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Maschio Angioino di Napoli, la vittoria dei custodi: arriva l'interprete, sciopero revocato

Giovedì 7 Luglio 2022 di Valerio Esca
Maschio Angioino di Napoli, la vittoria dei custodi: arriva l'interprete, sciopero revocato

«Sì all’interprete al Maschio Angioino». Dopo il caso, sollevato da Il Mattino, dei dipendenti addetti alla biglietteria di Castel Nuovo che non parlano lingue straniere pronti a riunirsi in assemblea per tre giorni, da oggi fino a sabato (dalle 13 alle 15), con il rischio di negare l’accesso ai turisti, il Comune di Napoli è corso ai ripari. Ieri mattina un incontro tra i dirigenti della Cultura e la Cisl funzione pubblica ha prodotto un duplice risultato: lo sciopero è rientrato e i lavoratori incassano quanto richiesto.

Entro fine mese la biglietteria dovrebbe riuscire a ottenere la figura di un interprete che possa dialogare con i turisti di tutto il mondo. I quattro dipendenti addetti al front office non conoscono l’inglese, ma non nascondono le loro difficoltà. Basti pensare che sono stati loro i promotori della richiesta di personale specializzato: «Abbiamo chiesto all’amministrazione comunale - spiega Agostino Anselmi, coordinatore generale area funzionale Cisl - in occasione della variazione del piano di fabbisogno di assunzioni già approvato e che andrà in giunta in questi giorni, di mettere a concorso dieci posti per istruttori direttivi interpreti per l’area Cultura e nel frattempo di indire un interpello tra i dipendenti comunali di categoria C e D che abbiano il titolo di studio per fare l’interprete». In sostanza, nel nuovo concorsone da mille posti che verrà bandito dal Comune entro fine anno dovrebbe esserci spazio anche per figure specializzate in lingue straniere e che possano essere inserite in luoghi simbolo come Maschio Angioino o Castel dell’Ovo. Gli attuali dipendenti della biglietteria sono operatori di quelle che un tempo erano considerate categorie operaie: profili di tipo A e B. Sono tutti ex lsu (lavoratori socialmente utili) stabilizzati dal Comune nel corso degli anni. Ma alla base delle rivendicazioni ci sono anche temi caldi come carichi di lavoro; ruoli, compiti e funzioni dei dipendenti della biglietteria; riconoscimento economico dell’indennità da agente contabile; assenza di responsabile amministrativo e contabile; rischio privatizzazioni del servizio. Per risolvere seppur momentaneamente la questione interprete dovrebbe partire a stretto giro un interpello interno. «Noi comunque non abbassiamo la guardia - ribadisce Anselmi - Se il Comune non dovesse mantenere gli impegni assunti proclameremo lo sciopero generale di tutta l’area Cultura e non soltanto di Castel Nuovo. Contro ogni manovra di privatizzazione o la creazione di qualsivoglia Fondazione». Durante l’incontro di ieri sul tavolo è finita anche la questione sollevata dai lavoratori e dal presidente di Advunite, associazione delle agenzie di Confindustria, Cesare Foà, rispetto al ruolo delle associazioni che lavorano all’interno di alcuni siti comunali. «Verrà effettuata una verifica - ribadisce la Cisl Fp - perché non si capisce bene a quale titolo queste associazioni lavorino e facciano profitto all’interno di alcuni luoghi di interesse pubblico come il Maschio Angioino». 

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L’associazione “Mi riconosci”, protagonista della battaglia contro la delocalizzazione della biblioteca nazionale, torna a farsi sentire anche sul caso di Castel Nuovo: «Di recente il Comune ha assunto 20 istruttori direttivi culturali (funzionari di categoria D) e solo 3 istruttori culturali (categoria C) ma nessuno di quei lavoratori è stato assegnato alle relazioni con il pubblico. Il piano di fabbisogno recentemente approvato, poi, prevede l’assunzione entro l’anno di altri 41 istruttori direttivi culturali e solo di 10 istruttori culturali. Per fronteggiare le problematiche sollevate dal personale, invece, ci sarebbe bisogno di assumere sia custodi semplici (cosa che risolverebbe il problema delle aperture di tutte le strutture culturali comunali e non solo del castello) sia un numero adeguato di personale di vigilanza di categoria C, in grado di interfacciarsi con il pubblico, anche straniero». «Eppure certe privatizzazioni si sono già insediate nel sistema - tuonano dall’associazione - come denunciano i dipendenti comunali. Se paghi un biglietto ordinario (6 euro), non hai diritto a vedere tutto: ti toccherà pagare un ulteriore ticket di 10 euro ad una delle associazioni private che abbiano prenotato in anticipo per poter accedere ad alcuni spazi (prigioni, terrazza panoramica, spazi della Sala dei Baroni). Una cifra considerevole che va quasi interamente ad un ente privato (il Comune percepisce da queste associazioni solamente 130 euro al giorno)».

Ultimo aggiornamento: 8 Luglio, 08:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA