Napoli, nuovi controlli al carcere di Poggioreale: trovati tre cellulari e un caricabatterie

Napoli, nuovi controlli al carcere di Poggioreale: trovati tre cellulari e un caricabatterie
Sabato 5 Marzo 2022, 10:08
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Ennesimo ritrovamento di microtelefoni nel carcere di Napoli Poggioreale, nel corso di una operazione, ieri sera, della polizia penitenziaria in sede. I cellulari sono stati scoperti durante una perquisizione straordinaria nel reparto Napoli, dove sono stati rinvenuti tre micro telefonini e un caricabatterie perfettamente funzionanti. I telefoni saranno sottoposti al setaccio dagli inquirenti per poter verificare il traffico telefonico ed eventuali illeciti.

Per il vice segretario regionale Osapp Campania Luigi Castaldo: «Nonostante l'inasprimento delle pene in merito il fenomeno è ancora persistente: è difficile contrastarlo con gli attuali mezzi a disposizione. Il tutto viene agevolato dalla forte e cronica carenza di organico: mancano circa 300 poliziotti penitenziari a Poggioreale e vi è un sovraffollamento del penitenziario con oltre 600 detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare, il tutto a discapito della sicurezza nel penitenziario partenopeo».

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«Purtroppo nonostante le varie manifestazioni e stati di agitazione, - aggiunge il segretario regionale Osapp Campania Vincenzo Palmieri - l'amministrazione Penitenziaria non ha ancora provveduto a risolvere l'atavico e affannoso problema della carenza di organico e soprattutto il cronico sovraffollamento di detenuti, con azioni risolutive ed efficaci nel lungo termine» conclude. «Lo stress psicofisico a cui è sottoposto il personale di polizia penitenziaria operante presso la casa circondariale di Napoli Poggioreale è a livelli mai raggiunti negli ultimi 5 anni visto lo scompenso tra doveri e diritti soggettivi», denuncia invece, il segretario generale dell'Osapp Leo Beneduci che aggiunge, «è solo grazie allo spirito di abnegazione ed all'alto senso del dovere dimostrato dalla Polizia Penitenziaria, che si riesce a portare a compimento operazioni come quella di oggi, e pertanto a questi va il nostro plauso».

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