Napoli, l'ospedale degli Incurabili smontato pezzo per pezzo: fondi per il restyling bloccati a Roma

Domenica 7 Aprile 2019 di Ettore Mautone
Quale futuro per gli Incurabili dopo lo sgombero? Il destino di ambulatori e degenza dipendono dai tempi delle ristrutturazione e del consolidamento statico, sottosuolo compreso, che investe anche le responsabilità di Arin e Comune di Napoli per i sottoservizi. Dal canto suo il commissario della Asl Ciro Verdoliva assicura che i cantieri partiranno subito attingendo a fondi propri della Asl e ad altre poste del bilancio regionale. Cruciale è lo sblocco dei fondi nazionali (già disponibili) per l'edilizia sanitaria. Alla Campania sono destinati 1,1 miliardi su cui il ministero della Salute ha però tirato il freno per la mancanza delle preventive valutazioni di vulnerabilità antisismica in alcuni progetti. L'invio della prima bozza di proposte con 64 interventi (di cui uno degli Incurabili) risale allo scorso luglio. Il successivo stop dello scorso dicembre ha bloccato tutto. Tentativi di mediazione non mancano: due giorni fa un emissario della Regione è giunto a Roma per sondare l'aria che tira in vista della riunione tecnica dell'11 aprile che guarda anche al Piano di rientro e al Piano ospedaliero che ancora attende il via definitivo dopo l'ok tecnico incassato a fine anno. L'ipotesi a cui si lavora è stralciare i progetti cantierabili.
 
Gli interventi previsti per gli Incurabili ammontano a 17,8 milioni di euro: riguardano adeguamenti impiantistici, funzionali e tecnologici e la realizzazione di un nuovo blocco e un collegamento tra l'edificio storico e il nuovo plesso. Alla luce del dissesto, tuttavia, non è escluso che quel progetto debba essere rivisto. L'area lesionata a rischio riguarda le strutture che ospitano la direzione sanitaria, il Cup e parte del laboratorio di analisi (già interdetti) mentre le ultime crepe investono la Radiologia e il soprastante complesso operatorio. Le degenze, tuttavia, sono in un'area indenne da lesioni. La Chirurgia, ad esempio, è nuova, di recente ristrutturazione ma impossibilitata ad operare. In alternativa ci sarebbero le due sale operatorie della Ginecologia. Un reparto, quest'ultimo, rientrato nell'Università Vanvitelli ma corsie e sale operatorie, nuove di zecca, non sono mai state usate.

Nell'immediato intanto Urologia, Medicina interna, Chirurgia generale e Rianimazione sono stati trasferiti all'Ospedale del mare dove mantengono la loro organizzazione interna e la dotazione di personale. A Napoli est va anche l'ambulatorio di epatologia mentre al Pellegrini sono dirottati gli ambulatori di Fisiatria, Ginecologia e Oculistica. Gli unici servizi che restano nel corpo E, non interessato dal dissesto, sono la Nefrologia e Dialisi (afferenti all'Ateneo Vanvitelli) che seguono 170 trapiantati di rene e 40 nefropatici sottoposti a dialisi peritoneale nonché la Farmacia che eroga specialità per 70 pazienti cronici. © RIPRODUZIONE RISERVATA