​Ponticelli, migliaia in strada
in memoria delle vittime innocenti

Lunedì 11 Novembre 2019 di Alessandro Bottone

Trent’anni dalla strage di camorra di Ponticelli. Questa mattina oltre duemilacinquecento studenti delle scuole del quartiere di Napoli Est hanno marciato lungo le strade del centro storico per ricordare le vittime innocenti ammazzate nel tragico episodio avvenuto l’11 novembre 1989: Gaetano De Cicco, Salvatore Benaglia, Domenico Guarracino e Gaetano Di Nocera.
 

La cosiddetta “strage del bar Sayonara”, dopo anni di silenzio, è entrata a far parte della memoria collettiva grazie all’impegno dei giovani, e meno giovani, del presidio Libera Ponticelli e di altre realtà associative del quartiere. All’iniziativa di oggi - voluta dal presidio Libera Ponticelli “Vittime 11 Novembre” insieme al Comune di Napoli, a Libera Campania e alla Fondazione Pol.i.s. - erano presenti anche molti cittadini e diversi rappresentanti delle istituzioni locali. I giovani scesi in strada sono quelli di venti istituti scolastici di Ponticelli che, nei giorni scorsi, hanno svolto dei dibattiti sui temi della memoria e della legalità e hanno avuto modo di conoscere la storia delle vittime innocenti attraverso la testimonianza dei loro familiari, impegnati in prima persona a trasmettere agli scolari l’impegno contro la violenza delle camorre che creano terrore e spargono sangue anche a scapito di persone totalmente estranee alle dinamiche dei clan come accaduto nel lontano 1989. E come successo, a distanza di anni, il 7 giugno 2016, quando la camorra spara in un circolo ricreativo nel “lotto O” di Ponticelli e ferisce a morte Ciro Colonna: aveva appena diciannove anni. A ricordare la sua persona e quella di circa duecento altre vittime innocenti di criminalità organizzata nella sola città di Napoli ci sono i parenti e gli amici.
 

 

Il corteo si è chiuso sul corso Ponticelli in prossimità del luogo in cui avvenne il fatto che diffuse un clima di terrore in tutto il quartiere. A due passi c’è piazzetta Egizio Sandomenico dove nel 2015 è stata posizionata la statua dedicata alle quattro vittime. Sul palco sono intervenuti l’assessore del Comune di Napoli con delega ai giovani, Alessandra Clemente, e il presidente della VI municipalità, Salvatore Boggia. La parola è stata concessa anche ai lavoratori dello stabilimento della Whirlpool di Barra e agli operatori della CAF Italia srl che lavorano a Gianturco: tutti loro stanno vivendo un difficilissimo periodo per la posizione occupazionale e oggi hanno portato la loro testimonianza di lotta per il diritto al lavoro che resta uno dei fattori determinanti contro le mafie e contro lo sviluppo dell’illegalità sul territorio.

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Stamattina sono stati premiati i vincitori del concorso fotografico “Ri-Scatti Umani” - organizzato dalle associazioni TerradiConfine, ArciMovie, SVT, Renato Caccioppoli e Casa del Popolo - ispirato alle esperienze di solidarietà, umanità, accoglienza e pace. Ai partecipanti è stato chiesto di catturare momenti di amicizia e amore e realizzare scatti per evidenziare la ricchezza della diversità e l’importanza dell’inclusione. Al primo vincitore è stata assegnata una macchina fotografica, agli altri quattro un abbonamento al cinema di quartiere. Alla prima edizione hanno partecipato ventidue concorrenti.

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Alla marcia erano presenti diversi consiglieri comunali e municipali, rappresentanti di associazioni della periferia orientale, insegnanti delle numerose scuole e semplici cittadini. A presidiare il corteo c’erano gli uomini della Polizia di Stato e della Polizia Municipale di Napoli oltre agli operatori della protezione civile.

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