Napoli, lo scandalo ospedali: mancano lenzuola e mascherine

Venerdì 18 Ottobre 2019 di Melina Chiapparino
Ospedali senza lenzuola, infermieri senza divise e reparti oncologici dove mancano persino rotoli di carta e mascherine. L’emergenza riguarda la maggior parte dei presidi ospedalieri napoletani e ha messo letteralmente in ginocchio l’assistenza fornita dai sanitari, costretti ad arrangiarsi con soluzioni di fortuna. C’è chi si porta il camice da casa, chi si lava la propria divisa e, spesso, la carenza di biancheria, viene sostituita con carta monouso, teli di fatto sintetici o, nei casi più fortunati, con lenzuola sterili prese in prestito dalle sale operatorie. Se da una parte i sanitari cercano di tamponare l’assenza di forniture, adattandosi ai rimedi “fai da te”, dall’altra, i reparti e i pronto soccorso sono ormai diventati una specie di ospedale da campo. Gli ammalati si ritrovano su lettini ricoperti con un velo di carta che si stracciano, non assorbono e non mantengono il calore come il cotone.
 
Lenzuola, biancheria e divise mancano perché il servizio di lavanderia che fornisce molti degli ospedali in città, è stato parzialmente interrotto. Lo stop “forzato” dei lavaggi e delle riforniture, è il riflesso di una problematica complessa che riguarda la ditta American Laundry, assegnataria del servizio di lavanderia per conto dell’azienda sanitaria partenopea e del Cardarelli, oramai in scadenza di contratto. La ditta è stata colpita da un’interdittiva antimafia che ha reso improponibile la proroga del contratto comportando una nuova assegnazione all’Hospital Service e creando il malcontento tra gli oltre 200 lavoratori, preoccupati di perdere il posto di lavoro. In questa fase di passaggio, la nuova ditta non è subentrata ancora definitivamente nella maggior parte dei presidi in città e, mentre i lavoratori dell’American Laundry protestano per scongiurare qualsiasi ipotesi di licenziamento collettivo o di mancata tutela della totalità dei posti, «ma ci rimettono i pazienti» come sottolineato da Giuseppe Alviti, garante dei diritti degli ammalati per la Federazione Nazionale Lavoratori.

Ieri mattina, nel reparto di Medicina d’Urgenza dell’Ospedale del Mare, mancavano lenzuola, pannoloni e carta. Stessa situazione nel pronto soccorso del presidio, inaugurato poco più di un anno fa. Ancora più drammatica, l’assenza della biancheria nel reparto di Oncologia dove gli ammalati in trattamento di day hospital sono stati costretti ad eseguire le terapie su teli di plastica. «È scandaloso che pazienti a rischio di infezione che dovrebbero essere trattati con la massima attenzione e con biancheria sterile, si debbano ritrovare ad arrangiarsi con soluzioni insufficienti per le loro patologie» ha dichiarato Giuseppe Cangiamila, un 78enne napoletano in cura presso il reparto che ha invocato «soluzioni d’emergenza con biancheria in cotone sterile almeno per gli ammalati più gravi o con patologie che necessitano di particolare attenzione per l’aspetto igienico – sanitario». Eppure, proprio l’Ospedale del Mare era stato al centro di numerose richieste da parte del comparto sindacale Cgil dell’Asl Napoli 1 che aveva evidenziato «le gravissime ripercussioni sanitarie». «Sono mesi che le degenze non ricevono lenzuola e teli a sufficienza- scrive la Cgil - a danno della loro dignità e della sicurezza igienico sanitaria».

Gli ospedali che stanno soffrendo più degli altri la carenza di lenzuola e di biancheria sono il Cardarelli ed il San Giovanni Bosco, seguiti dal Loreto Mare e Vecchio Pellegrini e, infine solo marginalmente l’ospedale San Paolo. In particolare, nella cittadella ospedaliera dell’area collinare, i reparti più problematici sono Medicina d’Urgenza, Chirurgia d’Urgenza, l’Osservazione Breve e il pronto soccorso dove anche ieri mattina, gli ammalati attendevano su barelle ricoperte dai teli di plastica, mentre sulle barelle del San Giovanni Bosco c’erano le lenzuola delle sale operatorie. Eppure, «la distribuzione di materiale monouso doveva essere una soluzione di emergenza da usare solo in via transitoria» hanno scritto dal Coordinamento Cobas Cardarelli in un documento inviato anche alla Corte dei Conti che invoca una soluzione urgente per sostituire la distribuzione del materiale chiamato “tessuto non tessuto” che per il sindacato non sarebbe affatto adatto all’assistenza sanitaria. Il manager dell’Asl Napoli, Ciro Verdoliva, chiarisce: «Le enormi difficoltà avrebbero potuto causare problemi ben più gravi, grazie al commissario prefettizio che sta gestendo la situazione in modo brillante con professionalità e competenza non comuni».
 Ultimo aggiornamento: 19 Ottobre, 08:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA