Napoli, liceo Vittorio Emanuele occupato: «Stremati da due anni di pandemia»

Napoli, liceo Vittorio Emanuele occupato: «Stremati da due anni di pandemia»
di Alessio Liberini
Martedì 1 Febbraio 2022, 16:27 - Ultimo agg. 2 Febbraio, 15:45
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«La lotta non finisce oggi» si erano detti solo lo scorso venerdì (28 gennaio), al termine del corteo per ricordare Lorenzo Parelli - lo studente di Udine morto a soli 18 anni durante il suo ultimo giorno di alternanza scuola lavoro - e così, dopo solo qualche giorno, gli studenti del Vittorio Emanuele II dalle parole sono passati ai fatti.

Quando, nel pomeriggio di ieri (31 gennaio), alcuni giovanissimi hanno occupato l’istituto di via San Sebastiano - il liceo più antico della città - prendendo possesso di alcuni piani dell’edificio De Sanctis. Quest’ultimi, contrari alla didattica a distanza che definiscono «un mezzo che non è alternativo alla scuola» chiedono, a gran voce, «l’abolizione dell’alternanza scuola-lavoro» e più in generale di «essere semplicemente ascoltati dopo tante manifestazioni di protesta», messe in atto in questi ultimi anni. Dove denunciavano le criticità, già presenti nel mondo della scuola, da ben prima dello scoppio della pandemia, la stessa che oggi li ha messi letteralmente alle corde. 

«L’occupazione del Vittorio Emanuele II - racconta Nina, studentessa dell’istituto - non è l’occupazione di questo Liceo, ma della scuola con la “S” maiuscola». «Siamo ragazzi – chiarisce amareggiata la giovane - distrutti dopo due anni di pandemia. Avevamo grandi speranze nella scuola ma purtroppo sono state deluse».

La mattina seguente, nel cortile scolastico, si scorgono così volti e voci di studenti e professori che ora cercano di capire come procedere. Mentre, in contemporanea, circa un centinaio di studenti sono alle prese con «corsi alternativi» autogestiti che svolgono nell’ala occupata dell’edificio. Sullo sfondo resta, tuttavia, il dolore, ancora ben presente, per la morte di Lorenzo: «Mi spezza il cuore pensare che oggi non c’è più» dice sottovoce una studentessa mentre chiacchiera con le compagne. Nel frattempo prosegue il via vai dei rappresentati d’istituto che dal lato occupato giungono verso lo stabile che ospita gli uffici scolastici per interloquire con il dirigente, la professoressa Rosa Baffa. Al momento, infatti, da come affermano anche gli studenti stessi solo «un quinto» della popolazione scolastica ha preso parte alla «protesta». Intanto il cortile accoglie anche qualche genitore preoccupato: «Bisogna garantire il diritto allo studio, specialmente per prime e seconde» gli rispondono in coro alcune docenti. Chiarendo, alla mamma di una studentessa, che c’è sempre una parte d’istituto dove si possono svolgere le lezioni, nonostante l’occupazione messa in atto dagli studenti più grandi. Un evento che, almeno negli ultimi sette anni, «qui non si era mai registrato»

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«È successo improvvisamente – racconta la preside, Rosa Baffa, a margine di un consiglio d’istituto tenuto stamane proprio per mettere al corrente dell’accaduto i genitori - Ieri pomeriggio mi hanno telefonato informandomi che i ragazzi avevano occupato la scuola ma non c’era stato nessun preavviso né nulla che facesse presagire una cosa del genere». Così si è recata repentinamente sul luogo per parlare con i rappresentanti d’istituto «che sono stati estremamente educati nell’espormi le loro motivazioni».

«A questo punto, ovviamente – precisa la dirigente scolastica - ho dovuto informare le forze dell’ordine perché si tratta di un’occupazione di un edificio pubblico che chiaramente ha fatto scaturire un’interruzione di pubblico servizio. Ieri è venuta la Digos ed ha parlato anche con i ragazzi». Mentre, al momento, «mi trovo in una grossa difficoltà e quindi dovrò procedere ad una denuncia perché si tratta di due reati. Ma c’è anche il problema che all’interno dell’edificio ci sono ragazzi minorenni». Pertanto, chiarisce Baffa, «adesso andrò in Questura a fare denuncia. I ragazzi però pare siano intenzionati a sgomberare in tempi brevi. Speriamo che già da dopodomani possano riprendere tranquillamente le lezioni». 

«Il movimento degli studenti – racconta il rappresentante d'istituto, Piero Morelli, spiegando le rimostranze studentesche – si sta muovendo in un’ottica abbastanza forte. Quest’occupazione serve, infatti, a far capire quali sono le nostre lamentele. Per far comprendere che quello che stiamo provando è un momento di forte disagio».

«Siamo contrarissimi alla Dad – sottolinea Piero – Pensiamo che non sia un mezzo alternativo alla scuola. Abbiamo espresso diverse motivazioni tra cui l’abolizione dell’alternanza scuola-lavoro, che non riteniamo in nessun modo corretta e giusta».

«Sfortunatamente – chiarisce, invece, Nina – i problemi sono sempre gli stessi. La pandemia non ha fatto altro che acuirli. Alla base resta il problema dell’edilizia: la scuola non dà profitto e quindi è sempre trattata come l’ultima ruota del carro. Il nostro è difatti un urlo quasi disperato però continuiamo ad avere speranza e non c’è rassegnazione. Speriamo che da questa occupazione passi un messaggio importante».

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