Napoli Est, bipiani in amianto: i residenti scrivono a Manfredi

Venerdì 26 Novembre 2021 di Alessandro Bottone
Napoli Est, bipiani in amianto: i residenti scrivono a Manfredi

La pioggia battente degli ultimi giorni rende ancora più difficili le condizioni nel "campo bipiani" tra Barra e Ponticelli, nella periferia orientale di Napoli. Gli alloggi in amianto, realizzati nel periodo post sisma del 1980 per accogliere gli sfollati, dovranno essere demoliti. Ci sono le risorse e c'è il progetto per bonificare e smantellare i fatiscenti prefabbricati di via Isidoro Fuortes ma manca una soluzione per tutti gli attuali residenti.

L'ultimo atto concreto per risolvere la delicata questione dei "bipiani" di Napoli Est risale a ottobre quando il Servizio tecnico patrimonio del Comune di Napoli ha affidato all'azienda municipalizzata 'Napoli Servizi’ gli interventi di manutenzione e di recupero a uso abitativo di alcuni immobili confiscati alla criminalità organizzata che saranno utilizzati come spazi temporanei per gli attuali residenti del "campo bipiani". Per i lavori si utilizzeranno 300mila euro dell'Accordo di programma: la Regione Campania, infatti, ha autorizzato Palazzo San Giacomo alla spesa delle risorse inizialmente destinate a un immobile del centro storico cittadino. Non è chiaro il numero preciso di beni da ripristinare: nell'atto si specifica 19 immobili. Nella nota della Regione diventano 22. Non si hanno notizie nemmeno sull’effettiva partenza dei cantieri. In ogni caso non bastano per ospitare tutte le famiglie che da anni risiedono negli alloggi contenenti amianto e in condizioni di particolare degrado.

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Individuare soluzioni per trasferire i residenti è essenziale anche per non perdere il finanziamento della Città Metropolitana di Napoli: due milioni di euro del 'Piano strategico' per rimuovere le parti che contengono amianto e poi smantellare i 104 alloggi prefabbricati. Già da tempo il Comune di Napoli ha avviato l'iter per individuare l'impresa che dovrà procedere ai lavori di bonifica e demolizione «da avviare urgentemente, onde rispettare i termini della convenzione sottoscritta con la Città Metropolitana che prevede entro il 31 dicembre l’avvio delle attività», si specifica negli atti. Un aiuto in tal senso potrebbe arrivare dalla delibera di Città Metropolitana che prevede di concedere delle proroghe ai singoli Comuni beneficiari che hanno manifestato «diverse difficoltà a rispettare detti termini considerati stringenti». In ogni caso, entro cinque anni dalla convenzione, le opere finanziate dall’ex Provincia dovranno essere concluse pena la revoca del finanziamento.

Sono trenta le imprese che hanno presentato istanza per ottenere l'affido dei lavori che avviene con procedura negoziata. Un’attività lunga e delicata che è particolarmente necessaria visto il degrado che caratterizza il complesso che sarebbe dovuto scomparire già nei primi anni Duemila. Allora tutto andò in fumo perché non si riuscì ad assicurare un alloggio a chi aveva occupato i "bipiani". A distanza di anni la scena si ripresenta in condizioni peggiori vista l'emergenza Covid-19 in atto.

Riprendere il dialogo e assicurare dignità alle persone è lo scopo del comitato residenti. In queste ore Patrizio Gragnano, che guida la realtà e che da pochi giorni è stato eletto consigliere della VI municipalità, ha scritto al Sindaco Gaetano Manfredi, all'assessore al patrimonio Baretta e ai dirigenti degli uffici competenti chiedendo loro un incontro urgente per affrontare la questione. Si parte dalla delibera approvata in estate dalla passata giunta guidata da Luigi de Magistris che riconosce il “diritto all'abitare” per le ottantuno famiglie che vivono nel “campo bipiani” di Napoli Est. Un atto che deve ora essere concretizzato e reso possibile.

«Voglio che le istituzioni non dissipino il lavoro fatto nei mesi scorsi, che ripartano dalla delibera di indirizzo del 13 agosto e superino quegli ostacoli prettamente formali che c’erano in merito alla questione sanatoria», afferma Xhesika Kolici, giovane residente del "bipiani" di Napoli Est che da tempo segue la problematica. «Si può cominciare dai fondi che effettivamente sono stati reperiti e che sono in campo per le prime soluzioni abitative e mettersi poi in marcia per definire tutto il progetto. Ora il tempo c’è, le prossime elezioni sono fra cinque anni», evidenzia Kolici.

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