Napoli, furti seriali nelle case «vip». Banda svaligia 40 appartamenti: Sal Da Vinci e altri tra le vittime

Sabato 16 Giugno 2018 di Maria Chiara Aulisio
Napoli, furti seriali nelle case «vip». Banda svaligia 40 appartamenti: Sal Da Vinci e altri tra le vittime

Circa quaranta appartamenti svaligiati a Chiaia dallo scorso gennaio a oggi. Nella giornata del 25 aprile, tra le 15 e le 16, i ladri ne hanno ripuliti quattro quasi contemporaneamente: tre a largo Vasto e uno in via Caracciolo. Rapinatori seriali, secondo gli investigatori, agiscono quasi sempre durante l'ora del pranzo portando via anche scarpe, abiti e biancheria insieme con soldi, orologi e gioielli. La dinamica non cambia quasi mai: un uomo di mezza età, anche ben vestito, accompagnato da un complice che resta a fare il palo all'ingresso del palazzo, bussa al citofono e aspetta di sentire chi risponde e chi no. Poi entra in azione - in alcuni casi accompagnato anche da una o più donne - e si dirige in quelle case dove ritiene che, presumibilmente, non ci sia nessuno.

IL RISCHIO
Una operazione decisamente rischiosa perché - come è successo a Carla Della Corte, presidente dell'associazione commercianti «Chiaia district», benché non avesse risposto al citofono, sua madre era in camera da letto che guardava la televisione: «Quando il ladro ha capito che c'era qualcuno, è scappato - racconta la Della Corte - e mia madre per fortuna non si è accorta di niente. Entrano senza scassinare le serrature, hanno una chiave che apre quasi tutte le porte e, soprattutto, sono sempre le stesse persone». Le telecamere, collocate all'ingresso dei palazzi, negli androni, e spesso anche nei singoli appartamenti, li hanno ripresi in azione, più volte anche nella stessa giornata, e nel quartiere ormai li conoscono bene: «Gli autori del furto di domenica scorsa in un palazzo di piazza Vittoria - aggiunge il presidente di Chiaia District - sono gli stessi che hanno svuotato la casa di Sal Da Vinci, a via Carducci, circa quindici giorni fa: le immagini parlavano chiaro, erano loro». Così come, sempre dai video girati dalle telecamere di sorveglianza, si è visto pure che il ladro che aveva cercato di rubare in uno degli appartamenti in piazza Vittoria - e che viene ripreso mentre scende le scale con le scarpre del proprietario in mano - era lo stesso che il 25 aprile scorso era finito in manette per aver commesso un altro furto del quale era anche stata recuperata la refurtiva.

IL CLAN
«È una intera famiglia di rom - racconta una delle vittime, Francesco Celentano, imprenditore - il 25 aprile sono entrati in casa mia, a via Nisco: due uomini e una donna, li hanno arrestati mentre stavano traportando la roba portata via dal mio appartamento nel loro campo rom. È la stessa banda che ha letteralmente ripulito la casa di una amica a Mergellina. Anche in questo caso li abbiamo riconosciuti grazie alle immagini registrate dalle telecamere». Madre, padre, fratelli e almeno un paio di donne presumibilmente dello stesso clan familiare. Entrano in azione tutti insieme, nel mirino la zona che da piazza Vittoria arriva a piazza Amedeo, passando per via dei Mille e via Filangieri, e poi giù fino a Mergellina. Con loro - racconta ancora Celentano - c'è anche un ragazzino di 14 anni, preso e riconsegnato ai genitori che poi sono gli stessi che se lo portano dietro quando vanno a ripulire le case del centro.

LO «SHOPPING»
Tra le vittime anche il giudice Antonella Ciriello, consigliere della Corte di Cassazione: i ladri sono entrati in casa sua il sabato di Pasqua: «Eravamo fuori città - racconta la Ciriello - stessa dinamica e stesse persone. Anche nel mio caso li abbiamo riconosciuti grazie alle telecamere che avevo installato nell'appartamento. Mi hanno portato via tutto, perfino i trucchi». Per entrare nell'abitazione del giudice la banda ha usato una tecnica piuttosto consolidata: «Con un colpo secco alla serratuta hanno spezzato il cilindro europeo che a quel punto è venuto via facilmente e la porta si è spalancata - aggiunge il giudice - Il problema è che agiscono assolutamente indisturbati e fanno quello che gli pare».

LE IMMAGINI
Attraverso le immagini riprese dalle telecamere installate in camera da letto la Ciriello ha potuto seguire anche le fasi dello «shopping» messo a segno dalle due ladre nel suo armadio: «Si sono misurate pure le mie scarpe, e poi hanno cominciato a scavare nei cassetti separando i capi griffati da quelli che ritenevano fossero meno importanti. Sceglievano e mettevano in busta con una calma da non credere».

 

IL GRUPPO WHATSAPP
Immagini, proteste e notizie di nuovi furti che le vittime, in aumento settimana dopo settimana, si scambiano grazie a un gruppo whatsapp costituito per l'occasione: «Lo abbiamo chiamato derubati e agguerriti - spiegano i protagonisti - lo usiamo per raccontarci quello che succede nel quartiere e per seguire l'andamento delle indagini. Al commissariato ci sono decine di denunce, le forze dell'ordine ce la stanno mettendo tutta per sgominare la banda ma evidentemente bisogna fare di più». Agiscono indisturbati, i ladri, sempre negli stessi orari. E i furti sono in costante aumento. Una situazione di allarme che probabilmente imporrebbe maggiore attenzione e più controlli da parte delle forze dell'ordine. Oltre - suggeriscono ancora le vittime - a un maggiore coordinamento tra polizia e carabinieri.
LA CHIAVE «BULGARA»
Diverse le tecniche utilizzate dalla banda per entrare nelle case dei cittadini di Chiaia: il colpo secco al cilindro europeo oppure la cosiddetta chiave bulgara, uno strumento che permette di ricostruire il profilo della chiave di una serratura senza avere la chiave originale e senza smontare la serratura della porta blindata. Infine la classica radiografia che consente di aprire con estrema facilità le porte chiuse senza dare le mandate: «Sempre le stesse modalità - conclude l'imprenditore Francesco Cilento - le conosciamo e conosciamo anche i rom protagonisti dei furti nelle nostre case. Non è possibile che possano continuare ad agire indisturbati». In realtà alcuni di loro sono stati arrestati ma anche rimessi in libertà in tempi brevissimi. Senza contare che uno dei ladri gran parte dei furti li avrebbe messi a segno mentre doveva trovarsi ai domiciliari.
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Ultimo aggiornamento: 22:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA