Napoli, il parco dedicato a Kobe Bryant subito inagibile e invaso dai rifiuti

Lunedì 27 Luglio 2020 di Antonio Folle

Quando lo scorso mese di febbraio, poco prima del lockdown causato dal Coronavirus, il parco di via dell'Erba fu inaugurato per l'ennesima volta e intitolato alla memoria di Kobe Bryant, stella dell'Nba tragicamente deceduto in un incidente d'elicottero, in molti pensavano che la lunga diatriba per la riapertura definitiva del parchetto fosse arrivata finalmente a conclusione. E invece le cose non sono andate esattamente così. Dopo l'inaugurazione in pompa magna - con tanto di murales di Jorit e visita della nazionale italiana di basket - i cancelli del parco sono stati nuovamente chiusi a causa dell'ormai "storica" inagibilità degli spazi. Ma andiamo con ordine.

LEGGI ANCHE Degrado e caos cantieri: Vomero senza più parchi

La lunga - brutta - storia del parco nato a due passi dalla fermata Montedonzelli della Linea 1 comincia nel 2018 quando, a causa di alcune denunce che segnalavano la presenza di montagne di rifiuti e di orde di tossicodipendenti, il parco viene dichiarato inagibile e chiuso al pubblico. Dopo anni di polemiche il parchetto con annesso campo da basket è stato riaperto nel febbraio 2020 per una sola giornata, proprio in occasione delle celebrazioni alla memoria del grande atleta statunitense scomparso anche se, come rivelano i residenti del quartiere, i tanti giovani del circondario non hanno di certo aspettato i tempi biblici del Comune della V Municipalità. Ogni pomeriggio, come testimoniano i rifiuti che si stanno nuovamente accumulando all'interno del parco, gruppi di ragazzi scavalcano le recinzioni e si riappropriano degli spazi giocando a basket sotto gli "occhi" dell'imponente murales che raffigura Kobe Bryant

«Questo spazio - spiega Alberto Patruno, ex presidente della Circoscrizione Arenella - è stato preservato in buone condizioni fino a quando l'apertura, la chiusura, la vigilanza e la piccola manutenzione sono state appannaggio della Metropolitana. Con il passaggio al Comune ed alla Municipalità, senza programmazione, senza fondi e senza una visione d'insieme si è trasformato in quello che vediamo oggi. L'ultimo sussulto di vita - commenta Patruno - in occasione della passerella per Kobe Bryant. Da allora il parco è morto di nuovo nel silenzio generale. La proposta che, come cittadini, facciamo all'amministrazione comunale ed alla Municipalità è di affidare a titolo gratuito il piccolo chiosco che giace abbandonato come il resto della struttura e di chiedere, in cambio, ai gestori di occuparsi della manutenzione ordinaria, dell'apertura e della chiusura al pubblico».
 

 

Una vicenda, quella del parchetto di via dell'Erba, che fa gridare allo scandalo per modi e tempi. Se è vero che il duro periodo di lockdown ha praticamente paralizzato tutte le attività e ritardato i lavori istituzionali - per recuperare il parco è necessario pubblicare un bando di sponsorizzazione -, è altrettanto vero che il tira e molla sulla inagibilità del parco si trascina da diversi e decisamente troppi anni. All'epoca dell'ultima apertura - quella che si sarebbe poi rivelata essere l'ennesima passerella pseudo-elettorale alla presenza dell'italbasket e tra le speranze tradite dei cittadini - si parlava di un eventuale affidamento al comitato di via dell'Erba e ad alcune associazioni territoriali, oggi di quel progetto non si sa più nulla. 

Oggi, a distanza di cinque mesi dall'ultima apertura-fake, le recinzioni divelte e le burrascose partite di basket organizzate clandestinamente dai giovani del quartiere sono probabilmente il simbolo più evidente di una città che vuole riappropriarsi dei suoi spazi a dispetto di tutto e di tutti. Anche di chi aveva promesso la conclusione della grottesca vicenda del parco vomerese e della sua - vera o presunta - inagibilità. 

Ultimo aggiornamento: 19:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA