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Napoli, don Mimmo Battaglia all'orto urbano di Ponticelli: riscatto sociale e rigenerazione

Mercoledì 11 Maggio 2022 di Alessandro Bottone
Napoli, don Mimmo Battaglia all'orto urbano di Ponticelli: riscatto sociale e rigenerazione

L'Arcivescovo metropolita di Napoli, don Mimmo Battaglia, ha visitato questa mattina l'orto sociale realizzato all'interno del parco comunale fratelli De Filippo di Ponticelli, quartiere della zona orientale di Napoli. Una passeggiata per conoscere il lavoro svolto sin dal 2015 e per incontrare la comunità che cura una parte del polmone verde di Napoli Est. Da tempo si è creato un modello di inclusione sociale e cittadinanza attiva che vede protagonisti persone con alle spalle problemi di dipendenze così come studenti, anziani, casalinghe e volontari di alcune associazioni.

Proprio all'ingresso don Mimmo ha incontrato una delle persone seguite dal centro diurno Lilliput, realtà guidata dalla dottoressa Anna Ascione che fa capo al dipartimento dipendenze dell'Asl Napoli 1 e che ha messo il campo il progetto dell'orto. É un ragazzo da tempo impegnato, insieme a persone di ogni età, nella cura e gestione quotidiana di alcune terrazze coltivate a ortaggi, così come a piante aromatiche ed altre essenze. Nella lunga passeggiata tra i vari pezzetti coltivati don Battaglia ha incontrato i rappresentanti di alcune realtà associative che operano sul territorio della zona orientale di Napoli. La visita dell'Arcivescovo è stata anche l'occasione per piantare un nuovo ulivo contro la violenza sulle donne e per presentare una scultura appena realizzata: è il gesto simbolico di alcuni studenti dell'istituto Archimede. I loro colleghi del liceo Calamandrei, invece, hanno dipinto una panchina rossa per rappresentare lo sforzo quotidiano per sensibilizzare al rispetto delle donne. 

Don Mimmo ha parlato di un luogo bellissimo e di una realtà da valorizzare chiedendo ai giornalisti presenti di raccontarla al di là della sua visita. Ha ricordato le sue esperienze passate a contatto con persone con problemi di dipendenza chiedendo di non metterle ai margini. Loro, ha spiegato l'arcivescovo Battaglia, non sono le uniche persone che devono liberarsi dalle dipendenze. Poi ha insistito sull'importanza della rete distinguendola dalla ragnatela che rappresenta il male.

Questa mattina don Battaglia - che ha già visitato il quartiere Ponticelli in diverse circostanze - è stato accompagnato dalla dottoressa Ascione e dagli operatori del Centro Lilliput. Insieme a loro la direttrice sanitaria dell’Asl Napoli 1 Centro, Maria Corvino, e il direttore del dipartimento dipendenze del medesimo ente, Gennaro Pastore. Sono intervenuti anche l’assessore comunale con deleghe alla salute e al verde, Vincenzo Santagada, e il presidente della Municipalità di Napoli Est, Sandro Fucito. Tra i partecipanti anche Sergio D’Angelo, presidente del gruppo di imprese sociali Gesco. C'era anche don Federico Saporito, decano delle parrocchie di Napoli Est e dei Comuni limitrofi. 

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L’orto sociale è stato realizzato nel 2015 grazie all’affidamento, da parte del Comune di Napoli all’Asl Napoli 1 Centro, di una vasta area del parco fratelli De Filippo prima particolarmente degradata e abbandonata. Da allora l'impegno del centro Diurno Lilliput - struttura socio-riabilitativa gestita dalla cooperativa sociale Era del gruppo Gesco - e del comitato degli ortolani ha permesso di riconsegnare ai cittadini una parte del bene pubblico così da creare oltre duecento terrazze ognuna curata da singole persone o da una famiglia. L’orto rappresenta attualmente un virtuoso esperimento di inclusione sociale, di rigenerazione urbana e di eco-sostenibilità ambientale. É un modello che mira a coniugare la sviluppo del territorio con la tutela dei diritti, dei beni comuni, della qualità della vita, dell’ambiente, delle relazioni sociali, nella consapevolezza che il benessere collettivo passa anche per la riduzione delle distanze e per il contrasto delle povertà e dell’esclusione. 

 

Nonostante bellezza e impegno l'orto vive spesso circostanze preoccupanti come i furti di materiale e gli atti di vandalismo che hanno riguardato l'impianto di irrigazione e perfino gli alberi, come spiega la dottoressa Margherita Aurora, operatore sociale della cooperativa Era. Inoltre, da tempo gli ortolani hanno chiesto l'installazione di un sistema di videosorveglianza e di un impianto di illuminazione. Non da meno la richiesta di un bagno a servizio di chi frequenta le terrazze e gli altri spazi: esigenza ribadita anche stamattina dalla dottoressa Ascione. Nei prossimi mesi il parco comunale di via Maria Malibran sarà interessato da alcuni interventi finanziati con le risorse del 'Piano Strategico' della Città Metropolitana di Napoli. Soltanto una parte dell'enorme struttura pubblica sarà riqualificata mentre restano decine e decine di metri quadrati ancora negati al pubblico. Non da meno l'area delle giostre per bambini, da tempo inagibile, e l'area destinata ai cani, ultimata dopo anni di ritardi e mai inaugurata, oggi utilizzata spontaneamente da alcuni residenti.

Ultimo aggiornamento: 12 Maggio, 08:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA