Napoli, il Grenoble ai tempi del Covid: lezioni al via, raddoppiate le classi

Venerdì 4 Settembre 2020 di Maria Chiara Aulisio

Protocollo severo e una serie di norme da rispettare insieme con un'autocertificazione che i genitori degli oltre duecento alunni del Grenoble, la scuola francese a Napoli, hanno dovuto firmare per ottenere l'autorizzazione a varcare la soglia dell'istituto di via Crispi. Un'autocertificazione con la quale le mamme e i papà dichiarano - sotto la propria responsabilità - di non essere sottoposti al regime della quarantena, o dell'isolamento fiduciario, né di essere rientrati da meno di 14 giorni da Paesi esteri considerati a rischio. Sono già al terzo giorno di scuola gli alunni del Grenoble, nel rispetto del calendario francese che prevede la fine dell'anno scolastico i primi di luglio e l'inizio del nuovo esattamente due mesi dopo. «D'altronde - spiega Nathalie Mary Beniès, al vertice dell'istituto - nelle scorse settimane avevo inviato una mail alla direttrice scolastica regionale per comunicarle la mia intenzione di dare il via alle lezioni il 2 settembre e, naturalmente, per sapere se aveva qualcosa in contrario. La Franzese non mi ha risposto: ho ritenuto che non ci fossero problemi e, dunque, ho aperto la scuola».

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LE PRESENZE
Tutti in classe: su 240 alunni solo una decina di iscritti risulta assente ma - come spiega sempre la direttrice - si tratta di bambini rientrati da vacanze trascorse in località per le quali è prevista la quarantena. Se tutto andrà per il verso giusto nel giro di un paio di settimane all'appello dovrebbero rispondere anche loro. Ma veniamo al protocollo stabilito da Nathalie Mary Beniès per la ripresa in sicurezza dell'anno scolastico, a cominciare dalla temperatura che viene misurata, all'ingresso, a ogni studente. E all'uscita - quando i genitori sono autorizzati a entrare per portar via i propri figli - il termoscanner sarà utilizzato anche per loro. È fin troppo chiaro che vige l'obbligo di rimanere a casa - alunni, docenti e assistenti - in presenza di una temperatura che superi i 37 gradi o di altri sintomi influenzali.

GLI SPAZI
La direttrice non ha dubbi e garantisce il rispetto del distanziamento sociale tra gli scolari, e tra questi ultimi e i docenti. Un metro tra un allievo e l'altro, due con i maestri. Le classi sono state formate in base ai metri quadrati delle singole aule con un inevitabile incremento del corpo docente: «Abbiamo dovuto assumere nuovi professori in seguito allo sdoppiamento di alcune classi troppo numerose in tempi di Covid - aggiunge la direttrice - lo stesso vale per gli addetti alle pulizie. La scuola viene sanificata due volte al giorno come prevede il nostro cronoprogramma: i banchi li puliamo prima e dopo il pranzo, non saremmo mai riusciti a fare tutto questo con lo stesso personale di prima». A proposito di banchi. Tutti singoli, nel senso che anche quando sono doppi vengono utilizzati da un solo studente: nella sedia accanto l'insegnante chiede che l'alunno poggi la cartella. Salta la ricreazione. O meglio: l'intervallo si fa, ci mancherebbe, ma ognuno per conto suo, niente assembramenti e zero socializzazione tra scolari. In giardino si va a turno, prima un gruppo, poi l'altro.

LE MASCHERINE
Il Grenoble segue le indicazioni del ministero della Salute e chiede che le mascherine vengano indossate quando si entra a scuola, sulle scale, nei corridoi, durante l'intervallo, per andare al bagno e da fermi in tutte le occasioni in cui il distanziamento di un metro non è possibile. Obbligo di mascherina anche per i genitori che - alla fine delle lezioni - fanno il loro ingresso nella sede di via Crispi per portare a casa i figli. Dalle mascherine al pasto che il Grenoble continua a servire a mezzogiorno benché le cucine siano state chiuse. Il pranzo arriva già pronto, sigillato in vaschette di alluminio con posate e bicchieri usa e getta: «Una parte mangia in classe, un'altra nel refettorio - conclude la direttrice - la nostra organizzazione prevede che gli alunni non debbano mai incontrarsi». Piuttosto soddisfatti i genitori che - dopo qualche iniziale preoccupazione soprattutto rispetto al servizio di refezione - hanno scelto di mandare i propri figli a scuola sperando in un parziale ritorno alla vita normale.

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