Napoli, il pasticcio della Galleria:
progetti perduti, ora è il caos

Sabato 7 Novembre 2020 di Paolo Barbuto

Sapete perché c'è voluto tanto tempo per capire cosa si nasconde dietro ai pannelli della Galleria Vittoria e perché si verificano i cedimenti? Perché nessuno sapeva come era stata montata la Galleria, sicché è stato necessario spaccarne qualche pezzo e vedere dietro com'era stata fatta. Solo così si sono potute effettuare le ispezioni che si chiuderanno oggi, a 55 giorni dalla chiusura del tunnel, e diranno quali lavori devono essere effettuati e quanto tempo sarà necessario per riaprire quel percorso alla viabilità cittadina. Sappiate che le ipotesi arrivano fino ad altri sei mesi di lavori, anche se si pensa di ingabbiare la volta della Galleria per consentire il transito in sicurezza anche durante i lavori.

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LA SPIEGAZIONE
Il fatto che nessuno sapesse com'era stata realizzata la galleria non è stato sussurrato da una voce anonima di palazzo San Giacomo. A confessare la difficoltà nel reperire notizie è stato l'assessore Clemente che in commissione lavori pubblici ha chiarito: «Solo dopo aver effettuato analisi con laser e termoscanner abbiamo avuto la geometria precisa del rivestimento del tunnel perché di questi pannelli non esiste un progetto che ci dà un'idea di come è stata costruita all'epoca la galleria». Attenzione, non stiamo parlando della costruzione, che risale agli anni 20 del Novecento e potrebbe essere troppo lontana nel tempo; il riferimento è alla copertura con i pannelli realizzata negli anni 60 del secolo scorso. Forse è solo un'utopia, ma l'idea di un cittadino qualunque è che i progetti delle grandi infrastrutture cittadine vengano custoditi con perizia e che non bastino sessant'anni a farli evaporare.

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IL FUTURO
Questi 55 giorni d'attesa hanno consentito di scoprire come furono agganciati i pannelli alla volta della galleria, hanno permesso di osservare tutte le 270 travi in cemento armato, su cui sono appoggiati questi pannelli «con diverse metodologie di montaggio», come ha spiegato il dirigente del servizio strade Edoardo Fusco e, soprattutto, hanno permesso di capire come e perché le infiltrazioni vanno a danneggiare quei pannelli che furono installati proprio per evitare il problema delle infiltrazioni. Il documento finale verrà realizzato nel week end, poi sarà consegnato al Comune che andrà in Procura a relazionare e a chiedere come andare avanti con i lavori, visto che la Galleria Vittoria è ancora sottoposta a sequestro. Sembra che ci siano molti punti sui quali intervenire e che gli interventi potrebbero richiedere un tempo infinitamente lungo. Allo studio c'è la possibilità di costruire una gabbia di tubi innocenti per consentire il passaggio alle automobili anche durante i lavori. Ma non esistono certezze sulle possibilità di realizzare quest'opera di protezione.


I SEGRETI DEL TUNNEL
Cosa si nasconde al di sopra del tunnel della Vittoria? Perché continuano a verificarsi problemi di cedimento? Una risposta arriva da un appassionato speleologo che ciclicamente effettua verifiche proprio al di sopra della galleria, Mauro Palumbo, il quale chiarisce che sopra al tunnel, per gran parte del percorso, c'è un'ampia cavità che consente di arrivare esattamente sulla volta: «Ci si arriva calandosi tramite vecchi pozzi che erano a Monte di Dio - racconta Palumbo - e nel corso dell'ultima verifica, che però risale al 2019, non abbiamo riscontrato nessun problema di infiltrazione. La cavità sembra solida e anche le strutture di sostegno della galleria sono forti». Palumbo è esperto di cavità e appassionato fotografo, a giorni uscirà un volume a sua firma, i colori dell'oscurità, per i tipi di Le parche nel quale ci saranno anche inedite immagini della parte nascosta del tunnel: «Per quel che posso testimoniare io, non ritengo che ci siano importanti problemi di infiltrazioni dall'alto. Ovviamente mi riferisco solo alla porzione che posso ispezionare, quella tramite la grotta che si trova al di sopra della porzione di galleria che guarda verso piazza Vittoria. Non saprei dire qual è il motivo dei distacchi. Magari un po' di attenzione e di manutenzione nel corso dei decenni avrebbe potuto evitare guai più grandi adesso. Ma solo i tecnici che hanno eseguito i rilievi potranno dirci cosa sta realmente accadendo».
 

Ultimo aggiornamento: 8 Novembre, 10:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA