ministro e al premier), tutti rigorosamente senza bandiere di partito o simboli che non siano quelli del santo, prevede che, dopo il raduno sul sagrato, i partecipanti si rechino nel Duomo e leghino al cancello della Cappella di San Gennaro dei fazzoletti bianchi, simili a quello sventolato dal vicepresidente della Deputazione quando viene annunciato lo scioglimento del sangue prodigioso.

Le forze dell'ordine sono preoccupate per un ingresso massiccio e caotico (è pur sempre un raduno spontaneo). Il rischio che il Duomo resti chiuso sarebbe stato, invece, del tutto scongiurato, anche perché sono previste due manifestazioni religiose tra il pomeriggio e la serata (alle 16 e alle 19) entrambe alla presenza del cardinale Crescenzio Sepe. Sembra che sia stato raggiunto un compromesso che si spera gradito a tutti i partecipanti. L'ingresso nel Duomo potrebbe essere contingentato.

Una delegazione ristretta dei manifestanti raccoglierà i fazzoletti e andrà a legarli al cancello barocco che separa la Cappella dalla navata destra della Cattedrale, segno della separazione tra lo spazio laico, che appartiene alla città di Napoli, dallo spazio ecclesiastico vero e proprio. 

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