Ecco il vigile fascista che ha messo i sigilli in casa Di Maio

Il vigile di Mariglianella Salvatore Sola
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di Valentino Di Giacomo

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«Il vigile in camicia nera». Si chiama Salvatore Sola, maresciallo nel corpo della polizia municipale di Mariglianella, è stato lui, nei giorni scorsi, a mettere i sigilli in casa Di Maio. Il poliziotto, fiero, esibisce alle spalle della sua scrivania un ritratto del Duce: «Quando c'era lui - dice il Maresciallo riferendosi al caso del vicepremier - queste cose non succedevano». Sola tira fuori dall'armadietto un altro ritratto del Duce con cui chiede di essere fotografato, sotto l'effigie di Mussolini una didascalia recita: «Un uomo che fa la storia non la subisce». Al capo del fascismo non andò proprio così e, in realtà, il vigile di Mariglianella non augura la stessa sorte neppure al vicepremier che pure ultimamente è assediato dalla stampa per le varie irregolarità ammesse dal papà e dall'azienda di famiglia.

Al comando di Mariglianella non si parla d'altro che del caso degli abusi edilizi nella masseria Di Maio: se tra gli abitanti c'è fastidio per l'invasione di giornalisti di questi giorni, per altri è l'occasione di prendersi il canonico minuto di celebrità. «I Di Maio - spiegano in caserma in una sorta di conciliabolo - sono una famiglia perbene, hanno fatto solo qualche reato come se ne fanno tanti». 

A due passi dal comando di Mariglianella, ad appena un chilometro, si trova pure la stazione dei vigili urbani di Marigliano. Qui l'aria è più cupa perché un abuso edilizio che lambisce la famiglia Di Maio è stato scoperto dai poliziotti del luogo appena due giorni fa. In via Caliendo sono scattati i sigilli in una palazzina dove Rosalba Di Maio, sorella del vicepremier, era direttrice dei lavori. Ad intervenire sono stati i vigili di Marigliano capitanati da Emiliano Nacar. E' stata scoperta una balconata abusiva e altre irregolarità all'interno di un appartamento. Da quando c'è il comandante Nacar, da ottobre scorso, i controlli sono stati intensificati: 3mila le sanzioni in appena tre mesi rispetto alle 1500 dell'intero anno precedente. Dopo il polverone dei giorni scorsi, il cantiere di Marigliano è stato scoperto grazie ad una segnalazione anonima, non un caso, forse, che la via dove sono stati individuati gli abusi edilizi sia attigua a una strada che porta un nome profetico: «via dello Spione». Gli occhi dei mariglianesi in questi giorni sono tutti puntati sulla famiglia Di Maio. Anche quelli del «vigile in camicia nera» che per difendere i congiunti del vicepremier intona un vecchio motto del Ventennio facendo ben comprendere il clima di invasione in cui si sentono adesso le persone del posto. «Tutte le frontiere - dice il maresciallo Sola - sono sacre: non si discutono, si difendono». E lui difende il vicepremier perché in fondo bisogna «credere, obbedire e combattere».  
 
Venerdì 7 Dicembre 2018, 12:29 - Ultimo aggiornamento: 8 Dicembre, 16:59
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