Covid a Napoli, operatori socio sanitari in piazza a Santa Lucia tra rabbia e incertezza

Mercoledì 7 Ottobre 2020 di Oscar De Simone

C'è sempre più bisogno di personale medico in questa nuova fase dell'emergenza covid, ma le graduatorie degli operatori socio sanitari restano bloccate. Una situazione che continua a far infuriare gli idonei al concorso che da un anno, attendono di essere chiamati in servizio. Per questo motivo, operatori ed operatrici “armati” di microfono e striscioni, si sono dati appuntamento questa mattina all'esterno del palazzo regionale a Santa Lucia. Un sit-in di protesta per chiedere ancora una volta, «trasparenza e giustizia sulle graduatorie del concorso».

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«Siamo ancora una volta in piazza – afferma Anna Marziale idonea nella graduatoria Cardarelli – per chiedere il rispetto di un nostro diritto. Vogliamo lavorare e non è giusto continuare a tenerci all'angolo da un anno a questa parte. Abbiamo superato un concorso e mai come in questo periodo è necessaria la nostra presenza e la nostra professionalità. Siamo operatori socio sanitari pronti a dare il nostro supporto in questo momento di emergenza sanitaria. Costituiamo il tramite tra medici e pazienti ed ora la nostra figura è vitale per dare sollievo fisico e psichico ai malati di covid. Crediamo sia inutile e dannoso fare altri concorsi e faremo di tutto per non farli svolgere. Bisogna scorrere la nostra graduatoria ed iniziare a farci lavorare».

Questa la prima istanza che gli operatori continuano a portare all'attenzione delle istituzioni regionali. Un punto fermo su cui non intendono fare marcia indietro e che è alla base della richiesta di annullamento degli altri concorsi.
«Non possiamo permettere – continuano in piazza – che venga generato altro precariato. Questa situazione è paradossale e va fatta chiarezza una volta per tutte. Vogliamo sapere come mai siamo ancora in attesa di una chiamata e perchè si svolgono altri concorsi che tra l'altro, sono contrari ai principi ed alle norme di contenimento dell'epidemia emanate dalla stessa regione. Siamo sconvolti e riteniamo sia arrivato il momento di mettere le carte in tavola, per affrontare seriamente il problema che da un anno a questa parte ci vede tutti coinvolti».

Ultimo aggiornamento: 14:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA