Napoli e lo sviluppo sostenibile, 17 obiettivi per il 2030. Franceschini: «Mille assunzioni nei beni culturali»

di Ilenia De Rosa

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Parte da Napoli la lotta alle diseguaglianze, numero dieci tra i diciassette obiettivi da raggiungere entro il 2030 per salvare il pianeta secondo l'agenda per lo sviluppo sostenibile dell'Onu. Ha preso il via nel capoluogo campano il «Festival dello sviluppo sostenibile 2017» dell'Asvis, la più estesa rete italiana di organizzazioni che si occupano trasversalmente di sostenibilità: ambientale, economica, sociale.

«Italia 2030: che nessuno resti indietro! Ridurre le disuguaglianze di tutti i tipi, per tutte e per tutti, a tutte le età», é il titolo dell'evento che si sta svolgendo presso il teatrino di corte di Palazzo Reale, primo dei 200 appuntamenti in programma fino al 7 giugno su tutto il territorio nazionale. Quattro i ministri ospiti della giornata, Dario Franceschini, Beni e attività culturali, Claudio De Vincenti Coesione territoriale e Mezzogiorno, Maurizio Martina, Politiche agricole alimentari e forestali,  Giuliano Poletti, Lavoro e politiche sociali.
 

La giornata si articolerà in quattro sessioni, ciascuna dedicata a un tema specifico: educazione e cultura, sviluppo e imprenditoria, alimentazione e salute, lavoro e welfare. Presenti oltre 60 studenti delle scuole partenopee, del movimento giovani per Save the Children (progetti UndeRadio e Sottosopra) che, in collaborazione con 
NeXt Nuova economia per tutti, portano alle istituzioni le loro proposte. 

Altri dieci eventi si stanno svolgendo oggi in altre città per  discutere di come l’Italia intenda avvicinarsi agli  obiettivi di sviluppo sostenibile entro il 2030: da Venezia a Taranto, Milano, Reggio Emilia, Siena, Udine, Parma.

«Napoli sta già andando nella direzione dello sviluppo sostenibile - afferma il sindaco Luigi de Magistris - e lo dimostrano i progetti per cui abbiamo ottenuto il finanziamento europeo: le persone al centro, l'inclusione sociale, la lotta alle differenze. Il liberismo che ha messo denaro al centro e la persona da parte sta nella sua fase di crisi definitiva. E Napoli già stava andando in questa direzione. Aspetto fondamentale su cui ci stiamo nuovendo è il rapporto spazio-persona - aggiunge il primo cittadino - perché le infrastrutture devono servire per far vivere bene. La persona deve stare al centro. E sottolineo, inoltre, che noi non metteremo mai filo spinato. Siamo la città dell'inclusione».

Il presidente dell'Asvis:
«La scelta di aprire il festival con questo tema e a Napoli ci è sembrata la scelta migliore. Il sistema economico e produttivo deve rendersi conto che avere una maggiore uguaglianza rende lo stesso sistema più efficiente».

Marco Rossi Doria, esperto di politiche educative ha detto:
«Nel Mezzogiorno l'istruzione é a livelli inferiori rispetto al nord ma bisogna analizzare il dato zona per zona (ad esempio Benevento presenta livelli superiori rispetto ad alcune aree di Torino), perché la dispersione scolastica non solo è collegata a povertà della famiglia ma anche alle strutture scolastiche esistenti, all'offerta formativa. Tre sono le proposte da fare - aggiunge Rossi Doria - e cioè: scuola di base a tempo pieno, formazione professionale di qualità, servizi di qualità della prima infanzia nelle aree di povertà».
 

Il ministro Dario Franceschini ha sottolineato: «È giusto porsi obiettivi ambiziosi ed è giusto che l'opinione pubblica sorvegli. Ognuno poi nel proprio campo deve fare scelte quotidiane. La scuola è una parte del percorso del percorso formativo. Siamo un paese con un vastissimo patrimonio culturale, materiale e immateriale. Dal 2015 ci sono indicatori positivi, anche se piccoli. Investire in cultura é anche una questione di competitività del sistema paese. Inoltre la conoscenza é anche il miglior antidoto per combattere le paure verso l'altro, le disuguaglianze. Investire in cultura é fondamentale e noi stiamo andando in questa direzione. Sostenibile significa governare la crescita in modo intelligente. Con la valorizzazione del settore culturale si abbattono le barriere e si dà, inoltre, un contributo importante al sistema economico, creando occupazione. C'è bisogno di tenere alta l'attenzione su questo tema di cui stiamo parlando oggi, creando qualcosa sopra le competenza dei singoli ministeri. Bisogna vincolare, sfidare i singoli partiti per capire che tipi di impegno prendono su questo tema»

Nel settore dei beni culturali «non si fanno assunzioni da anni ma ora stiamo chiudendo un concorso per 500 addetti tra archeologici, storici dell'arte, bibliotecari, archivisti. Io punto ad arrivare a quota mille assunzioni».

 

Dedicata al tema dell'imprenditorialità nell'ambito dello sviluppo sostenibile la seconda sessione prevista dal programma della giornata. «Mi ha colpito in particolare la combinazione tra la possibilità di fare iniziative imprenditoriali di successo e contemporaneamente la capacità di non restare indietro; l'attenzione a chi rischia di non farcela e a alle potenzialità emergenti - afferma il ministro Claudio De Vincenti - Fare delle caratteristiche di un quartiere cuore di Napoli come la Sanità un punto di forza per attrarre persone, come ci ha raccontato Vincenzo Porzio della cooperativa La Paranza, é un'ottima cosa».

Durante il suo intervento il ministro De Vincenti invita le banche a investire di più. «Noto che nei confronti del mezzogiorno c'è ancora un po' di chiusura dettata da una serie di preoccupazioni. Le banche devono aprirsi di più e noi come governo dobbiamo creare le condizioni affinché ciò avvenga».

«Alimentazione e salute al tempo dei cambiamenti climatici» é il tema del terzo focus. All'introduzione di Ermete Realacci, presidente Symbola, seguono le testimonianze di Stefano Carità, di Goel gruppo cooperativo, Antonio Galdo, di nonsprecare.it, Gianfranco Nappi, responsabile dei progetti strategici di Città della Scienza.
 

«La sfida per tutti é quella di comprendere che il tema della sostenibilità necessita di un salto di qualità. La sostenibilità integrale ha mille facce e bisogna a preparare un terreno più avanzato d'iniziativa - spiega il ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina - Noi ci stiamo lavorando da qualche anno. Il fronte agroalimentare rileva criticità pesanti perché ci sono alcune partite della globalizzazione che fatichiamo a tradurre in fatti concreti, e mi riferisco ad esempio a pagare con prezzi giusti lo sforzo dei produttori». E sottolinea l'impegno del governo. «Sul fronte dell'agricoltura sociale - continua - abbiamo riconosciuto ciò che la crisi ha accelerato. Con la frontiera ecologica c'è garanzia di poter determinare fasce di redditività superiore, come il biologico. In 5 anni abbiamo fatto più del 50 per cento del biologico e la redditività delle imprese che sono andate in questa direzione é del 10/15 per cento superiore rispetto alle altre. Altro fronte importante é quello che unisce agricoltura e nuove tecnologie.
 

A margine del festival dello sviluppo sostenibile il ministro Giuliano Poletti parla di livelli occupazionali, ok dell'Unione europea alla manovra, reddito di cittadinanza. «Siamo vicini al completo recupero del gap accumulato con la crisi. Quindi bisogna continuare con le politiche di investimento: abbiamo ancora tanti disoccupati e dobbiamo fare di più - afferma il ministro - Riguardo la manovra, c'è un'approvazione dei nostri conti e questo è un dato positivo. Consideriamo che per creare un servizio territoriale con il lavoro che aiuti all'inclusione serve tempo. Sul reddito di cittadinanza dico che la cosa principale é il lavoro. Poi si può aiutare anche con un sostegno economico, ma con la consapevolezza che le persone poi vanno rese autonome con il lavoro».

Il ministro Poletti interviene durante la sessione dal titolo Un reddito per tutti insieme a Maurizio Ferrara, dell'Università degli studi di Milano, Gaetano Giunta, della fondazione Comunità di Messina, Susanna Camusso, segretaria generale Cgil, Costanzo Iannotti Pecci, presidente Confindustria Campania.


«Il tasso di occupazione storicamente basso nel nostro paese - aggiunge Poletti - ha cause che vanno indietro nel tempo ma sono situazioni che vanno affrontate. In primo luogo serve un buon sistema scolastico. L'alternanza scuola-lavoro sta dando i suoi frutti. Durante la crisi abbiamo perso 200mila imprese e un milione di posti di lavoro. É necessario uno sforzo di condivisione». E riguardo al reddito di inclusione il ministro afferma che «richiede risorse pari a 7 miliardi e mezzo» e sottolinea che non è un semplice sussidio ma prevede integrazione. «Non è  solo un trasferimento economico: puntiamo a rendere le persone protagoniste di un sistema d’inclusione finalizzato all'autonomia».

«La crescita di lavoro povero fa spavento e va contrastato», afferma Susanna Camusso. «Due problemi sono l'occupazione femminile e quella giovanile - aggiunge - Con i bonus mamma non aiutiamo l'occupazione femminile, perché non rendiamo normale questa condizione».

«Sull'alternanza scuola lavoro va detto che le imprese non devono diventare esenti da percorsi formativi. Così come la modalità non deve essere del tipo: ragazze all'autogrill», conclude Susanna Camusso.
Lunedì 22 Maggio 2017, 09:58 - Ultimo aggiornamento: 22-05-2017 19:25
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1 di 1 commenti presenti
2017-05-22 10:32:02
Nel mondo della globalizzazione, delle invasioni di massa sotto forma di sembianze umanitarie, della lotta per il lavoro e per la casa popolare che tutti stanno sperimentando;della delocalizzazione selvaggia delle attività produttive, costoro mi sembrano don Chisciotte che si scaglia contro i mulini a vento.A Palma Campania ci sono quasi più cingalesiche italiani e tutti vengono a cucire abiti a 2 euro all'ora.Le grandi firme si arricchiscono;i palmesi che una volta lavoravanbo nelle sartorie tirano la cinghia. Abbiamo incluso un pezzo di bangla desh in Campania;questa e' l'inclusione di cui parlano questi incompetenti ciarlatani manovrati da poteri che neanche capiscono. Come quel ridicolo del sindaco di Milano che ha organizzato una manifestazione per farsi insultare.E ha portato anche la madre 86 enne.Non c'è peggior egoismo nei confronti delle nuove generazioni che le persone anziane che pensando di salvarsi l'anima predicano l'accoglienza senza limiti.

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