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Napoli, emergenza sicurezza: in strada 3.500 agenti ma organici dimezzati da Scampia a Bagnoli

Martedì 21 Giugno 2022 di Luigi Sabino
Napoli, emergenza sicurezza: in strada 3.500 agenti ma organici dimezzati da Scampia a Bagnoli

Uno sforzo già fatto ma arriveranno comunque 70 agenti. È stata questa la risposta del ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, alla richiesta del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, di inviare più unità alle forze dell'ordine impegnate in città. Una richiesta, quella avanzata dal primo cittadino del capoluogo campano, arrivata alla luce dei recenti episodi di violenza, a cominciare dallo scoppio dell'ennesima faida di camorra che sta insanguinando la periferia occidentale dove, nel giro di poche settimane, si sono registrati già due omicidi. Eppure, ad una fredda analisi dei dati, le forze messe in campo dallo Stato per arginare la violenza non solo dei clan ma anche della microcriminalità, non sembrano essere poche. A Napoli, approssimativamente, sono in servizio circa 4mila agenti dellapPolizia di Stato cui vanno aggiunti altrettanti militari dell'Arma dei carabinieri e della guardia di finanza. Un piccolo esercito, quindi, apparentemente in grado di garantire la sicurezza dei cittadini contro qualsiasi tipo di minaccia. Eppure, nonostante il dispiegamento di uomini e mezzi, la sensazione di impotenza dinanzi alla dilagante spavalderia dei boss e dei loro accoliti è sempre più diffusa. Il motivo, anche in questo caso, è nel conteggio delle risorse. 

Non basta, infatti, sommare le unità delle principali forze dell'ordine ma bisogna, soprattutto, comprenderne il loro impiego. Dei quasi 8mila poliziotti, carabinieri e finanzieri impiegati a Napoli solo una parte di questi, poco meno della metà, sono impiegati in attività di controllo del territorio. Il resto, infatti, è assegnato a una miriade di svariati compiti come amministrazione e logistica necessari a garantire il funzionamento dei reparti. Per quanto riguarda le attività di presidio, nello specifico, è opportuno spiegare nel dettaglio quello che stabilisce il piano della Prefettura per l'impiego delle forze dell'ordine a disposizione. Una strategia che prevede la suddivisione del comprensorio cittadino in tre macroaree. La prima, denominata San Ferdinando, è quella che, grosso modo, copre da piazza Carità fino alla periferia occidentale, comprendendo anche i quartieri di Bagnoli, Fuorigrotta e Soccavo. San Giuseppe, invece, è l'area che dal centro si spinge fino ai quartieri orientali, come San Giovanni a Teduccio, Barra e Ponticelli. Infine Stella, in cui rientrano delicatissimi territori come Secondigliano e Scampia e buona parte dell'area nord del capoluogo. Quotidianamente, a rotazione, queste zone sono presidiate da polizia e carabinieri che, all'occorrenza, possono contare sull'apporto di reparti speciali, come l'Ufficio Prevenzione Crimine, il reggimento Campania e i Baschi Verdi, questi ultimi unica unità della Guardia di Finanza preposto specificatamente al controllo del territorio. 

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Sono forze sufficienti? A questa domanda, come una doccia gelata, è arrivato un secco «no» da parte dei sindacati di polizia. Pasquale Di Maria, del Sindacato polizia forza democratica, ad esempio ha fornito dati impietosi. «Il personale dell'Ufficio Prevenzione Generale è sotto organico. Per ogni turno di sei ore, riusciamo, con enormi sforzi, a garantire la presenza di circa 15 volanti cui vanno aggiunte, quando possibile, le auto dei commissariati di zona. Troppo poche per coprire le aree assegnate dalla Prefettura. La carenza di uomini, però, non riguarda soltanto l'Upg ma anche i commissariati. A Scampia, ad esempio, su 110 unità previste sono effettive solo 57, a San Giovanni-Barra, fino a qualche tempo fa, erano 52 su 104 mentre al commissariato San Paolo mi risulta che l'organico sia poco più della metà di quello previsto. Abbiamo chiesto, per sopperire a queste carenze, che fossero impiegati nelle forze di polizia i Volontari Ferma Prefissata ma non abbiamo ricevuto risposta». A lamentarsi, però, non solo soltanto gli uomini della Polizia di Stato. Anche alcune voci di dentro dell'Arma riferiscono di preoccupanti carenze di personale. «Se ci va bene - racconta un militare - per ogni turno di servizio, il Nucleo Radiomobile, può garantire un massimo di sei auto cui vanno aggiunte un paio di vetture messe a disposizione dalle compagnie e altre due o tre auto in servizio presso le stazioni. Una dozzina di equipaggi in tutto che, però, diminuisce nei turni serale e notturno. Inevitabile, quindi, che in caso di intervento che richieda più auto, alcune zone restino scoperte». 

Ultimo aggiornamento: 22 Giugno, 09:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA