Napoli, marcia anticamorra dai Tribunali a Forcella: «Non lasciamo soli Gino e Mario»

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di Oscar De Simone

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È stata una vera marcia della legalità quella che è partita dalla pizzeria di Gino Sorbillo in via Tribunali e che ha raggiunto Forcella, per chiudersi davanti alla pizzeria di Mario Granieri. Una cinquantina di cittadini e di rappresentanti delle istituzioni locali ha voluto essere presenti per manifestare la propria vicinanza ai commercianti vessati dalla criminalità.
 
 

La manifestazione è iniziata con un flashmob davanti alla pizzeria di Sorbillo durante il quale alcuni ragazzi hanno recitato poesie di Eduardo De Filippo e intonato “Napul'è” di Pino Daniele. Poi tutti in marcia verso la pizzeria di Granieri.
 

«Non ci arrendiamo - commentano i due pizzaioli - perché viviamo in questa città e siamo figli di questi quartieri. Non sappiamo chi sia stato a mettere le bombe per cercare di intimidirci, ma possiamo dirgli che non ci è riuscito. Questi episodi ci danno ancora più forza e ci spronano ad andare avanti. Abbiamo avuto centinaia di attestati di solidarietà e crediamo che la parte migliore di Napoli sia con noi. Continueremo a fare il nostro lavoro senza abbassare la testa».
Sabato 19 Gennaio 2019, 15:24 - Ultimo aggiornamento: 20 Gennaio, 10:01
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5 di 10 commenti presenti
2019-01-19 20:42:15
Scusate ma di pancia vedo solo tanta, ma tantissima pubblicità per Sorbillo. Poi non capisco la necessità di vestirsi in maschera all’incontro ConSalvini. Vedo la solita messainscena
2019-01-19 20:38:46
Sposo in toto la tesi(verità) di jujunapulitan. Presto vedrete che aprirà nuovi punti vendita a spaccanapoli
2019-01-19 19:45:50
la camorra?......la camorra una mazza!!!! (ricordatevi di questo post)
2019-01-19 19:39:43
continuate a credere alla befana e a babbo natale(pupa-ruoli)...........la pubblicita' e' l'anima del commercio; viva napoli sempre
2019-01-19 18:01:59
#vaslemmancommanucardinale: la nota della Segreteria del sindaco è corretta, le vittime sono solo i cittadini, testimoni questa volta solo parzialmente consapevoli di una débâcle annunciata ma temporizzata da promesse non attuabili, è il sovranismo in causa adesso, questo o quel ministro esprimono - male - uno smarrimento della cittadinanza pronta a dar fiducia all’ultimo che ha parlato: chi dà ascolto al popolo dà ascolto al vento (Platone) perché è volubile il popolo, è versatile, e c’è il revanscismo, anche, la Lega vuole sviluppare il nord promettendo meno tasse e un riscatto dalla Svizzera che definisce i rat (topi) il suo elettorato di lavoratori autonomi che viene a mangiare in Ticino il buon formaggio svizzero senza spendere nel paese ospitante e senza pagare tasse nel suo, trattati da questi proprio come loro trattano i meridionali, e la manifestazione ha un che di trascendente, e simbolico, predestinato, antico, aulico: il bianco della pasta, della farina, il legno della Pala, e l’Artigiano, provato nei tratti, la foto con la faccia nera del Calciatore del Senegal: due terre antiche, l’Ecce homo ne ha calcato il suolo per noi e il contrasto, Pulcinella, il vestito bianco, la faccia nera, la maschera antica della città che tanto ha visto e saputo ma senza mai dire e poi l’apertura, ancora, con la marinara, la birra, la pasta cresciuta, domani è un altro giorno

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