Napoli, petardi contro i liceali, ecco l’identikit del teppista: «Ora deve confessare»

Mercoledì 22 Dicembre 2021 di Gianluca Agata, Leandro Del Gaudio
Napoli, petardi contro i liceali, ecco l’identikit del teppista: «Ora deve confessare»

Giubbino e cappello nero, volto simile a quello di tanti altri ragazzi della sua età, un nome che è già in possesso delle forze dell’ordine. C’è un identikit chiaro per il teppista di Pianura, su di lui ci sono elementi forti che consentono di chiudere il cerchio attorno alla brutta pagina di cronaca di martedì mattina, all’interno dello stadio Simpatia di Pianura. Ricordate cosa è accaduto durante il torneo dei liceali? Un quadrangolare di calcio tra i principali istituti scolastici cittadini che rischia di finire in tragedia: lancio di petardi contro gli spalti “avversari”, uno studente ferito, tanta paura. E la decisione degli organizzatori di sospendere il torneo e di non far disputare la partita prevista oggi, quella che vedeva contrapposte le formazioni del Mercalli contro l’Umberto. 

Ma torniamo a quelle scene di martedì scorso. Sannazaro in vantaggio per tre a due contro gli “scientifici” del Tito Lucrezio Caro, siamo ai minuti finali. Cori di festa da parte degli alunni che hanno acquistato il biglietto per sostenere i propri compagni del liceo vomerese e per dare un contributo alla raccolta fondi di Telethon. A rovinare tutto è un alunno del Tito Lucrezio Caro: lancia almeno tre ordigni (qualcosa di molto simile a delle pericolose “cipolle”), uno dei quali ferisce Riccardo, studente del Sannazaro, che viene operato al Pellegrini alla mano e all’occhio. Inchiesta condotta dalla polizia, si attende un’informativa da spedire alla Procura dei minori e alla Procura ordinaria (qualora venisse rilevato un gap nella sicurezza), il commissariato di Pianura ha le idee chiare: c’è il nome del teppista, che rischia una denuncia per lancio di oggetti esplodenti e violenza. Ma la storia si sta aggravando. 

Nelle ultime ore sono state raccolte delle testimonianze di alunni che hanno confermato il carattere premeditato del gesto, come appare evidente anche dal rinvenimento di una borsa con petardi e ordigni nei pressi del campetto di Pianura. Spiega al Mattino Ornella De Cesare, rappresentante degli studenti del Sannazaro: «Ero su quegli spalti del Simpatia, quando è avvenuto il lancio di petardi. C’era aria di festa, la nostra squadra era in vantaggio e noi facevamo cori di esultanza, quando dal settore del Lucrezio Caro è stato lanciato un petardo. Era a pochi passi da me, emetteva fumo, pensavo fosse un fumogeno. Sulle prime non mi sono allontanata, poi - dopo lo scoppio - siamo scappati. Ho soccorso una mia amica che si era fatta male a una gamba, ci siamo ritrovati all’esterno di un’ambulanza. Chiediamo che sia fatta chiarezza, siamo tutti sotto choc. Eppure - aggiunge la rappresentante di istituto - avevamo saputo il giorno prima che qualcuno era intenzionato a portare petardi e avevamo chiesto a chi gestisce l’ordine pubblico di fare controlli capillari per scongiurare colpi di testa». Una segnalazione che non ha sortito gli effetti sperati, a giudicare dal finale avvelenato della partita. Quanto basta a spingere gli organizzatori del torneo dei liceali a sospendere l’iniziativa. «Non c’è più la giusta dose di serenità», ha spiegato al Mattino due giorni fa Andrea Zungri, presidente di Arend, curatore dell’evento, anticipando la decisione di non far disputare l’altra partitissima del torneo.

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Niente scontro diretto questa mattina a Pianura tra Umberto e Mercalli, finisce nel peggiore dei modi un evento che avrebbe dovuto portare allegria e qualche soldo per la ricerca scientifica. Ma torniamo alle indagini. Sono bastate poche ore agli agenti per ricostruire una sorta di identikit del teppista. Aveva un giubbino e un cappello neri, un paio di jeans, look decisamente simile a quello di tanti altri coetanei. Sono in tanti ad attendere che faccia un passo in avanti, che esca allo scoperto, magari accompagnato dai genitori o da un avvocato. Anche all’interno della sua scuola, c’è chi gli chiede di ammettere le proprie responsabilità, di uscire allo scoperto e confessare. Cosa lo ha indotto a lanciare quei petardi contro la folla di coetanei che sostenevano gli avversari?

Era solo nella “bravata”? E la borsa che è stata recuperata dalle forze dell’ordine, quella che conteneva altri ordigni, era in suo possesso? Facile immaginare una denuncia per lancio di oggetti esplodenti e violenza, in uno scenario che ora fa i conti con qualcosa in più di una suggestione: le bombe al Simpatia non sono state una bravata isolata ed estemporanea. 

Ultimo aggiornamento: 23 Dicembre, 11:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA