Blitz dei Nas nell'ospedale Cardarelli di Napoli, ecco il dossier: sicurezza e igiene a rischio

Venerdì 6 Maggio 2022 di Melina Chiapparino
Blitz dei Nas nell'ospedale Cardarelli di Napoli, ecco il dossier: sicurezza e igiene a rischio

La barellopoli tra le mura del pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli, ha registrato numeri da record anche ieri mattina. Dopo l’ennesima notte infernale a causa del sovraffollamento, la quota delle presenze a inizio del turno mattutino, ha raggiunto i 170 ammalati. La situazione “esplosiva” del pronto soccorso, è finita nel mirino dei carabinieri del Nas, il Nucleo Antisofisticazione e Sanità dell’Arma che, in meno di 24 ore, hanno realizzato due blitz all’interno dell’ospedale collinare. I sopralluoghi dei militari, coordinati dal tenente colonnello Alessandro Cisternino, sono durati alcune ore, concentrandosi soprattutto nelle aree della palazzina Dea che accoglie il pronto soccorso e i reparti annessi a cominciare dall’Osservazione Breve. 


Il primo sopralluogo del Nas è cominciato intorno alle 15.30 di giovedì quando un gruppo di militari in borghese è entrato nel pronto soccorso del Cardarelli affollato di barelle e ammalati che attendevano da ore controlli e accertamenti diagnostici. Il blitz che non è partito da nessuna segnalazione, né tanto meno da denunce di pazienti, ha seguito piuttosto l’iter di un accertamento approfondito per l’eventuale presenza di criticità legate all’assistenza sanitaria. In pratica, l’azione di monitoraggio dei carabinieri è stata intrapresa come la conseguenza di un momento particolarmente difficile vissuto dall’azienda ospedaliera più grande del sud Italia. Un momento su cui vigilare considerando che la criticità di questa situazione è culminata nel documento sottoscritto da 25 medici del pronto soccorso del Cardarelli che, pochi giorni fa, hanno annunciato le loro dimissioni “di massa”. Il secondo blitz dei militari, è stato eseguito ieri mattina, sempre con il modus operandi di controlli conoscitivi che, durante il corso della giornata, sono stati effettuati anche all’interno del vicino Policlinico Federico II. 

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Le verifiche dei militari del Nas hanno impegnato gli investigatori per ore tra le mura del pronto soccorso e una volta conclusi gli accertamenti nelle varie aree del presidio, i militari hanno incontrato la direzione sanitaria che ha mostrato «la massima collaborazione e disponibilità - come ha fatto sapere il tenente colonello Cisternino -, sia durante la fase dei sopralluoghi che nel fornire dati, incartamenti e documenti. Sotto la lente d’ingrandimento dei blitz, ci sono finite prima di tutto le barelle a cominciare dalla loro disposizione e dalla valutazione di vie di fuga e di possibili impedimenti per gli spostamenti degli ammalati ma anche dei sanitari, costretti a fare la gimkana tra le distese di lettighe distribuite in ogni angolo del pronto soccorso. Altrettanto significativa, è stata l’analisi dei criteri di sicurezza adottati, nonostante la barellopoli, e il rispetto delle norme igienico-sanitarie, considerando sia il sovraffollamento che la presenza di solo 4 bagni per oltre 100 ammalati. 

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Le prime risposte concrete per smaltire l’emergenza del sovraffollamento al Cardarelli, sono arrivate ieri pomeriggio con una serie di trasferimenti di pazienti verso altre strutture ospedaliere (a partire dai pazienti positivi al Covid). Non solo. A incidere in maniera significativa sul ripristino del funzionamento ordinario del pronto soccorso, sono state anche molte dimissioni di ricoverati per i quali sono stati accelerati gli accertamenti diagnostici. In questo modo, la direzione ospedaliera, ha fatto sapere che su 17 pazienti Covid, 10 sono stati trasferiti al Policlinico Federico II mentre i restanti presso l’azienda ospedaliera dei Colli e altri 9 pazienti non Covid sono stati assorbiti da altre strutture ospedaliere. Basti pensare che se fino a ieri mattina il reparto di Osservazione Breve accoglieva circa 100 pazienti, ieri pomeriggio le barelle erano 66. 

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Ultimo aggiornamento: 8 Maggio, 08:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA