Accade a Napoli. Vuoi un lavoro?: «No, grazie, ad agosto sono in vacanza»

di Paolo Barbuto

«Offro dieci posti di lavoro nel centro di Napoli ma non riesco a trovare personale: i giovani vengono, storcono il naso e dicono che loro ad agosto hanno già prenotato le vacanze, mica possono iniziare a lavorare. Questo è uno scandalo», la voce all’altro capo del telefono non è alterata, eppure la storia sembra lontanissima dalla realtà: parliamone da vicino. Dove ci vediamo? Appuntamento a piazza Municipio, bar Chicco d’Oro di fianco al Mercadante, con il Maschio Angioino che sembra seduto al tavolino di fianco al tuo.







Giovanni De Vivo è il giovanissimo titolare (24 anni) del lussuoso locale, orfano di entrambi i genitori condivide con la sorella Valentina la gestione dell’eredità di papà Ferdinando e mamma Giovanna: loro hanno lavorato duro per costruire il marchio di abbigliamento Exact e realizzare una decina di negozi, oggi i figli con orgoglio cercano di non perdere la strada del successo. L’ultima eredità è il bar di piazza Municipio. Buongiorno Giovanni. Si rende conto che la storia dei posti di lavoro rifiutati sembra irreale?



«Se non fosse stata una storia irreale non avrei chiesto, con forza, che venisse raccontata», parte come un treno il giovane imprenditore. «Dunque, in questo locale ci sarebbe bisogno di altro personale. Almeno dieci figure professionali per i vari tipi di attività, dalla gelateria alla pasticceria alla cucina perché qui facciamo tutto in casa abbiamo anche forni e cucine per la preparazione di dolci e cibo. Pensavamo che qui fuori ci sarebbe stata una fila di persone pronte a lavorare invece, per adesso, sono arrivati solo giovani che non avevano nessuna voglia di sacrificarsi e se la sono filata».



La storia continua a sembrare paradossale. Non è possibile pensare che al giorno d’oggi c’è ancora qualcuno che può permettersi di rifiutare un lavoro. Giovanni De Vivo spiega che la ricerca di personale è iniziata con una inserzione su un sito specializzato: sono arrivate più di cento adesioni e la prima scrematura, basata sui curriculum, ha portato i candidati a quaranta. La maggior parte di questi ultimi non s’è nemmeno presentata al colloquio, gli altri sono andati via senza più dare notizia.



Ovviamente sorge un dubbio che si materializza sotto forma di parole dirette: evidentemente proponete un lavoro assurdo e un guadagno irrisorio, ecco perché la gente scappa. Giovanni non se la prende e, anzi, sorride: «No, no, qui facciamo tutto in regola. Contratto nazionale di lavoro, due mesi a tempo determinato, in prova; poi quasi tutti passano a tempo indeterminato. All’inizio si guadagna il minimo contrattuale, intorno agli 800 euro. I nostri turni non superano le nove ore. E le ore in più, quando ce ne sono, vengono retribuite come straordinario.



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Venerdì 31 Luglio 2015, 08:51 - Ultimo aggiornamento: 31-07-2015 11:12



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5 di 55 commenti presenti
2015-08-03 21:07:50
Ho dato un'occhiata al contratto collettivo di lavoro per i baristi. Lo stipendio di "entrata" per un aiuto barista di VI livello (la qualifica più bassa) è di 810 Euro per il primo anno, che poi aumentano progressivamente con l'anzianità, fino a circa 1000 alla fine dell'apprendistato (dopo 4 anni) e la qualifica, fino a 1500 per il "primo livello". L'orario di lavoro è di 40 h settimanali distribuite su 5 giorni e mezzo. Quindi, se di sfruttamento si tratta, è il contratto che lo stabilisce non l'imprenditore "cattivo". Del resto si tratta di un lavoro per il quale non è necessaria alcuna formazione e che, da contratto, progredisce con l'esperienza maturata sul campo. Una paga del genere può essere percepita come "da fame" se questo lavoro (per mancanza d'altro) viene esaminato da persone che hanno titoli e curriculum "qualificati" e che si rivolgono anche a mansioni umili. Quindi il problema secondo me non è il "neolaureato" che rifiuta: è comprensibile che uno cerchi di meglio e, soprattutto, ambisca a lavorare nel settore nel quale si è preparato! Il problema è se a rifiutare è nullafacente squattrinato e senza formazione che dovrebbe "sognarseli" quei soldi e che invece preferisce altri modi per sbarcare il lunario, non necessariamente onesti. Ma questi soggetti non lo cercano proprio il lavoro. O sbaglio?
2015-08-03 17:13:40
ed il sacrificio degli imprenditori a pagare dignitosamente dove sta? Ed il sacrificio degli stessi a trattare la forza lavoro come esseri umani dove sta? Il lavoro non deve essere sacrificio, avere dipendenti sorridenti, felici e sereni è la chiave del buon commercio. Il lavoro nobilita non deprime. Nessun sacrificio ma gioia! Gioa di lavorare e soddisfazione economica! Vacci tu a lavorare 9/11 ore per 6/7 giorni alla settimana per 800 miseri (e ridicoli) euro!!
2015-08-03 17:05:07
Mi sembra che cerchino persone gia formate. Chiedono un CV fanno selezione... Di sicuro non cercano persone da formare. La mia professionalità non la svendo a 800 euro al mese per 9 ore (che poi sono sempre 10/11) per fartene guadagnare a te 80.000. Per le formazioni (le ossa) esistono gli stage. Benvenuta in Europa Loretta!
2015-08-03 16:57:31
Ci sono ci sono ed hanno anche risposto!
2015-08-03 16:56:24
Approfondisci prima di dire la tua, forse farai piu bella figura.

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