Napoli fragile, il campanile
di Santa Chiara a rischio crolli

Venerdì 12 Luglio 2019 di Paolo Barbuto
Il campanile di Santa Chiara rischia di perdere pezzi ed è pericoloso. Lo dice il Comune di Napoli in un'ordinanza che impone interventi urgenti e il divieto di transito al di sotto della struttura.
La notizia giunge senza preavviso, in un pomeriggio di consueto smistamento della documentazione ufficiale di palazzo San Giacomo: ieri sono stati presentate tutte le ordinanze a tutela della pubblica incolumità. Ne vengono firmate centinaia ogni mese, nella maggior parte dei casi riguardano edifici periferici nel degrado: stavolta in mezzo al mucchio di ordinanze dell'ufficio sicurezza abitativa è spuntata fuori la numero 169 «oggetto: provvedimento a tutela della pubblica incolumità per il fabbricato di via Benedetto Croce denominato campanile della chiesa di Santa Chiara».

 

I PERICOLI
Secondo l'ordinanza firmata da Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, a seguito di un accertamento tecnico «è risultato quanto segue: distacco di intonaco dalla facciata del campanile della basilica di Santa Chiara». Il burocratese prevede parole uguali per ogni documento, in questo caso la facciata del campanile non ha intonaco ma pietre e marmi: sono quelli ad essere pericolosamente in bilico sulla testa di napoletani e turisti.
E siccome quel dissesto costituisce un pericolo «che minaccia l'incolumità pubblica», vengono imposti lavori urgenti e la diffida a non far praticare «ad horas», cioè immediatamente, le aree antistanti le facciate del campanile: significa che bisogna vietare il passaggio dei turisti anche su quella porzione di Spaccanapoli che passa lì sotto.
IL MINISTERO
La chiesa di Santa Chiara appartiene al Ministero dell'Interno. È inserita fra i beni gestiti dal Fec, il Fondo Edifici di Culto che ha in carico le proprietà degli enti ecclesiastici soppressi alla metà dell'800. Da quell'epoca più di 800 monasteri e chiese di tutta l'Italia appartengono allo Stato che, a partire dal 1932 le ha affidate al Ministero dell'Interno.
A Napoli il responsabile del Fec ha un ufficio presso la Prefettura ed è a lui che il sindaco si è rivolto chiedendo un intervento urgente per la messa in sicurezza di quel pezzo del complesso di Santa Chiara.
I LAVORI
Sul campanile della chiesa più significativa di Napoli, i fari sono accesi da lunghi anni. Lo stato di degrado è stato segnalato a più riprese: fino ad ora gli unici interventi di «restauro» sono stati quelli dei volontari che, in più occasioni, si sono dedicati alla pulizia del basamento che viene costantemente preso di mira da teppisti e writers. Quella pulizia serve a restituire dignità alla struttura ma non contribuisce alla sicurezza. L'ultimo segnale di pericolo il campanile l'ha lanciato poco tempo fa. Era il 2014 e nel corso di una tempesta estiva, alla fine di luglio, dalla struttura vennero giù grandi parti di marmo che si schiantarono al suolo. L'area intorno al campanile venne temporaneamente transennata, i vigili del fuoco provvidero ai primi interventi di spicconamento, anche il Fec si mise in movimento per rimuovere le restanti parti in bilico.
Le cronache dell'epoca spiegano che i cedimenti provenivano dalla parte alta della struttura perché sul tetto del campanile era cresciuto «un albero di fichi che aveva diramato le radici tra i marmi fino a provocarne il cedimento».
Da quel giorno, rimosso il problema dell'albero abusivo sul tetto, non c'è stato più nessun intervento.
IL PROGETTO
Eppure dal 2012 è in corso una trattativa da parte della seconda municipalità per cercare di intervenire sulla struttura. Una piccola parte di fondi pubblici e una cospicua porzione di soldi privati sono già stati recuperati per un intervento di totale restyling del campanile ma il tornemto della burocrazia fa marciare il progetto a una lentezza disarmante.
Da più di cent'anni quel campanile è inibito: niente visite, niente manutenzione, niente turisti: manca la scala di accesso che è stata «estirpata» e nessuno può entrare. Così il campanile di Santa Chiara resta avvolto dal degrado, immerso nel disinteresse, abbandonato al suo destino e torna in passerella solo quando diventa minaccioso, esattamente com'è oggi: il Comune ha lanciato l'allarme «vietato passare lì sotto, l'incolumità di napoletani e turisti è a rischio».
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