Napoli, la Federico II celebra la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne

L'iniziativa nell'ambito delle attività svolte dal progetto F2 Cultura

Napoli, la Federico II celebra la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne
di Alessio Liberini
Giovedì 24 Novembre 2022, 19:15 - Ultimo agg. 28 Novembre, 16:44
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Anche l'Università Federico II di Napoli celebra, con 24 ore di anticipo, la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Istituita dalle Nazioni Unite il 25 di novembre nel 1999. L’iniziativa, promossa dall’ateneo federiciano nell'ambito delle attività svolte dal progetto F2 Cultura, si è tenuta stamane all’interno della splendida Chiesa dei Santi Marcellino e Festo alla presenza di numerose scolaresche del territorio cittadino.

Ad introdurre la giornata, moderata dalla giornalista Francesca Fortunato, è stata la prorettrice della Federico II e coordinatrice del progetto d'Ateneo F2 Cultura, Rita Mastrullo: «Oggi – spiega la prorettrice - è il primo giorno del nuovo anno accademico di F2 Cultura e ci fa piacere partire con la celebrazione della Giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne. Su questo tema la Federico II è molto sensibile». «Il prossimo 6 dicembre – fa sapere Mastrullo - proprio per sottolineare questa sensibilità, l’Università conferirà la laurea ad honoris causa al premio Nobel Denis Mukwege. Un ginecologo che lavora nella Repubblica Democratica del Congo il quale ha dedicato tutta la sua vita per aiutare le donne che vengono stuprate come arma di guerra».

Una sensibilità che dai meandri dell’Università si rivolge anche e soprattutto ai più giovani, ovvero agli studenti degli istituti scolastici della città. Molti di questi arrivati nel Chiostro con dei vistosi segni rossi sulle guance a testimonianza del loro fermo no contro la violenza di genere. «Abbiamo contatto le scuole – motiva la coordinatrice del progetto d'Ateneo F2 Cultura - perché siamo convinti che il nostro contributo ad arginare questa piaga sociale, che continua a mietere vittime ogni giorno, lo possiamo dare aiutando ad acquistare consapevolezza sul fenomeno. Bisogna stare attenti nel riconoscere i primi segnali, distinguere un affetto protettivo da un affetto morboso. In un sondaggio fatto solo poco tempo fa, su una fascia di adolescenti, si evince che il 30% delle ragazze riteneva normale che il proprio fidanzato controllasse il telefono e i suoi social: queste sono le cose sulle quali bisogna insistere e riflettere». 

A riflettere sul tema è stato anche il mondo della cultura. Attraverso il contributo di Barbara Buonaiuto, che ha cantato il brano «Nu sciore» -  testo ispirato alla storia di Carla Caiazzo, la donna bruciata viva dall’ex marito a Pozzuoli nel febbraio 2016 ed oggi fortunatamente salva per un vero e proprio miracolo – e quello dell’attrice Nunzia Schiano che ha letto ai giovanissimi studenti in platea alcuni racconti del libro «Il dolore del silenzio» con la partecipazione dell’editrice Geltrude Vollaro. Si tratta di una raccolta di 21 storie di violenza tratte da reali fatti di cronaca. Per l’occasione l’attrice partenopea ha interpretato, con la sua voce, sia la parte della vittima che quella del carnefice facendo immerge sentimentalmente i presenti nelle crude dinamiche che si vivono dietro un femminicidio.  «Li chiamano “amori sbagliati” – racconta Schiano - ma nei fatti sono non amori. Giornate come queste sono importanti e quasi sempre cadono, purtroppo, in concomitanza con altri femminicidi perché non si vuole ammettere che l’amore non è un possesso: non si possiede l’altra persona. Le madri, in tal senso, hanno un obbligo: quello di insegnare ai propri figli maschi il rispetto per l’altro e il rispetto soprattutto per le donne».

Successivamente è seguito un altro momento di riflessione sul delicatissimo tema. Osservato con gli interventi istituzionali del Vice Presidente del Consiglio regionale della Campania, con delega alle Pari Opportunità, Loredana Raia, l’assessora allo Sport e alle Pari Opportunità di Palazzo San Giacomo, Emanuela Ferrante e il Maggiore psicologo Angiola Di Conza, comandante del nucleo di psicologia della Legione Carabinieri Campania, Angiola Di Conza. 

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Tra le maggiori difficoltà che spingono una donna a non denunciare la violenza in Campania c’è soprattutto la mancanza di un lavoro stabile che possa rendere libera, anche economicamente, la vittima dal proprio uomo violento. Ed è proprio su questo fronte che si sta muovendo Palazzo Santa Lucia. «Come Consiglio regionale della Campania – spiega Loredana Raia – abbiamo licenziato un testo normativo per l’incentivazione dell’occupazione e l’imprenditoria femminile perché siamo fortemente convinti che per contrastare il fenomeno della violenza sulle donne è necessario rendere queste donne libere, soprattutto sotto il profilo economico. In queste ore stiamo scrivendo il bando che sarà dedicato alle aziende che assumeranno donne, a tempo indeterminato, e in particolare quelle vittime di violenza, così come abbiamo previsto nell’articolo 10 della legge 17, per il quale è previsto uno stanziamento finanziario di 675mila euro per quest’anno e il prossimo che va nella direzione di dare alle aziende che pagano l’Irap uno sgravio, anche nella misura del 100%, quando assumeranno donne vittime di violenza». 

L’assessora Ferrante ha invece ricordato ai giovanissimi che «dobbiamo essere tutti partecipi di un cambiamento. Ricordo che sono attivi a Napoli sei centri antiviolenza anche 24 ore su 24 grazie all’ausilio telefonico. Invito chiunque abbia bisogno di aiuto a rivolgersi ai nostri Cav. Ad oggi nei centri cittadini abbiamo avuto oltre 400 accessi. Questo vuol dire che, in 10 mesi, più di 400 donne hanno avuto bisogno del nostro aiuto. Speriamo di essere intervenuti in anticipo evitando quello che sarebbe stato il peggio». Tale messaggio sarà rafforzato anche domani mattina quando in Piazza Municipio, all’esterno di Palazzo San Giacomo, si terrà il flash mob “Re-memeber, Affinché non accada mai più”. Evento organizzato dall’associazione Mai più violenza infinita Onlus, in collaborazione con Il Comune di Napoli, Unicef ed Associazione O.M. 

Dopo gli interventi istituzionali, la celebrazione si è conclusa con le presentazioni dei lavori svolti dagli alunni delle scuole presenti all’iniziativa. Gli studenti del Liceo Statale Margherita di Savoia hanno realizzato, sul tema della violenza sulle donne, un’apposita canzone di denuncia. Quelli del Liceo Artistico di Napoli hanno invece presentato uno studio sul tema attraverso l’elaborazione di alcune slide. Mentre all'esterno della Chiesa, nel cortile di San Marcellino, è stata proiettata, per tutta la mattinata, la mostra Voci - A two-channel video projection di Cat Del Buono, Programma Fulbright. Nata dal laboratorio di Psicologia di comunità del Dipartimento di Studi Umanistici dell'Ateneo. L'installazione, presenta oggi in anteprima, riporta alcune interviste effettuate a Napoli con donne sopravvissute alla violenza domestica e sarà presto esposta in mostra anche al Castel dell’Ovo.

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