Il calcio alla porta dell'auto, i video e il coltello: tutti i punti dell'inchiesta sul'omicidio di Lello

di Leandro Del Gaudio

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Sono diversi i punti da mettere a fuoco nell'inchiesta sulla morte di Raffaele Perinelli, sono i punti di una vicenda che la Procura punta a mettere a fuoco a partire da domani, nel corso della convalida del fermo dinanzi al gip.

IL CALCIO
È uno dei tasselli su cui poggia la difesa di Alfredo Galasso, il 31enne omicida reo confesso, secondo il quale sabato sera la lite fatale sarebbe stata provocata proprio dalla vittima. Lo ha detto a pm e carabinieri, sin dalle prime battute della sua confessione: «Mi ha visto arrivare, io ero in auto e lui in sella allo scooter. È sceso ed è venuto verso di me, mi sembrava che impugnasse qualcosa, e ha sferrato un calcio sulla mia auto». Un punto tutto da verificare, anche alla luce degli accertamenti condotti in queste ore dai carabinieri del comando provinciale di Napoli, che stanno passando al setaccio eventuali immagini ricavate dalle telecamere nella zona di via Janfolla a Miano o possibili testimonianze messe agli atti. E si parte proprio dall'auto guidata dall'assassino: sono state scattate delle foto alla portiera dell'auto, si cerca di capire se effettivamente reca dei segni di eventuali colpi subiti.

I VIDEO
La zona dove è stato consumato il delitto è una delle più battute sotto il profilo investigativo per la presenza di piazze di spaccio per lo più sotto il controllo dei Lo Russo. Quanto basta a immaginare che ci siano video della lite in cui Alfredo Galasso ammazza il ventunenne Raffaele Perinelli. Immagini dirimenti per chiarire il grado di intenzionalità omicidiaria di chi ha sferrato la coltellata al petto del ragazzo.
 

LA TRAIETTORIA
È uno dei punti su cui è logico attendersi un confronto: il fendente è stato sferrato dal basso verso l'alto o viceversa dall'alto verso il basso? Nella prima ipotesi si tratterebbe di un colpo partito nel corso di una colluttazione da parte di chi sta avendo la peggio; nella seconda ipotesi, invece, sarebbe il colpo di chi prevarica, di chi uccide per scatenare la propria volontà di sopraffazione».

L'ARMA
Non è stata trovata. Si tratta di un coltellaccio da cucina, che sarebbe stato riposto all'interno dell'auto da parte di Alfredo Galasso. Per quale motivo? Secondo il racconto del 31enne, per paura, per un'eventuale difesa da assumere in caso di aggressione da parte di Perinelli, dopo una lite consumata in una discoteca di Coroglio. Una versione a cui non credono i parenti della vittima, che parlano di una volontà vendicativa da parte di Galasso, dopo aver avuto la peggio nel corso della lite che ha fatto da prequel al delitto.

I TESTIMONI
Al momento sono assenti, non ci sono versioni agli atti da parte di soggetti che hanno assistito alla doppia lite. Eppure sia in discoteca, sia in via Janfolla, i due litiganti si sono confrontati davanti a decine di persone. Un motivo in più per esplorare video raccolti da telecamere presenti a Miano e identificare eventuali testimoni.
Martedì 9 Ottobre 2018, 11:00 - Ultimo aggiornamento: 09-10-2018 19:42
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