Napoli, mano spappolata a 14 anni: aveva raccolto un petardo

Venerdì 31 Dicembre 2021 di Melina Chiapparino
Napoli, mano spappolata a 14 anni: aveva raccolto un petardo

Il countdown per la notte di San Silvestro non è ancora cominciato ma Napoli ha già confermato un triste record. Si tratta del bilancio dei ferimenti da petardo che è iniziato in anticipo con il primo ricovero ospedaliero avvenuto mercoledì, 29 dicembre. La vittima di lesioni importanti ad una mano con perdita di alcune falangi e di metà pollice, è un 14enne di Acerra, trasportato d'urgenza al pronto soccorso di Villa dei Fiori e, successivamente, assistito all'ospedale Vecchio Pellegrini.

Il minore è ora ricoverato nel reparto di Chirurgia della mano, unità operativa d'eccellenza nel presidio della Pignasecca che ogni anno, si riconferma punto di riferimento in Campania per la cura dei traumi da botti esplodenti particolarmente rischiosi quando recuperati da terra. Anche in questo caso, il 14enne di Acerra è stato ferito dall'esplosione di un petardo raccolto in strada che gli è scoppiato in mano, procurandogli l'amputazione di alcune falangi. Al momento dovranno trascorrere alcuni giorni, necessari per ripulire i tessuti danneggiati e sottoporsi alla camera iperbarica, prima di poter procedere all'intervento chirurgico per la ricostruzione delle zone compromesse e l'accertamento delle funzionalità della mano. Di certo, il triste primato del ferimento nel napoletano, è uno dei tanti motivi che da anni alimentano la campagna di sensibilizzazione e prevenzione contro i botti esplodenti del reparto guidato da Angela Penza, primario di Chirurgia della Mano del Vecchio Pellegrini.

Nonostante il pugno di ferro del sindaco Gaetano Manfredi, categorico sul divieto di usare fuochi d'artificio e botti esplodenti, a preoccupare le forze dell'ordine è il nuovo arrivo sul mercato nero del petardo chiamato D10s e ispirato a Maradona perché in grado di sprigionare una potentissima esplosione. Ma, se da una parte, i cattivi esempi continuano a far crescere il commercio illegale, dall'altra aumenta sempre più la sensibilità e da diffusione delle campagne di informazione per dire «no ai botti». Quest'anno, lo spot per promuovere un Capodanno sicuro, è stato realizzato proprio dal Comune di Napoli, su impulso dell'assessorato alla Salute guidato da Vincenzo Santagada con la collaborazione dell'ospedale Vecchio Pellegrini e dell'Asl Napoli 1 Centro. Nel video pubblicato sul sito del comune partenopeo dove dichiarano «no ai botti» Stefano Sacripanti, Patrizio Oliva e Guglielmo Stendardo, testimonial del mondo dello sport e gli attori Patrizio Rispo, Antonella Prisco e Lorenzo Sarcinelli, viene illustrato anche il vademecum per un Capodanno sicuro da Leopoldo Caruso, medico ed esperto chirurgo della mano del Vecchio Pellegrini.

La raccomandazione dei camici bianchi è, prima di tutto «non raccogliere mai botti da terra o inesplosi». «Il recupero dei petardi, è la prima causa delle lesioni e non bisogna neanche sottovalutare i fuochi considerati più innocenti come le stelline che bruciano a 300 gradi e si attaccano alla pelle» spiega Leopoldo Caruso, chirurgo della mano che porta sulle spalle la tradizione medica del nonno e del padre, entrambi medici impegnati in attività di prevenzione e sensibilizzazione contro l'uso dei botti esplodenti. «Mai usare fuochi illegali, accendere i botti in spazi aperti e in caso di esplosioni lasciar fuoriuscire il sangue e lavare con acqua e disinfettati, recandosi al più vicino pronto soccorso».

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Queste le tre principali informazioni del vademecum che è solo una parte della campagna di sensibilizzazione che ha impegnato Caruso anche nella realizzazione di volantini informativi diffusi in città. Negli ultimi venti anni, il calo dei feriti a Capodanno ha camminato di pari passo con le campagne «sull'uso responsabile dei botti» ma continuano ad esserci vittime di lesioni soprattutto nella fascia «tra i 14 e i 25 anni», fa sapere Angela Penza, primario di Chirurgia della Mano, al Vecchio Pellegrini. «Quest'anno con il Covid, gli ospedali saranno ancora più sotto pressione ed eseguire le terapie e le cure per le lesioni da botti, non può avvenire se si è positivi, per questo raccomandiamo di festeggiare senza sparare petardi e botti», conclude la primaria.

Ultimo aggiornamento: 1 Gennaio, 11:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA