Napoli, Galleria Umberto terra di nessuno: rogo selvaggio sfregia gli antichi marmi

Martedì 20 Agosto 2019 di Gennaro Di Biase
«Ti volevi fregare 'o cartone mio, vero?», sorride triste ma senza rabbia il ragazzo trasandato in maglia azzurra. Il cartone in questione protegge un lenzuolo giallognolo decorato, un materasso più sottile di una sogliola e un cuscino colorato a strisce. Siamo in pieno pomeriggio, davanti all'ingresso del lato San Carlo della Galleria Umberto, e a pochi passi dalle nuove scritte che hanno appena rovinato i marmi. Altri marmi, quelli interni, sono stati deturpati dal rogo appiccato da qualche incivile chissà perché nella notte tra domenica e lunedì. Molti degli oblò di vetro dei pavimenti sono stati ridotti in frantumi.
 
Eppure centinaia di turisti al secondo passano da qui, nel cuore del cuore della Napoli da cartolina, tra cestini pieni di rifiuti e impalcature montate da anni. Ai visitatori la Galleria deve sembrare un posto tanto desiderabile quanto trascurato, come se a Napoli storia e abbandono andassero a braccetto. Alla Umberto il degrado non va in vacanza, anzi. Nelle notti d'agosto, oltre ai classici dormitori di clochard e ai tornei di calcio, cominciano ad essere avvistati anche gli scooter. Ritorna in ballo, rilanciata sia dalla I Municipalità sia dal consigliere regionale Francesco Borrelli, l'idea di preservare la Galleria con «dei cancelli per evitare gli atti vandalici che avvengono sistematicamente durante la notte».

Partiamo dal rogo. Nella notte tra domenica e lunedì si è consumato «l'ennesimo atto vandalico all'interno della Galleria Umberto - dicono il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli e la portavoce del Sole che Ride in Campania Benedetta Sciannimanica - qualcuno ha appiccato il fuoco all'interno della struttura, come testimoniano le bruciature sul pavimento marmoreo e alcuni resti abbandonati a terra». Difficile stabilire cosa sia stato incendiato solo l'eventuale acquisizione dei video dei negozi potrà chiarirlo del tutto. «Pensiamo al giaciglio di un clochard o alla bravata di qualche teppista continuano Borrelli e Sciannimanica quanto accaduto conferma che la Galleria è terra di nessuno. Lo stato di abbandono e degrado è esponenziale. Tra vandalismo, partite di calcio, furti e degrado la struttura è mortificata ogni notte dalla mancanza di controlli. Ci chiediamo infatti come sia possibile che qualcuno possa appiccare le fiamme in un luogo del genere, simbolo della città, che si trova a pochi passi da Municipio, Prefettura e altre sedi istituzionali. Crediamo che occorra installare dei cancelli o delle barriere che, durante le ore notturne, impediscano l'accesso alla struttura. Solo così si potrà evitare, un giorno, di fare i conti con danni ancora più gravi». «Da anni propongo di chiudere la Galleria la sera con cancelli per preservare il bene dai vandali aggiunge Francesco De Giovanni, presidente della I Municipalità Ricevo tantissime segnalazioni di partite di calcio che danneggiano i vetri dei rosoni e, addirittura, di ingressi con scooter».

Rogo, calcetto e scooter a parte, il lato San Carlo se la passa male. I marmi, oltre alle buste di plastica lasciate tra le colonne dagli inquilini notturni, «vanta» scritte recenti, i soliti ambulanti abusivi e i soliti giacigli di fortuna in pieno giorno. Anche ad agosto. «Rosario», per dire «ti amo» ad «Anna», ha pensato di deturpare con lo spray rosso uno dei più importanti monumenti cittadini. E lo stesso hanno fatto altri 4 o 5 innamorati incivili. «Il degrado c'è sospira lo storico commerciante della Umberto Antonio Barbaro e la situazione è la solita, anche se nelle ultime settimane ho visto un po' di pulizia in più. I clochard dormono a decine in Galleria, anche d'estate, e usano piazzetta Matilde Serao come orinatoio. Questione pulizia a parte, continua il guardie e ladri tra ambulanti e vigili. I disagi più gravi al momento sono dati dalle impalcature su via Toledo che nessuno si decide a togliere da anni. Sono stati frantumati diversi oblò di vetro sul pavimento». Già, gli oblò e le impalcature. Altro capitolo.

Ovunque si guardi, da questo lato, si fatica a vedere il bello. All'ingresso di via Toledo cioè il più frequentato dai turisti la situazione è peggiore. Qui si inciampa nei tubolari. I (pochi) cestini grondano rifiuti come le cascate grondano acqua e la sensazione di trascuratezza si fa più intensa. «Quanto alla questione delle impalcature, c'è in corso un procedimento giudiziario dice l'Assessore allo Sport Ciro Borriello, che ha la delega alla Sicurezza Abitativa Dopo i passati interventi di messa in sicurezza successivi alla tragedia di Salvatore Giordano, il Comune è pronto a fare la sua parte». Sempre aperta, quindi, la partita in Tribunale. Passati oltre 5 anni dal pezzo di rosone killer che spezzò la vita del giovane Salvatore, non c'è una tempistica fissata per liberare da tubi e tubolari l'ingresso di via Toledo. A pochi centimetri dalla foto che commemora il ragazzo e la sua tragedia del 5 luglio 2014, svettano i cartoni dei clochard, ammassati sulle impalcature «eterne» rimaste in quel punto assassino.
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