Napoli, a fuoco una colonia di gatti: ​micetti arsi vivi. «Paura del Covid»

Lunedì 21 Settembre 2020 di Giuseppe Crimaldi

Orrore all’Arenella. Qualcuno, dopo essersi armato di una tanica di benzina, ha appiccato il fuoco ad una colonia felina, uccidendo parte dei gatti che venivano accuditi da alcuni volontari animalisti. Un gesto terribile che induce, ancora una volta, a porsi la domanda su chi siano veramente - di fronte a tanta efferata violenza - le “bestie”. Cerchiamo di ricostruire la sequenza dei fatti. È sabato mattina quando in via Jannelli qualcuno si accorge che da un fondo rustico non lontano dal Parco Vanna si sta levando una colonna di fumo. È in corso un incendio, e stanno andando a fuoco arbusti e sterpaglie di un’area verde delimitata da un muretto di tufo. Chi conosce bene quella zona sa che lì trovano rifugio diversi gatti randagi, accuditi da alcuni volontari che - di fatto - hanno creato una colonia felina sistemando anche un piccolo rifugio per proteggere gli animali dalla pioggia e dal sole.

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Diramato l’allarme, si mobilitano gli animalisti. Tra i primi a giungere sul posto è anche la consigliera municipale del Vomero-Arenella Cinzia Del Giudice. Poco dopo arriva anche la Garante degli animali per il Comune di Napoli Stella Cervasio. Ma ormai il fuoco ha devastato l’intera area, rischiando peraltro di determinare danni maggiori a tutta una più vasta area verde. Resta solo l’odore acre del combustibile utilizzato per alimentare il rogo. 

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È la stessa Del Giudice - da sempre impegnata sul fronte animalista - a denunciare il ritrovamento di almeno tre gattini arsi vivi e la scomparsa del resto della colonia. Sulla natura dolosa del gesto pare non vi siano dubbi. «Mi rivolgo a chi ha dato fuoco alla colonia di gatti a via Jannelli - scriverà poi la stessa Del Giudice sulla sua pagina Facebook, postando anche le foto della devastazione - A parte che è un atto di atrocità ingiustificata, chi ha fatto tutto ciò non può essere definito una persona normale, ed è giusto che sappia di essere stato l’autore di un reato. Sporgerò denuncia contro ignoti, ma chi si permette di fare queste cose sappia che ormai è sotto controllo». Subito dopo un appello rivolto a chi può aver visto o essere comunque a conoscenza di elementi utili a rintracciare il piromane che odia i gatti: «Chiedo aiuto a tutti gli amici del Rione Alto di denunciare questi fatti atroci perché chi si permette di fare queste schifezze venga individuato». Sono così scattate le denunce. E adesso si cercherà di dare un nome e un volto all’autore di un gesto tanto malvagio. 
 

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Chiede che venga fatta luce sull’accaduto anche la Garante degli animali del Comune. «Mi pare opportuno - dichiara Stella Cervasio - premettere che l’uccisione di animali è un reato inserito nel codice penale, e chi lo commette rischia una condanna fino a due anni di reclusione. Detto questo, sul caso di via Jannelli va fatta piena luce. Restano da chiarire ancora alcuni punti, apparsi dal primo momento confusi. Quando sono andata sul posto, l’altra mattina, mi hanno detto che i gattini morti erano stati già seppelliti, ma forse la cosa più opportuna che andava fatta era chiamare l’Asl». «Da qualche tempo - conclude Cervasio - registriamo episodi di un fenomeno che riporta a maltrattamenti e allontanamenti di gatti da parte di chi, senza alcuna ragione, ritiene che i felini possano essere portatori del Covid. Niente di più falso, non è affatto così».
 

Ultimo aggiornamento: 09:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA