Napoli Est, migranti e napoletani ripuliscono le aiuole in periferia

Domenica 15 Novembre 2020 di Alessandro Bottone

Migranti e napoletani insieme per ripulire un'area pubblica della città da tempo sporca. Una azione simbolica avvenuta a Ponticelli, nella periferia orientale di Napoli, dove da tempo risiedono stranieri di diverse etnie.

I giovani hanno ripulito una parte del parcheggio a ridosso dell'impianto sportivo in via Ulisse Prota Giurleo da tempo invaso da erbacce e rifiuti. Lo hanno fatto insieme agli attivisti dell'associazione 'Italiano senza confini' creata nel 2016 proprio per favorire l'integrazione dei migranti che arrivano in zona. «Abbiamo deciso di aderire alla 'Festa dell'albero' promossa da Legambiente perché crediamo che solo attraverso gesti concreti è possibile restituire al nostro quartiere spazi vivibili e accoglienti» sostiene Marzia Calvanese, una delle promotrici dell'iniziativa svolta nel pomeriggio di sabato 14 novembre.

 

L’associazione opera per integrare e includere i migranti nella vita del quartiere. «Pensiamo - spiega Marzia - che questo obiettivo possa essere raggiunto mediante l'insegnamento dell'italiano. É un modo per accogliere persone che scappano da realtà difficili e costruire una società aperta alla comprensione reciproca». Con entusiasmo e determinazione i giovani dell'associazione hanno creato una “scuola di inclusione sociale” nel cuore della periferia con la quale hanno “incontrato”, in questi anni, numerosi migranti. «Ognuno con le proprie peculiarità, con gesti semplici e attenzioni verso di noi ha reso il giovedì non più una scuola ma un appuntamento fisso con un gruppo di amici in cui ciascuno si racconta».

La pandemia nega ai ragazzi migranti i fondamentali momenti di inclusione. E non è solo l’unico rischio: «I pericoli e le difficoltà dell'emergenza coronavirus rischiano di essere maggiori per i migranti costretti a vivere in grandi centri di accoglienza in cui è particolarmente difficile rispettare le misure igieniche e il distanziamento sociale senza contare la difficoltà ad accedere al servizio sanitario» evidenzia Marzia che aggiunge: «Alcuni continuano a lavorare nell'irregolarità in condizioni disperate senza dispositivi di protezione individuale, misure di sicurezza e con paghe misere».

Il dialogo costruito finora tra migranti e italiani permette loro di condividere gioie e problemi: così tutti hanno trovato un punto di riferimento. «Durante questi anni siamo sempre stati più coscienti delle problematiche quotidiane da loro vissute» spiega l'attivista che racconta il progetto di una cooperativa che nascerà prossimamente. «Il nostro intento è quello di offrirgli molto di più, quelle occasioni cui difficilmente riescono ad accedere». L'impegno spontaneo dell'iniziativa di pulizia, difatti, anticipa un progetto più grande. «Nei prossimi mesi - dice Calvanese - nascerà, per la prima volta nel nostro quartiere, una cooperativa di migranti e altri volontari che si occuperà di decoro e manutenzione urbana degli spazi verdi della VI municipalità: infatti, la cooperativa 'Ve.Spe. - Verde Speranza' ha superato le prime fasi di selezione del bando 'I quartieri dell'innovazione'».

Una realtà che si pone diversi obiettivi. Innanzitutto quello di rendere fruibili gli spazi verdi abbandonati ma soprattutto di contrastare il lavoro nero tramite la creazione di una opportunità di lavoro regolare per le cosiddette “fasce deboli”. Ulteriormente si vogliono favorire l'inclusione e la multiculturalità con lavori che hanno benefici per tutti i cittadini, non solo quelli coinvolti. Una idea nata proprio dai bisogni e dalle problematiche che i giovani dell’associazione vivono quotidianamente e di fronte ai quali non si sono fatti scoraggiare.

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