Napoli, l'ispezione della Procura: «La Galleria Vittoria è pericolosa»

Lunedì 28 Settembre 2020 di Leandro Del Gaudio

Pericolo di distacco di porzioni di rivestimento in più punti. Non solo lungo la carreggiata, che da giovedì scorso era stata inibita al traffico, ma anche dal soffitto di quella parallela, che in questi giorni aveva ingoiato migliaia di auto provenienti da via Acton. E non è tutto: pericoli di distacco anche al centro e all’altezza della volta di ingresso. Quanto basta a spingere la Procura di Napoli a procedere in modo drastico, senza tentennamenti, firmando un provvedimento di sequestro preventivo per l’intera Galleria della Vittoria, affidata a un custode e destinata a lavori in grado di ripristinare la dovuta sicurezza. Ipotesi crollo, incolumità a rischio, sigilli alla Galleria che rappresenta anche la principale via di comunicazione tra l’ala orientale della città e il lungomare.
 

 

Decisivo un sopralluogo alle sette e mezza di ieri mattina da parte di un consulente della Procura, che non ha potuto far altro che constatare la situazione di rischio per la circolazione. Troppi rischi, troppe criticità, non bastano transenne e cordoli, perché il pericolo è a macchia di leopardo. Ed è così che verso ora di pranzo, la Galleria viene completamente inibita alle auto, in sintonia con i tecnici del Comune di Napoli che non possono non adeguarsi alle conclusioni del perito dell’ufficio inquirente. In campo da ieri mattina (in un monitoraggio che andava avanti comunque da giorni), il pool reati contro la pubblica incolumità guidato dal procuratore aggiunto Simona Di Monte, a stretto contatto con il procuratore Gianni Melillo. Al momento si batte un’ipotesi contravvenzionale di crollo, non si esclude che si possa poi ipotizzare l’accusa di crollo colposo (o di disastro) in un fascicolo che attende comunque le informative di pg a proposito delle criticità che hanno determinato una scelta tanto drastica. 
 

Un sequestro preventivo, dunque, per evitare che si arrivi a ulteriori e più gravi conseguenze, anche alla luce di un inizio settimana che si preannuncia particolarmente intenso sotto il profilo della circolazione (causa allerta meteo). Ma al di là delle criticità attuali, è possibile che l’attenzione della Procura investa anche il recente passato, scandito - come puntualmente ricordato in un articolo pubblicato venerdì dal Mattino - da allarmi inascoltati, progetti di recupero rimasti al palo, milioni mai spesi per interventi di restauro virtuali.

Verifiche su delibere e bilanci che potrebbero a questo punto interessare anche il pool reati contro la pubblica amministrazione, in uno scenario che verrà definito nei prossimi giorni da parte dei vertici della Procura.
 

 

Ma torniamo alla questione sicurezza, o meglio, alla mancata messa in sicurezza della galleria della Vittoria. Pochi anni fa, alcune associazioni civiche presentarono un esposto (curato dall’avvocato Gennaro De Falco) per segnalare i rischi per la salute dei cittadini nel percorrere quel tratto di strada. In campo Cittadinanza attiva, Napoli puntoeacapo, Assoutenti, Chiaia per Napoli, Telefono blu, Cambiamo, Centro commerciale Mergellina, Comitato civico Posillipo, che misero in risalto i rischi per i cittadini: assenza di estintori, aria irrespirabile, mancanza di un tabellone luminoso in grado di indicare un percorso alternativo in caso di smog eccessivo in Galleria. Un esposto che venne archiviato - anche se l’autorità giudiziaria definì «lodevole» l’iniziativa animata da senso civico -, che ora torna di particolare attualità, di fronte al sequestro dell’intera struttura firmata ieri dalla Procura di Napoli. Un’inchiesta alle battute iniziali, si lavora a ritroso, passando dai sigilli messi ieri a ora di pranzo, ai lavori fantasma, i soldi mai spesi, i progetti non cantierati e gli esposti rimasti lettera morta. 
 

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