«Napoli, medico del Pascale lucrava sui malati di cancro»: va agli arresti domiciliari

Giovedì 14 Gennaio 2021

Il NAS Carabinieri di Napoli ed il Commissariato di P.S. di Napoli-Arenella hanno eseguito un'ordinanza cautelare degli arresti domiciliari, e messa dall’Ufficio GIP del Tribunale di Napoli, nei confronti di noto dirigente medico dell’Istituto Nazionale Tumori di Napoli.

Ha cercato di inquinare le prove e per questo il gip di Napoli, al termine di indagini dei carabinieri del Nas e della Polizia di Stato, ha deciso l'aggravamento della misura cautelare (comminata lo scorso 3 novembre) che si è stata trasformata oggi in arresti domiciliari. Si aggrava quindi la posizione di Raffaele Tortoriello che, secondo gli inquirenti della Procura (John Henry Woodcock), del Nas e della Ps, lucrava sui malati di cancro.

Stamattina i carabinieri, insieme con gli agenti del commissariato di Napoli-Arenella hanno eseguito l'ordinanza cautelare emessa in seguito all'aggravamento del quadro probatorio a suo carico. Secondo quanto emerso dalle indagini, il medico, in più occasioni avrebbe tentato di inquinare le prove raccolte a suo carico per episodi di concussione e malasanità. Il primario è accusato di alcuni episodi di concussione ai danni di alcune pazienti affette da neoplasie al seno. Dopo avere prospettato l'urgenza di un intervento chirurgico, le induceva a sottoporsi ad operazioni a pagamento in un'altra struttura sanitaria.

A Tortoriello, lo scorso 17 settembre, venne notificata dagli agenti del commissariato Arenella di Napoli anche una interdizione dalla professione di medico, della durata di 12 mesi, emessa dal gip di Napoli, in relazione a presunti abusi sessuali ai danni di due sue pazienti, anche loro affette da problematiche determinate da neoplasie al seno. Le contestazioni degli inquirenti erano anche aggravate dall'abuso di potere, dalla violazione dei doveri inerenti al pubblico servizio e dall'abuso di prestazioni d'opera. I presunti abusi riconducibili a quelle contestazioni risalgono al giugno 2018 e nel 2019, tra i mesi di agosto e novembre. Le due vittime si erano sottoposte entrambe a una mastoplastica finalizzata a nascondere i danni provocati dalla neoplasia, e per questo motivo si erano rivolte a Tortoriello. 

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