Napoli, il primo giorno di Noemi tra le Lol e i suoi giocattoli: «Finalmente a casa»

Mercoledì 12 Giugno 2019 di Daniela De Crescenzo
«Non so se sono più stanca o più felice, finalmente siamo a casa con Noemi, mia figlia è rinata»: Tania, la mamma della bimba ferita il 3 maggio nella sparatoria di piazza Nazionale, è emozionata più della figlia che, nella sua stanzetta, ha subito cominciato a giocare con i tantissimi doni che le sono arrivati mentre era in ospedale. Mamma e papà le hanno montato il castello delle Lol, le bamboline che un amico di famiglia le aveva fatto avere il giorno stesso in cui era uscita dal coma, e lei, adesso, passa da un gioco all'altro, gli occhi ridenti, il sorriso sulle labbra. Incurante anche del busto che dovrà portare per un mese. «Nei primi due giorni che glielo abbiamo messo ha pianto e si è disperata, ma adesso già non ci fa più caso», racconta la nonna, Immacolata Molino, rimasta anche lei ferita nell'agguato che ha rischiato di costare la vita alla bambina.
 
Ieri i genitori solo a fatica sono riusciti a fare dormire la piccola un po' nel pomeriggio, appena rientrati. Poi Noemi è entrata nella sua stanzetta, troppo eccitata per ricordare i quarantotto giorni passati al Santobono: la cura e l'amore di medici e infermieri non potevano sostituire la gioia della normalità. Un saluto commosso, con il primario della Rianimazione, Massimo Cardone, che dice: «È una bella e dolce bambina, quando stava andato via mi ha detto ciao. Molti colleghi si sono più volte commossi in questo mese di degenza ad ogni traguardo. Ora che è tornata a casa eravamo tutti contenti ed emozionati».

Ora la nuova sfida è il ritorno alla normalità: mamma Tania lo ha detto subito all'avvocato Angelo Pisani che cura gli interessi della famiglia: «Adesso non vogliamo altro che riprendere la nostra vita di sempre». Perciò i genitori stanno difendendo a spada tratta la loro privacy e quella delle proprie figlie. Noemi, infatti, ha una sorellina che in queste settimane è rimasta con l'altra nonna, la mamma del papà. «Tra un paio di giorni tornerà anche lei a casa - racconta Immacolata - per ora mia figlia ha bisogno di riprendere i soliti ritmi». La bimba ha parlato con la sorellina al telefono e l'ha vista in video chiamata, poi, appena varcata la porta della sua abitazione, ha chiamato anche Immacolata e Alessandro il nonno: «Venite, venite subito da me», ha esclamato con la sicurezza dei bambini circondati dall'amore.

Lunedì sera i genitori hanno spiegato alla bimba che stava per lasciare l'ospedale. I nonni le hanno portato i vestiti che la piccola ha poi indossato: una gonna con una fantasia colorata e una maglietta con la scritta Love: quando li ha visti Noemi ha detto: «Mamma allora veramente torniamo a casa nostra...». E così è stato: ieri nella tarda mattinata, quando sono arrivati i risultati degli ultimi esami, Tania, Fabio e la bimba si sono infilati in auto e sono corsi verso casa. «Un paio di giorni fa - racconta il nonno Alessandro - per la prima volta abbiamo fatto affacciare Noemi alla finestra: si guardava intorno incredula, meravigliata, felice. Le sembrava tutto nuovo. In quel momento è rinata veramente». È rinata dopo più di un mese di ospedale, e due settimane in cui ha lottato tra la vita e la morte: il proiettile, un calibro 9 che aveva colpito prima la nonna, è entrato nella sua spalla, ha sfiorato il cuore, ha toccato una vertebra lasciando, però, illeso il midollo spinale, e si è infine conficcato in un polmone. «Mia figlia è un miracolo vivente», ha detto nei giorni scorsi Tania. E ieri la nonna, Immacolata, ha ripetuto: «Non credo io stessa alla felicità che sto provando, Noemi è stata miracolata, tutti noi lo siamo. Io, mio marito, l'altra mia figlia Jessica: il pomeriggio del 3 maggio in piazza Nazionale potevamo morire tutti, si è rischiata la strage. E invece siamo tutti qua a gioire con Noemi».

Appena si sarà nuovamente ambientata in casa, quando avrà riabbracciato la sorellina e le amichette che l'aspettano da tempo, la piccola dovrà avere due incontri importanti: il presidente Sergio Mattarella è arrivato da lei in ospedale quando le sue condizioni erano ancora gravissime e ha promesso ai genitori: «Ci vedremo di nuovo, verrete a trovarmi appena la bimba starà bene». Anche il Papa ha fatto sapere, tramite il cardinale Sepe, di aver seguito la storia di Noemi e di essere pronto a incontrarla. «Adesso dobbiamo organizzarci per andare a trovare il Presidente e il Pontefice, e lo faremo presto», promette nonno Alessandro. Sul muro della casa di via Stadera, dove abitano i nonni, ma dove fino a qualche mese fa viveva anche Noemi, è comparsa una scritta: «Siamo con te».Ultimo aggiornamento: 13 Giugno, 11:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA