Napoli, la festa della Coppa Italia macchiata dai vandali: notte di rapine e aggressioni

Giovedì 18 Giugno 2020 di Gennaro Di Biase

Si contano i danni dopo la festa. L’euforia per la vittoria azzurra in Coppa Italia, che ha fatto riversare per le strade decine di migliaia di tifosi, non solo ha fatto saltare per una notte le regole anti-Covid ancora in vigore, ma ha anche prodotto rapine, scippi, un ferito e la devastazione di alcuni luoghi simbolo della città come piazza Trieste e Trento e piazza Vanvitelli. Il virus e la gioia, l’infinita rivalsa partenopea contro la Juve e il distanziamento sociale, la voglia di festeggiare la Coppa e la fine dei mesi di clausura forzata: il trionfo della squadra di Gattuso ha messo insieme tutti questi fattori contrastanti. Risultato: una notte di follia e ingorghi. Più atti vandalici, spari in aria, aggressioni verbali e non. Il confine tra la festa e l’inciviltà è stato più labile del solito. 
 

 

LA NOTTE 
Dappertutto ingorghi, trombette, bandiere, clacson. Centinaia di scooter in corsa con tre o più passeggeri rigorosamente senza casco. Petardi sul Lungomare, fumogeni alla stazione, fuochi d’artificio. Tutto il contrario di quanto sta avvenendo all’Olimpico durante la premiazione solitaria della squadra. In piazza Garibaldi, centinaia di tifosi sventolano bandiere e bloccano il passaggio delle auto, costrette a «scavalcare» il divisore di carreggiata per trovare altre vie. Come se non bastasse, sono partite violente aggressioni verbali ai danni dei reporter. 

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I REATI 
Insomma, il senso di responsabilità mostrato da Napoli durante il lockdown ieri è incappato nel suo contrappasso. Purtroppo, non manca affatto chi ha approfittato della festa per trasformarla in criminalità. In un video postato su Tik Tok da un cittadino in via Santi Giovanni e Paolo, a ridosso di piazza Carlo III, si vede un gruppo di individui rincorrere un giovane a bordo di uno scooter, scaraventarlo a terra, puntargli una pistola alla tempia e rubargli il motorino. «Ho avuto davvero molta paura - ha raccontato ieri Salvatore, il 23enne food rider vittima della rapina, a Gianni Simioli de “La Radiazza” – Quando mi hanno puntato la pistola alla testa non ci ho pensato un attimo a consegnargli il motorino, che ho comprato da me con i soldi guadagnati e che mi serviva per andare a lavoro». Spari poi a Frattamaggiore. «Sono stati numerosi disordini, follia e delirio – dicono Simioli e il consigliere regionale Francesco Borrelli – Ci siamo mobilitati affinché Salvatore possa ricevere presto un nuovo scooter. Avremmo voluto che dopo la partita ci fossero stati più controlli proprio per evitare scene come questa. Che senso ha giocare a porte chiuse se poi si è permesso di dare vita ad episodi simili?». Nelle stesse ore della rapina, un uomo è stato colpito alla gamba da un proiettile vagante in vico Mattonelle, non lontano dal delirio di piazza Garibaldi. 
 

 

IL CARCIOFO 
Erano più di 5000 in piazza Trieste e Trento, e purtroppo non solo a cantare. Ne sanno qualcosa gli operai dell’Abc, la polizia municipale e i commercianti di zona che hanno contato ieri mattina i danni subiti dalla Fontana del Carciofo, presa d’assalto di notte. Tuffi, arrampicate, abbracci, ringhiera vandalizzata e spezzata da entrambi i lati. «La fontana era un immondezzaio di trombe, fumogeni, bandiere, una mutanda e una scarpa – sospirano Taddeo Ferrara e Pasquale Borraggine dell’Abc, reduci dall’intervento di pulizia – Le foglie del Carciofo sembrano un po’ piegate, controlleremo». Sul basamento della fontana, a pochi centimetri dalla ringhiera distrutta, si nota il segno di un fumogeno azzurro. «Gli uffici tecnici verificheranno altri eventuali danni», spiegano i vigili sul posto. «Vedo una nuova rottura nella vasca, ma non sono un tecnico e spero di sbagliarmi – commenta Antonio Sergio, titolare del Gambrinus – La cura dell’aiuola è ora affidata al Caffè Moreno, che ci spende circa 2000 euro all’anno. Da napoletano mi sento indignato dell’accaduto». «Nel Carciofo c’è stato il delirio – aggiunge il barista Gianni Taglialatela – 80 persone insieme». «Non sia mai si riscatena il contagio – dice Mario Aiello – Forse sarebbe successo anche a Torino». Chissà. Per fortuna o per sfortuna non lo sapremo mai. 
 

VOMERO
Devastate le aiuole di piazza Vanvitelli. « L’aiuola centrale, la prima affidata ai privati e curata dalla ditta Il Chioschetto – commenta Gennaro Capodanno del Comitato Valori Collinari – una delle poche salve dal degrado in zona, è stata oggetto di gravi episodi di vandalismo durante i festeggiamenti per la Coppa Italia. Distrutti prato e fiori, manomesso l’impianto d’irrigazione. Inaccettabile. La piazza è videosorvegliata. Sarà cura delle autorità, una volta aperta l’indagine a seguito della denuncia inoltrata dall’affidatario, individuare gli autori che dovranno risarcire anche i danni».

Ultimo aggiornamento: 19 Giugno, 18:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA